Life, universe & everything

La conoscenza è forza

118 morti. 42 mesi di galera (forse)

L’8 ottobre 2001 sono morte 118 persone in un incedente del tutto idiota nell’aeroporto di Linate. Ben poca cosa, se cinicamente così si può dire, rispetto ai morti dell’11 settembre. Ma mi sento in dovere di qualche precisazione. Quello fu un attacco terroristico, questo uno dei tanti casi di mala italianità. Come si rileva dalla ricostruzione su it.wikipedia.org ci sono state una concatenazione di cause che hanno portato alla morte di 118 persone. Probabilmente anche l’assenza di una sola di esse avrebbe scongiurato la strage (perché questa è una strage, mica come quella di Garlasco che con tutto il rispetto per la povera Chiara è però solo un omicidio).

A prescindere dagli errori del pilota del Cessna, ci sono però degli evidenti problemi imputabili allo scalo milanese: dalla mancanza del radar di terra (ma tutto sommato trascurabile dato che nel milanese la nebbia è un fenomeno più unico che raro, vero?), ai caratteri sulle rampe d’accesso fuori norma e non più ripetuti sull’asfalto, ai soccorsi poco tempestivi.

In un caso del genere, secondo quello che il mio bizzarro buon senso mi suggerisce, chi dovrebbe rispondere della perfetta efficienza dell’aeroporto? Chi lo dirige ovvero ne è il dirigente e intasca lo stipendio da dirigente? Chi nonostante l’assenza del radar di terra e la presenza della nebbia ha reputato il rischio calcolato di continuare con le normali operazioni, piuttosto che chiudere baracca e burattini? Chi non ha previsto in assenza di un radar di terra e nel caso di nebbia un piano alternativo (da delle fotocellule dal costo irrisorio ad altri e più sofisticati sistemi come qualche addetto sulla pista a fare da osservatore) per evitare queste cose?

Interrogativi italioti. Chi ha risposto e pagato per la strage, colposa sì ma anche causata da negligenza, di 118 persone?

Ce lo dice wikipedia:

In primo grado 3 dirigenti sono andati assolti e le pene sono state per un totale di 44 anni e 4 mesi. Due dirigenti addirittura sono stati condannati a 8 anni.

Ecco le prime reazioni , che trovo in parte ridicole. Le pene commutate sono in media di 4 mesi e mezzo per ogni deceduto. 4 mesi e mezzo per aver ammazzato un essere umano per aver fatto male il proprio lavoro. C’è un motivo se il falso in bilancio è stato depenalizzato, no?

Poi arriva l’appello, il secondo grado. Le pene totali scendono a 28 anni e 6 mesi. Due degli assolti in primo grado condannati a 3 anni. Uno di quelli a 8 anni assolto e così via. Due sole condanne a più di tre anni, ovvero le uniche a non essere sospese con la condizionale. Poi arrivò anche l’indulto e pare che quindi l’unico che, forse, si sia fatto qualche mese di galera sia Sandro Gualano, ex amministratore delegato Enav (che però ligio al buon costume italiota non ha mai seriamente pensato alle dimissioni fino a sentenza certa). Da questa sentenza emerge che la media di mesi di galera scende a 2,9 per ogni morto. Però! C’è proprio da vantarsi della giustizia italiana.

Ci sarebbe da chiedersi se almeno questi personaggi lavorano ancora o sono magari in politica. Tanto per la curiosità. Io sono fermamente convinto che dovrebbero stare sotto i ponti o a stendere catrame per le strade a vita. Ma io sono fascista e giustizialista, vero?

Poi non dimentichiamoci dell’indulto che sconta tre anni a tutti, anche a questi qua. Il totale delle pene effettive è quindi alla fine della Cassazione di 4 anni e 10 mesi, di cui la condanna inferiore ai tre anni soggetta di libertà condizionata e restano solo i 3 anni e 6 mesi del Gualano, povero sfigato. 42 mesi per 118 morti, ovvero 14,75 giorni per ogni morto, in media.

