Life, universe & everything

La conoscenza è forza

Pubblicità regresso

Fra le tante pubblicità che in questi giorni infestano l’etere elettromagnetico ce n’è una che mi risulta particolarmente fastidiosa: è quella di micro$oft Office. Ci si spiega che il nostro nuovo pc non sa fare in realtà niente. Per poterlo istruire sul come gestire la nostra lista della spesa (notepad è troppo complicato e un foglio di carta pure) ci viene gentilmente suggerito di dotarci dell’ultima mirabolante versione di M$ office, in offerta a soli 99€ anziché 129€! E che corbezzoli, in tempi di crisi non sono mica bruscolini 30€. Ma nemmeno 99€!! Infatti, senza prendere in considerazione l’eventualità di recuperare una copia pirata, come questo link ci spiega mirabilmente, perché non scaricarsi agratis una bellissima copia di openoffice?

E per i fanatici di windows (meglio conosciuto una volta di più come findus) ecco l’ultima chicca prodotta da bill gates III: L’aggiornamento che scambia il blue screen of death con il black screen of death.

Buon sofficino a tutti i felici (si fa per dire) utonti di windows. Passi per quelli che l’hanno pirata, ma coloro che l’hanno pagato dovrebbero davvero chiedersi se hanno comprato del buon software o una schifezza inguradabile che non vale il cd su cui è stato stampato!

Dicembre 2, 2009 Pubblicato da tt | buffo!, cimice cinica, economia, gnu-linux, malattia mentale | | Ancora nessun commento.

UNA guerra contro i mulini a vento

I did it! What are you waiting for? Santa?

Stufo di comprare pc e trovarci sopra psudo sistemi operativi costosi, scrausi e bisognosi di antivirus e tutto il resto per far funzionare il computer, segnalo questi link:

La ADUC scrive delle senteze e fornisce anche un modulo da usare per le cattive.

La cosa importante del modulo sono queste poche parole:

Per quanto riguarda le modalita’ di restituzione del software vi esorto a comportarvi secondo buona fede e percio’ astenendosi da condotte vessatorie ed ostruzionistiche, come stabilisce l’art. 1375 cc (Codice Civile).
In particolare tengo a precisare che non intendo spedire il mio PC presso la vostra sede per la formattazione, poiche’ ho gia’ provveduto ad installare altro software, anche perche’ non e’ compito della vostra azienda di preoccupasi di cio’ che e’ installato sul mio PC, eventualmente lo e’ della Guardia di Finanza. Quindi sono disposto a mandare presso la sede da voi indicatami i CD [se forniti] in mio possesso, il bollino COA applicato al mio PC ed eventuali moduli da me firmati.

Armati di queste informazioni si possono contattare sia la Acer Italia (ma prima bisogna passare attraverso il costoso e disutile help desk telefonico Tel. 199 50 99 50 * a soli 14,25 c€/min), oppure con una mail ad Asus Italia.

In questi giorni ci sto provando anche io. La cosa importante, e intransigibile, è fare la pratica entro 30 giorni dall’acquisto, altrimenti tanti saluti.

PErché farlo? Per i soldi? Certamente. Ma anche perché sono stufo di regalare soldi a M$. Fin quando hanno venuto l’Acer Aspire one 110L ne ho comprati 4, ora invece sono spariti e vendono solo con porcherie (come chiamare Vista?) del genere sopra. Non sarà la mia istanza  a cambiare la politica commerciale di queste società, ma se ci guadagno anche solo 30 € sono 30 € che ho guadagnato.

Come recitava un vecchio film: Non per soldi, ma per denaro.

Novembre 23, 2009 Pubblicato da tt | E io pago!, economia, gnu-linux, muro del pianto, tarlo del dubbio | | Ancora nessun commento.

Marchetting

Se io fosi il titolare di una pizzeria che vendesse pizze che danno il mal di pancia la mia attività durerebbe ben poco. Anche se offrissi ai miei clienti un amaro a fine pasto, ottimo digestivo. Sia che fosse prodotto da me oppure ben più efficace, ma a pagamento, prodotto da altri.

Sembra stupido, ma la mia pizza non dovrebbe essere indigesta, altrimenti pare naturale che i clienti non tornino o mi mandino affanculolandia.

L’analogia vale, pari pari, per Windows, ma per motivi che francamente non mi spiego fino in fondo se non nelle conclusioni. Ebbene, dopo decenni di pessimi sistemi operativi, dal D.O.S. al fenester 95 fino a Svista e ora findus7, ecco che finalmente pare che l’antivirus di casa Micro$oft sia pronto.

