Il mio papà
A 6 mesi dalla tua morte voglio ricordarti con questa bella foto che Amedeo ha ripescato dalla sua fornitissima riserva.
Eccoci insieme 34 anni fa in riva al Tirreno. Babbo, benché tronfio del secondo maschio, appare un poco preoccupato. Sfamare una famiglia di 5 figli non è uno scherzo, e non lo era nemmeno a metà anni settanta. Eppure il lavoro duro non l’ha mai spaventato, come il non dover dipendere da nessuno. I soldi che si fece prestare nel 1960 da suo padre glieli rese con gli interessi. Ha lavorato anche 15 ore al giorno quando serviva. In forgia o tornendo le flange. Finanche a fare legna in montagna.
Una persona semplice e priva di un’istruzione adeguata, ma una persona squisita e geniale anche senza una laurea in ingengeria meccanica. Una persona come tante, una persona che di certo manca di rappresentanza in quel porcilaio pieno di maiali che è la politica italiana.
Addio Papà!
9 Maggio 2009
In questo giorno Papà ci ha lasciati. Riporto l’epitaffio che Mamma gli ha dedicato e questo ritratto.
Così lo vogliamo ricordare.
Dopo un’intera vita dedicata alla famiglia e al lavoro, Dio ha voluto in cielo l’anima buona di Paolo Binda.
Semplice, preciso ed elegante. Proprio così gli sarebbe piaciuto.
Con affetto, Sguagnin.
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