Cosa abbiamo imparato oggi Mignolo? Che la giustizia in Italia fa cagare. Che causare la morte di un innocente porta a 2 settimane di galera, quando ti va male. Che chi dirige prende i soldi e paga solo in caso di dolo o colpa grave, ovvero mai. E che anche in caso di colpa la poltrona non è a rischio. Chissà cosa ne pensano coloro che hanno gioito nel 2004 oggi? Mi facciano sapere, che io sono curioso.

«È un bell’esempio di come si gestiscono i processi – ha detto Pettinaroli -. Le pene sono state le più alte mai inflitte»

Ah, però! Mi chiedo perché i mandanti delle stragi degli anni di piombo non escono allo scoperto a questo punto!

L’importante è esserne convinti. Io resto schifato lo stesso.

Ottobre 7, 2009 Pubblicato da tt | cimice cinica, disproporzioni, io non dimentico, muro del pianto | | Ancora nessun commento.

Stronzata del giorno

Caro Presindete della Repubblica, con tutto il rispetto che ho per la Vostra Carica e per la Vostra età non posso, non voglio e non devo passare sopra a questa Vostra dichiarazione:

«Non firmare non significa niente», ha risposto Giorgio Napolitano a un cittadino che gli ha chiesto di non apporre la sua firma alla legge («Lo faccia per le persone oneste»), spiegando che la Costituzione prevede che la legge possa essere nuovamente approvata e in quel caso lui sarebbe «obbligato» a firmare.

Noi la Costituzione la conosciamo benissimo. Sappiamo che quel che ci dite è vero. Ma sappiamo che Voi Potete, la prima volta, non firmare una legge. Rinviarla alle camere se questa legge Vi sembra non costituzionale. A Vostro insindacabile giudizio. Lo prevede la Carta Costituzionale. E un privilegio, oltre che un onore, che viene concesso all’unico e vero Presidente della nostra repubbica: esprimere un primo parere in merito. Come mi pare avete già fatto in occsasione del decreto legge salva Eluana che avete rifiutato. Se Volete, se ritenete che Dobbiate farlo, Potete. E’ Vostro diritto, Vostro Dovere e privilegio.

Art. 74.

Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.

Se secondo Voi c’è motivo per non firmare la legge potete farlo. A Voi decidere, magari senza riccorrere a facezie degne del premier, espressione di una maggioranza parlamentare, anziché di un presidente che garantisce la Costituzione a tutti i Cittadini.

Ottobre 3, 2009 Pubblicato da tt | Comunicati stampa, io non dimentico, muro del pianto, speranza | | 1 Commento

Adotta un precario

Basta poco, che ce vo’?

Un precario, al lordo di contributi, Irpef, tredicesima e trattamento di fine rapporto costa meno di 21.000 Euri l’anno (fonte il mio ultimo contratto). Al lordo di tutto sono 1.750 Euri il mese, spesso solo per dieci mesi l’anno. Facciamo i grandi e calcoliamo 20 mila euro all’anno, il risparmio netto nel tagliare 50 mila precari è di un miliardo tondo tondo. Una gran bella cifra penserà la gente comune. Meno di quello che l’affare CAI/ALITALIA è costato alle casse del nostro stato, mi sento di far notare. Un quinto dei soldi che berlusconi ha promesso a gheddafi. Soldi nostri, che dei suoi lui non ne caccia per inciso. La metà di quello che abbiamo già speso per il ponte su messina, in studi di non fattibilità e penali alla impregilo. Per non parlare dei soldi per pagare e far viaggiare le puttane, i rimborsi elettorali e i contributi alla stampa.

Con i soldi che avremmo risparmiato se gli ultimi referendum fossero stati accorpati alle europee, prendendo per buone la metà delle stime di franceschini, avremmo dato da mangiare a 20 mila precari. Con i soldi che ci vorrebbero per costruire una centrale nucleare poi… Quanto ti costa Kakà all’anno? Quanto 500 precari. E pazienza almeno ha talento. Dà più fastidio pensare che Renzo “la trota” Bossi, pluritrombato alla maturità per colpa dei professori terroni e magari extracomunitari, abbia vinto un posto all’expo milanese per 14 mila euri al mese. Quanto 14 precari magari laureati. Questa sì che è meritocrazia!

