Studiare paga?
Con gli esami di maturità alle porte e l’aver salutato oggi i miei maialini di quinta, non posso non pensare ai tanti ragazzuoli che ho conosciuto in 10 anni di insegnamento precario.
Fra una chiacchiera e l’altra vedo anche chi di loro è diventato grande è sta facendo della propria passione per lo studio e la ricerca il proprio lavoro, la propria vita. Con un po’ di invidia, certo. Con quella sensazione da fratello maggiore che vede i propri fratellini che riescono dov’egli ha fallito.
Per tornare al titolo, ragazzuoli, studiare paga?
In itaglia no. Per fare un dottorato di ricerca, e vincerlo, ci vogliono i santi in paradiso. In soldoni la raccomandazione del presidente della commisione dei dottorandi. Senza è difficile non solo avere la borsa, 1000 € al mese da bravi precari, ma anche solo entrare. Il bello che tutto avviene per concorso per titoli ed esami. Traccia d’esame che di solito è nota mesi prima ai fortunati sponsorizzati. Un’altra buffonata all’itagliana, certamente.
Se però il fortunato ragazzuolo di turno si è fatto davvero il culo in una materia scientifica allora può pensare ad espatriare. Lì non fanno concorsi. Non servono. Gli spedisci il curriculum e se il caso ti chiamano per un colloquio (oppure si accontentano di fartelo anche solo al telefono). E così ecco apparire un dottorato da 13.000 sterline l’anno in gran bretagna. E per trovarsi nell’imbarazzo della scelta, eccone compararire uno da 30.000 € l’anno dalla Svizzera. Dalla Svizzera! Sono più piccoli della Lombradia, sono molto meno dei lombardi e possono offrire 30.000 € (netti, fatto non trascurabile) all’anno per quattro anni al neo laureato di turno. Che nell’imbarazzo della scelta ha fatto la scelta giusta scegliendo la patria del cioccolato, il formaggio con i buchi, le banche con i conti cifrati e dalle montagne bellissime.
2.500 € al mese. Forse li piglia il mio preside. Pensateci ragazzuoli. Se credete davvero di valere, scommettete su voi stessi. Non fatevi intimidire dall’idea di andare fuori dai patri confini. Dal disfattismo di questa nazione allo sfacelo guidata da vecchi rincoglioniti viagra dipendenti.
E poi tornate. Avremo seriamente bisogno di voi. Per ora, ho l’onore, per non dire il privilegio, di fare le congratulazioni a due miei ex studenti, oggi miei amici, che sono andati più in là di dove io sia mai arrivato. Andrea e Roberto, siete stati davvero bravi!
Latte crudo
La gente è stufa delle stronzate che si dicono alla televisione. Stronzate. Enormi stronzate. Gli amici di grillo di brescia hanno portato alla ribalta grazie al blog di grillo questa storia sul latte crudo.
Oggi come al solito mi ci sono fermato alle 14, rientrando dal lavoro, per riempirmi la mia bottiglia. Ho trovato appeso sopra la “mucca” (il distributore) gli avvisi sull’allarmismo seminato in questi giorni. Ho firmato la petizione (numero 10111) online e vi invito a fare altrettanto. Firmatela anche per vostra madre e vostro padre che se sono come i miei sono di certo d’accordo ma non usano il computer. O peggio si rincoglioniscono davanti a rate 4.
E se anche faranno sparire il distributore, io andrò lo stesso con la mia bottiglia dal contadino in culo a questi politici del cazzo!
E se anche facesse male, cosa tutt’altro che dimostrata, una volta che avete avvertito le persone, sarà comunque un loro problema decidere se è vero o no, se vogliono andare avanti a bere il latte crudo o meno. Ma non solo la granarolo e la fu parmalat hanno interessi in questa storia. L’activia ha ridotto le vendite, come preannuciavo, e se ci si mette la nestlè sono cazzi! Vietare preventivamente di fare quello che vi pare. Dico io se è una nazione o se davvero il capo pagliaccio a cavallo di un pony vuole cambiarsi il nome in benito/adolf!
Mi raccomando, tutti a firmare e fate girare ’sta storia. ‘Sta volta hanno proprio rotto i coglioni (per dirla con le parole del cavaliere nano e pelato!)
pubblicità regresso
Mentre cercavo una foto di quella casalinga (scema) che fa la roulette con la lavatrice, sono inciampato in questo link che vi invito a leggere. Esprime bene il mio pensiero in proposito.
La pubblicità è l’anima del commercio, mi è stato detto. Qualcuno ha anche cercato di insegnarmelo, ma inutilmente. Io sostengo, sempre più convinto, che la pubblicità sia nemica del popolo. Semplicemente perché la pubblictà è una sorta di propaganda: si paga gente per convincere delle proprietà, spesso solo vantate, magiche di una cosa, bene o servizio che sia. Il convincimento si basa sull’uso sistematico della psicologia, della sociologia e delle tecniche della persuasione di massa. Infatti funzionano per la maggioranza, la gente comune, non sempre. Eppure oggi tutti i prodotti servono per aumentare il nostro appeal sessuale, sociale, per renderci più forti/cinici di quello che siamo, per farci sconfiggere i segni dell’età (su un campione di 23 donne… oppure il tricologo del capo pagliaccio) e così via. Mai che ti dicano semplicemente cosa fa e cosa non fa un certo prodotto. E’ un’arte. L’arte del convincere, dell’instillare nelle masse bisogni che non hanno (e probabilmente preferibbero non avere).
Ma tant’è, ce la dobbbiamo tenere. Pure su internet. Eppure noto con stupore quel bellissimo ottagono rosso in alto contenente le lettere ABP, vicino alla search bar, e sono più sereno. Con un pc è più facile fare a meno della reclame. Invece nei giornali, in radio e alla tv ce la portiamo tutta a casa, con anche il fido remote control spesso impotente per via della pubblicità simultanea su tutti i canali. Però possiamo renderla muta e osservare solo le immagini. E’ istruttivo. Cercare di capire cosa un sordo proverebbe nel vedere quei filmati senza capo ne coda. Probabilmente penserebbe che siamo tutti una manica di mentecatti!
semantica 3.0
ancora sulla semantica…c’è un’altra cosa su cui chiedo numi. cito testualmente dal commento di andrea, al quale chiedo pronto intervento:
“La semantica di un linguaggio formale L non è definita dal linguaggio stesso, ma può esservi aggiunta sotto forma di funzione con dominio L. Tale funzione esprime il rapporto tra significante e significato, ed è pertanto una generalizzazione di ciò che accade in linguistica.”
a cosa si riferiscono il significante e il significato a livello di linguaggio formale? in linguistica è il segno che viene definito significante perchè portatore di senso, di contenuto, ovvero portatore di significato stesso. il codice convenzionale universalmente accettato permette a chi interpreta di stabilire la relazione fra significante e significato.
e nei linguaggi formali?
inoltre, mi sovviene un dubbio a livello linguistico (ovvero di uso della lingua): …ma tu usi ’semantica’ come equivalente a “costruzione sintattica”? perchè forse tutto il qui pro quo nasce da questo. Continua a leggere…
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