Ford Escort
Da qualche giorno i giornali sono pieni di questo termine. Escort, in genere associato alle amichette del capo dei pagliacci, reclutate dai suoi papponi. Escort, una volta usato per i prostituti. Viene da pensare che in effetti la stampa nazionale cominci davvero a ritenere il capo dei pagliacci un omosessuale. Nonostante la gaffe che mr. B(ean) fece tempo fa al gay pride. Evidentemente chiamarle puttane o prostitute fa schifo. Meglio usare un eufemismo che l’uomo comune non conosce e far fare la figura della checca al capo dei pagliacci. Che presto, immagino, querelerà la stampa italiana che ha osato dargli del gay. La cosa carina è che uno “che ce l’ha duro” come umberto il bossi se la fa con un tale del genere. E be’! Cosa non fa l’halzeimer!!
Eccole le scosse di terremoto previste dal buon d’alemone. Il pugliese d’italia. Sarà un caso che l’inchiesta parta da bari? Nella puglia d’alemiana, come la campania mastellana o demitiana e la sicilia andreottiana, sono questi fulgidi personaggi che la fanno da padroni.
D’aleema è sceso in campo. Il referendum è fallito miseramente (almeno ci risparmiamo di dare i soldi dei rimborsi al comitato organizzatore. Forse ci ha fatto davvero risparmiare qualcosa fare il referendum non accorpato alle europee?). Ma non solo perché gli è stata data scarsa visibilità. Perché i quesiti erano delle merdate pazzesche, per dirla alla fantozzi. Forse riuscivano a peggiorare il porcellum già lassativo così. E gli italiani li hanno mandati in culo, una volta tanto. Aspettiamo di contare i sì. Credo che non sfonderanno i 5 milioni, specie per i primi due quesiti.
Rimaniamo in attesa di altre pagliacciate…
leggere
Nel consiglio di classe di ieri si è verificata una scena davvero buffa.
Mentre compilavamo la lista della spesa (ovvero la lista dei libri che i nostri adorati ragazzuoli si devono accattare per l’anno venturo), per verificare di stare dentro il famigerato limite dei 310€, la prof di italiano ha proposto anche l’adozione di un testo per la divina commedia. Alla modica cifra di 25€. Perché le fotocopie poi se le perdono, non le portano, le paga poi la scuola. Giusto prima io avevo annunciato che non avrei messo in lista il libro di informatica. Meglio usare appunti disponibili in rete e totalmente gratuiti. Certo, con il rischio che poi i ragazzuoli non li guardino e non li stampino. Rischio che comunque esiste anche con il libro di testo e i quaderni. A chi non è mai capitata la scusa del tipo “il libro me l’ha mangiato il cane ieri sera!”?
Ne è nato un alterco. La cosa più bizzarra è stata il fatto che l’insegnante di italiano si ostinasse a sostenere che leggere a video non è leggere. A video si può leggere solo un’istruzione o vedere un’immagine. Bizzarro davvero come concetto di lettura. Di certo leggere il cartaceo è più comodo, più naturale e meno stancante. I pc di oggi non permettono ancora di prendere a video le note a margine, di certo una bella seccatura. Però permette di fruire di un documento ipermediale, cosa irrealizzabile per la carta.
Mentre la prof lanciava questi strali ho cominciato a giocare in modo provocatorio con le cose che tenevo nello zaino. La prima cosa ad apparire è stato bertrand, il mio aspirone. Colpetto di gomito al vicepreside seduto alla mia sinistra e commento sarcastico: “con quello che gli costano i libri al terzo anno si possono comprare un aggeggietto come questo”.
” … e poi anche a farli stampare a loro costa una cifra…”
“Certamente, se usi una stampante ink jet anziché una laser!”
“… Poi si dimenticano di portarseli appresso…”
Io comincio a giocare con la mia usb card da 4 GB. Ruota serena attaccata al suo laccetto. Troppo complicato spiegare che i file si possono copiare in un attimo.
Eccoli i nostri prof del futuro. Gente esperta di nuove tecnologie. Gente che sicuramente si sa adattare alla nuova società telematica. Gente che non riesce nemmeno a trovare una versione stampabile della divina commedia in rete, stante il fatto che i diritti d’autore di Dante sono scaduti giusto da qualche secolo.
Vai gelmina. Pensaci tu!!
Il regalo perfetto
In questi giorni mi è capitato di sentire alla radio, e poi di visionare alla scatola luminosa, un curioso spot, mi pare della merdaset, che incoraggiava a regalare schifoset premum a natale. O forse c’era un altro tizio con la faccia da super fesso che si chiamava pasquale? Non ricordo e francamente non me ne fotte un pilo.
Anch’io in quest’anno di crisi ho trovato il regalo perfetto. Non che per me sia una novità, ma mi diverto ad annoiarvi con queste trovate. E’ un oggetto a forma di prisma retto a base rettangolare (qualcuno lo chiama parallelepipedo) di dimensioni molto variabili. Diciamo che in generale la base varia dal 10 per 10 fino a 30 per 40, ma ci sono troppe eccezioni per essere così categorici. Anche le altezze (o profondità se preferite) variano da mezzo centimetro fino a quasi 30.
Con tanta fantasia esso non è altro che l’erede del latino quaternum, ovvero è il libro. Un anno e mezzo fa mi congedai dalla mia classe assegnando come compiti delle vacanze la lettura di almeno un libro di Sherlock Holmes e la guida (galattica per autostoppisti). A costoro avevo già imposto la rubrica “una parola al giorno” che però riscosse un qualche success visto la miseria del loro lessico. La cosa buffa è che insegnavo informatica, sistemi ed elettronica.