Ebbene, prima che tutti questi politici corrotti, magnoni, mafiosi, ignoranti e papponi vengano inceneriti da una vagonata di italiani incazzati e senza lavoro, propongo agli italiani di buona volontà di pensare ad adottare un precario: bastano, al lordo di tutto, solo 400 miseri euri alla settimana. Fate un bel vaglia internazionale sul conto di tremonti alla ubs, o su quello alle caimann del nano di arcore. Basta mettere il codice fiscale del destinatario e per la prossima settimana avrà un lavoro. Costa meno che regolarizzare un extra comunitario!

Basta poco, che ce vo’?

PS: Ecco che fine fanno i nostri quattrini: 460 mila $ che al cambio attuale sono 320 mila €: 16 precari per ogni librone regalato al G8, che quindi sono 7. 112 precari sono stati affamati perché il nostro esimio, figo, virile, simpatico e mafioso capo dei pagliacci potesse fare bella figura dinnanzi ai potenti del mondo. Peccato che nessuno gli abbia spaccato in testa quel prezioso marmo di carrara…

Settembre 7, 2009 Pubblicato da tt | Comunicati stampa, E io pago!, berlusconate, disproporzioni, economia, malattia mentale, muro del pianto | | 1 Commento

smutandati

Dopo dieci anni di onorato servizio, durante i quali ho collezionato 7 giorni di malattia e mi sono fatto due maturità, ecco il nostro precario della scuola italiana in mutande a pregare di avere un lavoro.

Grazie poi al genio del VICE ministro alla pubblica distruzione mary star gelmini (la cui ignoranza e carenza di competenza sulla materia che deve amministrare è pari alla sua bruttezza e carenza di stile nel vestire) ci ritroviamo con gli uffici scolastici provinciali che non ci capiscono più niente. Che già non sono un ricettacolo di geni e di scienziati questi posti… Ora hanno le graduatorie provinciali, le code e gli spezzoni da assegnare.

E se uno che si è messo in coda in tre province diverse non si presenta perché stando a Bari a scelto Lecco, Roma e Siracusa? O peggio ha mandato la delega in tutti e 4 gli USP e si ritrova ora con 4 proposte di lavoro (non ci crede nessuno ma è possibile)? Oppure si presenta e sceglie un posto che in realtà non c’è per errore materiale dell’USP (le 16 ore di informatica a colico: sono della petretti che completa con 2 di matematica. Eppure compaiono nella disponibilità sul sito dell’USP di Lecco. La prima in graduatorie è della valtellina, se le sceglie e poi non ci sono chi rispnde del danno a questa poveraccia e/o a quelli in coda?)?

Per non parlare del casino in generale. Della meritocrazia a parola ma di fatto al solito assente. Le graduatorie sono per mera anzianità. Una LIFO: l’ultimo arrivato è il primo a essere tagliato. In sei mesi fai 12 punti in graduatoria, quando la differenza fra l’abilitazione con un calcio nel culo e il massimo sono solo 6.

Per non parlare dell’evidente stronzata che è dire che l’insegnamento migliorerà e poi si aumentano gli alunni per classe, oltre a non reintegrare nemmeno il personale andato in pesione.

Nelle due scuole dove ho lavorato l’anno scorso si sono pensionati non meno di 10 insegnanti. Nella provincia di Lecco ne sono stati immessi in ruole 3 più 2 sul sostegno. La gente è stata abilitata facendole pagare 2500 € e facendo corsi molto discutibili per poi andare a riempire una graduatoria da cui non saranno mai chiamati. Due anni fa c’erano 8 spezzoni vacanti di matematica a lecco, l’anno scorso 4 e quest’anno 3. Per matematica e fisica le cose non sono andate meglio, ma misteriosamente i documenti riguardanti questi dati non sono più disponibili sul sito dell’USP. Misteri della burocrazia italiana. Misteri delle SISS che ogni anno sfornavano sempre lo stesso numero di abilitati (con le graduatorie che sono arrivate ai numeri mostruosi di oggi). Non contenti, anche l’ultimo ciclo di SISS, che non doveva essere abilitante ma lo è stato, terminato nel 2009. E nessuno di questi pagliacci che paga. Solo noi, poveri fessi disorganizzati, che pur di lavorare leccheremmo il culo a berlusconi o d’alema, anche se ci affamano e ci tengo per decenni come precari. Poi si chiedono perché la gente non mette su famiglia, non fa figli e non compra casa. Certo i vecchiacci che fanno le leggi queste cose non li sfiorano nemmeno. Certo. Tanto sarà l’esame di dialetto a fare la differenza fra il buon insegnante e quello mediocre. Sarà la conoscenza del bergamasco o del bresciano (che notoriamente sono lingue da lupi, visto gli ululati).

Ma  così è. Siamo in mutande e ci resteremo. Se almeno fossi una bella gnocca potrei provare a scoparmi berlusconi. Una botta per un posto annuale, due per il ruolo e con tre magari si ottiene un posto da parlamentare. Con un’abbonamento da 10 avrei diritto a comparire nel testamento? Ma questa è diffamazione a mezzo blog! Mi potrebbe chiedere milioni di migliardi di euri di danni per aver espresso la mia opinione! Mentre nessuno gli può chiedere i danni, a lui e a quelli prima di lui, se stanno mandando questo povero paese in merda.

Chissà… Magari potrei trovare su e-bay una vecchia escort e portargliela in dono ad Arcore. O potrei emulare il mio nonno paterno e tornare a fare il boscaiolo. Sì, questa è un’idea proprio allettante…

Precari e tecnica della scuola.

CIP:comitato insegnanti precari.

Precari scuola.

Agosto 28, 2009 Pubblicato da tt | Comunicati stampa, berlusconate, cimice cinica, malattia mentale, muro del pianto | | Ancora nessun commento.

Circo Italllia S.p.A.

Le idee confuse sono tipiche dei pagliacci. E’ proprio quella la causa prima delle loro pagliacciate. Non c’è bisogno di arrivare in parlamento o al governo per trovare pagliacci e pagliacciate. Spesso basta guardarsi attorno e osservare la gente con cui ci tocca lavorare. Specie se non ce la siamo scelta.

Commissari interni che si comportano in modo insano sono l’esempio, e lo sfogo, di oggi. Gente che non essendo riuscita a fermare qualche ragazzo che evidentemente gli stava antipatico, cerca in tutti modi, anche subdoli e ipocriti, di farlo in sede d’esame. Creando imbarazzo nei commissari esterni e nel presidente. La confusione dei ruoli non crea problemi solo nelle famiglie, ma in ogni occasione. E’ lapalissiano che il ruolo del commissario interno, come è stato evidente nella prima sottocommissione dove ho lavorato, è quello di tirare acqua al mulino del candidato. Invece con questa gentaglia siamo rimasti un po’ basiti dal loro atteggiamento lievemente schizoide improntato a spingere il più possibile certi candidati e segare altri. Davvero una cosa brutta. E poco professionale, mi si conceda. Continua a leggere…

Luglio 9, 2009 Pubblicato da tt | berlusconate, cimice cinica, disproporzioni, filosofia, io non dimentico, malattia mentale, muro del pianto | | 3 Commenti

Maturità

Due settimane e un giorno fa stavo facendo tutto giulivo il mio bel corso di recupero quando mi giunge una telefonata della scuola. Tralasciando quanto sia ridicolo che la segreteria mi chiami sul cellulare quando sono in un’aula a 30 metri di distanza, ricevo la nomina a commissario esterno per la maturità. Un po’ me l’aspettavo: la collega che era stata nominata era una precaria che veniva dalla puglia e visto che stava a lecco senza macchina avevo l’impressione che sarebbe caduta malata il lunedì. Appunto per quello mi aspettavo la nomina il lunedì, dato che martedì mattina le commissioni alle 8.30 avrebbero dovuto insediarsi. Stavo quindi abbastanza tranquillo immaginando che avessero nominato qualcun altro. E comunque mi aspettavo mi chiamasse qualcuno dal’Ufficio Scolastico Provinciale.

Infatti avrei voluto fargli presente che, stando alle mie ricerche fatte nel server del ministero, c’erano non meno di 3 professoroni di ruolo di informatica che non avevano ricevuto la nomina e che quindi mi spiegasse come cavolo aveva deciso di nominare due insegnanti che non fossero nemmeno abilitati in presenza di tanto personale non utilizzato.