Oggi essi sono alle prese con la difficile scelta di cosa fare da grandi, se perseverare negli studi informatici o prendere in considerazione qualche altra via. Il mio consiglio è quello di leggere almeno uno di questi due libri di Feynman: 6 pezzi facile e QED. Giusto per capire se la fisica fa per voi. Se vi dovessero piacere allora si può passare alla biografia di Preparata (dai quark ai cristalli) ma è un pochino più tecnica.
Per chi volesse cimentarsi nella matematica non posso non consigliare il bellissimo libro di algebra di Herstein. E’ un libro che parte dagli inizi. Il primo capitolo, almeno i primi sei paragrafi del secondo e i primi 4 del terzo sono accessibili a tutti, secondo me. Certo, con un po’ di sforzo. Ma è vera matematica, come alle superiori non si vede mai. Inoltre ci sono molti libri di Odifreddi che è un ottimo divulgatore in materia.
Per chi si occuppasse di criptografia un libro estremamente buono è codici e segreti di singh.
Per non restare indietro in campo filosofico/politico un po’ di libri di nonno Russell: L’elogio dell’ozio (che in una società frenetica come oggi è una chicca di rara saggezza), gli immancabili saggi scettici, la conquista della felicitià, passando per dio e la religione che però è più tosto, oltre che voluminoso. Per i più temerari l’ABC della relatività, benché alcune dimostrazioni geometriche mi abbiano fatto veramente sclerare (la geometria euclidea ai nostri tempi non va affatto per la maggiore).
Letture più leggere potrebbero essere “il giorno della civetta” di sciascia, che ho letto quest’estate, e i classici di carroll: le avventure di alice nel paese delle meraviglie e il successivo attraverso lo specchio…
Se avete qualche bimbo in lista ci sono altri bellissimi libri: il mago dei numeri di Enzensberger, il piccolo principe e storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.
Per i bimbi più cresciuti ci sono la guida e in sostanza tutti e 4 i libri dela trilogia (sic, è proprio così. Il quinto non mi è piaciuto molto) di Douglas Adams. Per i bimbi ancora un filo più grandi uno dei tre di covatta (dicette giobbe aka parola di giobbe, pancreas e “sesso? fai da te!”) e il ricordo di una pizza napoletana. Inoltre c’è lo spassoso “Cchiù pilo per tutti” di albanese.
Come vedete non ci sono grandi romanzi o peggio qualcosa di moderno. Un po’ come i film: fra quelli recenti ce ne sono pochi che meritino. La gente va meno al cinema non solo per via della tv e dei blockbuster, ma anche perché pagare 6 € per certe schifezze è proprio un furto. Credo che l’ultimo film che sono andato a vedere sia stato Michael Clayton un annetto fa. E meritava.
Ma anche un po’ di svago ci vuole, e allora cosa di meglio della raccolta delle striscie dei Peanuts (aka linus/charlie brown/snoopy) ? Oppure rileggere qualche canto della divina commedia andato dimenticato, specie magari dall’inferno.
O se dell’umore giusto un bel racconto del terrore di Poe: un maestro del brivido. Lo ritengo il miglior scrittore horror di sempre. Non solo per le storie azzeccatissime ma anche per la sua magistrale capacità di descrivere ambienti ed emozioni. Leggere la cripta prima di andare a letto, magari durante un temporale era devastante! Mi faceva proprio cagare addosso dalla paura!
E mi pare giusto dirvi anche cosa non comprare. Libri editi mondadori: andrebbero scartati a priori. Libri scritti da politici o leccaculi similari. Nuociono gravemente alla salute mentale. Specie di Faletti… ‘Sta robaccia riduce i neuroni a un ammasso di gelatina buona per l’insalata russa. Libri di Travaglio: comprateli per dargli i soldi, ma vanno letti a stomaco vuoto, specie se ci si ricorda che raccontano cose tragicamente vere. Non riesco più a leggerli, mi fanno troppo male.
Però potete sempre regalare, ammesso di trovarlo ancora in giro, l’odore dei soldi soprattutto se avete qualche parente che ha un po’ il vizio di glorificare il capo pagliaccio. Poi interrogatelo, mi raccomando.
Tornando a libri da leggere. Restano i libri di Orwell, fra cui 1984 e la fattoria degli animali, e il bellissimo e profetico “Brave new world” (il mondo nuovo e ritorno al mondo nuovo) di Huxley.
L’importante è regalare un libro. E quando ti regalano un libro leggerlo, anche se a prima vista non sembrerebbe piacerti. Solo alla fine dell’ultima pagina si potrà giudicare, prima è sempre troppo presto.
PS: se avete altri bei libri, ovviamente dal vostro punto di vista, segnalate pure. Questi sono i miei cavalli da battagla; c’è sempre così tanto da imparare e così poco tempo per farlo!
Apostrofo sì, apostrofo no
Grazie alla Gelmini la scuola ci costerà molto meno. I nostri ragazzi sono tanto bravi e tanto capaci che riusciranno di certo benissimo anche in classi costantemente di 30 e passa alunni. Bravi, immagino, a spedire sms a tempo di record scrivendo in una lingua telegrafica vagamente simile, morfologicamente parlando, all’italiota. Continua a leggere…
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