Invece mi arriva la convocazione da parte della segreteria della scuola e su quel bel foglio che mi viene dato appaio come sostituto non della mia collega ma di un’altra, evidentemente nominata il giorno prima, che quel martedì deve aver avuto un enorme attacco di cagotto. Questo fulgido esemplare di insegnante del ventunesimo secolo che è di ruolo nella scuola di fronte. Costei che dopo aver girato per un anno 5 anni fa con un manuale di JAva sotto braccio alla fine dell’anno non si sentiva di abbandonare il pascal perché non si era imparata Java a sufficienza. Inutile spiegarle che il libro avrebe dovuto anche leggerlo, non solo portarlo a spasso. Inutile perché aveva un alito che stendeva le mosche a 5 metri di distanza. Inutile perché è una che ha rinunciato a una fulgida carriera all’Olivetti per pensare alla famiglia (comunque non è da escludere che alla Olivetti facesse la portinaia più che la programmatrice). Inutile rimarcare che secondo lei fare 16 ore di lezione più due a disposizione alla settimana (ore da 55 minuti) è dovuto. E’ proprio per colpa di gentaglia come costei che noi insegnanti siamo visti come i cazzoni che non vogliono lavorare, che lavorano poco e sono dei lazzaroni. Visto anche che costei non ha tenuto un corso di recupero viene da chiedersi se la sua rinuncia a fare gli esami di maturità venisse magari dal luogo di villeggiatura oppure no. Rinuncia che si traduce in certificato di malattia. Come quel campione di brunetta dovrebbe sapere.

La colpa è certo per prima del direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale che ha nominato una terroncella senza abilitazione con contratto fino al 30 Giugno che si sapeva non sarebbe mai andata fino a monticello brianza a fare la maturità. Avrebbe dovuto nominare qualcuno dei tre di ruolo rimasti fuori subito, invece di far fare la cosa a un cazzo di sistema automatico. Sperando che sia stato un sistema automatico a farlo. Perché non è improbabile che invece paghiamo qualcuno per fare queste, discutibili, scelte.

In culo alla meritocrazia, cosa succederà a questa campionessa, fulgido esemplare dell’insegnante italiano? Nulla, che perderà 2 € di trattenuta al giorno per ogni giorno di malattia fatto (probabilmente non più di tre). Non perderà nemmeno un decimo di punto nelle graduatorie. Non perderà alcun scatto di anzianità. Nessuno dei suoi privilegi verrà scalfitto. E anche il beneficio del dubbio non le concedo. Troppo plateale mandare malattia il gionro stesso e sbattersene le balle. Come lei anche il dottore che ha firmato il certificato. La signora in questione avrebbe dovuto essere portata con la forza in un ospedale e sottoposta ad esami clinici.

Ma non tutto il male viene per nuocere. Appena arrivato a monticello sono stato salutato dal presidente della mia commissione. Una persona decisa e competente. Qualche giorno più tardi ho scoperto essere il preside della scuola superiore a oggiono. Scoprendo che anche fra i dirigenti, per la legge dei grandi numeri, ce ne dev’essere qualcuno di veramente capace. Qualcuno che finito all’una a monticello di fare gli orali si scapicolla a oggiono a visionare e preparare gli organici per l’anno prossimo perché è una cosa che deve fare lui. Mi trovo a rammaricarmi di non essere mai capitato ad Oggiono nel mio peregrinare per tutta la provincia di lecco. Poi di presidi motociclisti ne girano proprio pochi (altro dettaglio non trascurabile che deve aver portato il presidente a prendermi a ben volere fin da subito, oltre ad aver tolto la commissione dall’impasse).

Ed eccoci qui, sommersi dai verbali, tonnellate di cartacce inutili. Spreco di carta e di toner quando si potrebbe mettere tutto su cd e frimarlo digitalmente. Domani chiuderemo con gli orali e venerdì anche con le scartoffie. In culo a chi crede che insegnare sia un’attività part-time che gli spetta di diritto, aniché un lavoro dignitoso da fare con passione e professionalità. In culo alla meritocrazia e ai pagliacci che si dimettono da un parlamento sapendo di entrare in un altro. AH! Le pagliacciate dei leghisti. Perché non vanno a fare le pulci alle buffe leggi speciali della regione sicilia che pemettono ai dipendenti maschi di andare in pensione dopo 25 anni (20 per le femmine) se costoro si fanno adottare da una vecchia rincoglionita di 90 anni? E perché ce li fanno pagare anche a noi altri a statuto non speciale? Sai cosa me ne frega del reato di clandestinità quando invece siamo di fronte a questi soprusi, a queste mafiosaggini e sperpero di soldi nostri?

Ma la questione è che a loro non gliene frega un cazzo. Domani potrebbe essere il loro turno. E allora avanti con i fessacchiotti che gli danno retta. O che votano il PD dove per la poltrona del segretario l’apparato ha scatenato le sue ire e si scoprono più litigiosi che mai. Costoro dovrebbero battere berlusconi? Ma non sono degni nemmeno di portargli le paste per colazione ad arcore come faceva emilio fido. Se li mangia anche dopo che si è strafatto di cialis e di assenzio!

ANDATE A LAVORARE. Scoprite cosa vuol dire per una volta in vita vostra…

Luglio 8, 2009 Pubblicato da tt | E io pago!, buffo!, disproporzioni, malattia mentale, muro del pianto | | Ancora nessun commento.

Referendum ed ipocrisia

I referendum sono stati archiviati. Lontanissimi dal quorum. Anche nelle zone dove si è votato.

Ci sono però delle informazioni a riguardo che non sono state fatte girare, sia dalla stampa che dai politici.  L’affluenza è stata sì bassa, ma davvero anomala è stata la presenza di schede bianche e nulle. A livello nazionale (tralasciando i 3 milioni di residenti all’estero) per i primi due quesiti le schede non valide sono state oltre l’11,5% del totale e quasi il 9% per il terzo quesito. Sembra lecito togliere dal computo dell’affluenza effettiva questi milioni di schede non valide e rivedere ulteriormente al ribasso i dati di affluenza: il 20,8% per i primi due quesiti contro il 21,9% del terzo. Io credo che i referendum siano stati disertati sia perché i quesiti erano troppo tecnici, poco pubblicizzati e francamente lontani dal sentire del popolo. Anche una certa stanchezza e insofferenza per il voto devono essere messe in conto. Una politica sempre più lontana dal cittadino e un disgusto per gli strumenti democratici in generale. Strumenti troppo spesso poco democratici. Come ho già scritto, fra i tanti difetti di questa legge elettorale questi quesiti andavano a sanarne soltanto uno. Senza impedire alla casta/cosca di mettere le mani sui palazzi del potere.

Continua a leggere…

Giugno 25, 2009 Pubblicato da tt | Comunicati stampa, berlusconate, io non dimentico, muro del pianto, politica, tarlo del dubbio | | 2 Commenti

Predicano bene

E razzolano malissimo!

L’approvazione del ddl sulle intercettazioni è l’ennesima rirpova della distanza, astrale, che separa i pagliacci che ci rappresentano in parlamento dal popolo. Di fronte a questa ennesima fiducia, la lega, paladino delle ronde e della legalità padana, avrebbe dovuto far saltare il banco. Se fosse coerente fino in fondo con i suo dettami. Invece Roma ladrona e mafia padrona! Chi va con i porci impara a grufolare e mangiare il pappone dalla stessa ciotola. Come si può giustifacare alla base questo colpo di mano mentre il federalismo latita? Bene, basterà non giustificarlo e continuare a dar contro al diverso…

Ha proprio ragione beppe grillo: siamo con le pezze al culo. E le tengono pure loro visti come si stanno riducendo. Ma fanno il nostro gioco, sempre che l’italiota medio dalla memoria a 3 giorni si ricordi di tutto questo fra una settimana.

E ora non ci resta che confidare in napolitano. Quello che ha firmato il lodo alfano alla prima chiamata. Quello che si è bruciato per lasciar schiattare la tipa della quale, ora, nessuno più parla. Come del testamento biologico.

PM. Pagliacci Mafiosi. Altro che Pubblici ministeri. Bello sapere che bossi è alleato ai craxiani ex tangentari e tuttora mafiosi. La base dovrebbe essere la prima a mandare a fare in culo tutti questi pagliacci. Invece ce li teniamo tutti e li strapaghiamo.

A partire da quel luminare, fulgido esempio di rara saggezza e competenza che è maria stella gelmina. Che farà fare più matematica e fisica anche nei licei.

Che ignora che i ragazzi in prima superiore fanno gli errori (od orrori!) di ortografia e non sanno le tabelline. Che farà studiare la teoria della relatività e la fisica dei quanti sapendo a malapena fattorizzare un polinomio. Come cercare di smontare una centrale nucleare con un temperino svizzero. McGyver ci riusciva. Ma McGyver teneva una laurea in matematica e un’altra in fisica. La gelmina l’abilitazione a Reggio di Calabria dopo che a Brescia, l’anno prima, l’avevano trombata.

Poi dev’essere passato il pagliaccio nano viagra dipendente…

PS: come effetto indesirato del viagra pare che ci sia la ricrescita dei capelli. Incredibile ma pare vero. Peccato produca anche un serio rincoglionimento senile…

Giugno 12, 2009 Pubblicato da tt | berlusconate, disproporzioni, io non dimentico, muro del pianto, tarlo del dubbio | | Ancora nessun commento.

Studiare paga?

Con gli esami di maturità alle porte e l’aver salutato oggi i miei maialini di quinta, non posso non pensare ai tanti ragazzuoli che ho conosciuto in 10 anni di insegnamento precario.

Fra una chiacchiera e l’altra vedo anche chi di loro è diventato grande è sta facendo della propria passione per lo studio e la ricerca il proprio lavoro, la propria vita. Con un po’ di invidia, certo. Con quella sensazione da fratello maggiore che vede i propri fratellini che riescono dov’egli ha fallito.

Per tornare al titolo, ragazzuoli, studiare paga?

In itaglia no. Per fare un dottorato di ricerca, e vincerlo, ci vogliono i santi in paradiso. In soldoni la raccomandazione del presidente della commisione dei dottorandi. Senza è difficile non solo avere la borsa, 1000 € al mese da bravi precari, ma anche solo entrare. Il bello che tutto avviene per concorso per titoli ed esami. Traccia d’esame che di solito è nota mesi prima ai fortunati sponsorizzati. Un’altra buffonata all’itagliana, certamente.

Se però il fortunato ragazzuolo di turno si è fatto davvero il culo in una materia scientifica allora può pensare ad espatriare. Lì non fanno concorsi. Non servono. Gli spedisci il curriculum e se il caso ti chiamano per un colloquio (oppure si accontentano di fartelo anche solo al telefono). E così ecco apparire un dottorato da 13.000 sterline l’anno in gran bretagna. E per trovarsi nell’imbarazzo della scelta, eccone compararire uno da 30.000 € l’anno dalla Svizzera. Dalla Svizzera! Sono più piccoli della Lombradia, sono molto meno dei lombardi e possono offrire 30.000 € (netti, fatto non trascurabile) all’anno per quattro anni al neo laureato di turno. Che nell’imbarazzo della scelta ha fatto la scelta giusta scegliendo la patria del cioccolato, il formaggio con i buchi, le banche con i conti cifrati e dalle montagne bellissime.

2.500 € al mese. Forse li piglia il mio preside. Pensateci ragazzuoli. Se credete davvero di valere, scommettete su voi stessi. Non fatevi intimidire dall’idea di andare fuori dai patri confini. Dal disfattismo di questa nazione allo sfacelo guidata da vecchi rincoglioniti viagra dipendenti.

E poi tornate. Avremo seriamente bisogno di voi. Per ora, ho l’onore, per non dire il privilegio, di fare le congratulazioni a due miei ex studenti, oggi miei amici, che sono andati più in là di dove io sia mai arrivato. Andrea e Roberto, siete stati davvero bravi!

Giugno 9, 2009 Pubblicato da tt | Senza Categoria, filosofia, muro del pianto, politica | | Ancora nessun commento.

Elio docet

Evviva la visione

Passano i secoli, passano i millenni,
passano gli uomini che si alternano ai governi.
Passa la palla che il gioco a bello in tanti,
ma quello che non passa a l’arroganza dei potenti;
non conoscono pudore, non conoscono vergogna,
per questo il loro verbo a solo squallida menzogna.

Maggio 21, 2009 Pubblicato da tt | buffo!, malattia mentale, muro del pianto | | Ancora nessun commento.