Sono arrivato a credere che l’utonto windows sia un po’ come l’elettore di berlusconi. Riconosce che il prodotto fa un po’ cagare e gli causa un sacco di problemi di cagotto a lungo andare, ma tanto oramai c’è abituato e quindi è contento così. E allora ci mettiamo le pezze con gli antivirus, tonnellate di copie di sicurezza e un povero PC ridotto a un tostapane. Windows continua a essere usato in maniera massiccia sostanzialmente perché non c’è una valida alternativa che possa far prendere in considerazione di passare a qualcosa d’altro. Nonostante i costi e le scarse prestazioni. Proprio come per la politica italiana l’alternativa al capo dei pagliacci è minima. Una Idv a due velocità, ricca di nomi importanti a livello nazionale e magari alleata con Forza Italia grazie a Messina in quel della Calabria. Piena di capi bastoni ex DC e riciclati dalla vecchia politica in ambito locale. Lo stesso Tonino che dice che la DC non era poi tanto male (conato di vomito da parte mia). E uno come fa a sostenere Tonino davanti ai Berluscones? Non può. Come non può sostenere l’accrocchio pidino, piccolo partito dalle grandi poltrone che non sa proprio far opposizione. Lascia le sedie vuote quando anche i pidiellini sono ancora in vacanza e non li mette sotto alla camera. Ipocriti castisti affetti da poltronite molesta.

Ed ecco perché windows ha spopolato. Per una questione di marketing e di immagine. Esattamente come mr B(ean) spopola in itaglia. Per la pigrizia dell’elettore che non si informa e non impara niente di nuovo se non quello che la scatola luminosa, affetta dal peggior virus che informatico abbia mia visto ovvero Internet ExPloder, passa ogni sera davanti alla cena precotta.

Settembre 30, 2009 Pubblicato da tt | Comunicati stampa, berlusconate, economia, gnu-linux, malattia mentale, politica | | 4 Commenti

polo delle libertà

Così almeno lo chiamano. Ignoranti, o furfanti e ipocriti, che manco sanno cosa è la libertà.

Riassumo il fsf pensiero del mitico stallman, appogginaodmi al sito di ubuntu.

In Ubuntu il termine “free” in Free Software è principalmente usato con riferimento alla libertà e non al prezzo – sebbene siamo impegnati a distribuire gratuitamente Ubuntu. La cosa più importante di Ubuntu non è la sua disponibilità gratuita, ma che esso conferisce all’utente i diritti della libertà del software. Sono queste libertà che consentono alla comunità Ubuntu di crescere, condividendo le esperienze collettive per migliorare Ubuntu e renderlo adatto all’uso in nuovi Paesi ed in nuove industrie.

Citando il testo “What is Free Software” della “Free Software Foundation“, le libertà al centro del Free Software sono definite come segue:

  • La libertà di eseguire il programma, per ogni scopo.
  • La libertà di studiare come lavora il programma, ed adattarlo alle proprie esigenze.
  • La libertà di ridistribuire copie per aiutare gli altri.
  • La libertà di migliorare il programma, e rilasciare le proprie modifiche al pubblico, per offrirne i benefici a tutti,

Il Free Software è stato un coerente movimento per oltre due decenni. Questo movimento ha prodotto milioni di linee di codice, documentazione e una vibrante comunità della quale Ubuntu è fiera di far parte.

Tux in Redmond: Penguin Computing has the right idea

Tux in Redmond: Penguin Computing has the right idea

Non è solo un caso un’aggressivissima strategia di marketting che micri$oft abbia concesso il download gratuito del suo ultimo aborto Windows Seven (7 come i peccati capitali? o Seven come il film?). Un po’ per fare seriamente del beta testing prima di vendere, e ribadisco il concetto vendere, il prodotto, un po’ perché ubuntu, come la rete in politica, si infiltra sempre più.

L’ultima trovata è stata poi la recente offerta alla pubblica amministrazione italiana. Ogni ufficio che compra da 20 a 260 licenze office 2007 (un’obbrobrio,brutto, ma brutto!!, degno del peggiod M$ Svista) alla modica cifra si 12 € a licenza. Pensare che solo due anni fa ci costava oltre 400€!! Ah, la magia di OpenOffice e del freesoftware.

N’T'U CULO A BILL GATES!

E ai suoi amici politici di qua e di là che stendono il tappeto rosso ai piedi!

Giugno 14, 2009 Pubblicato da tt | economia, filosofia, gnu-linux, malattia mentale, politica | | Ancora nessun commento.

Ufficio complicazioni affari semplici

Mi trovo in carenza di un cavo VGA. Una persona normale andrebbe a coprarlo. Ci sono andato anche io e mi hanno rifilato una prolunga VGA che ho riportato al mittente.

Be’, allora come si può fare per usare il vecchio computer fisso?

Via ssh… Era un’idea, ma l’ssh non era installato. Montava una vecchia kubuntu 7.10 amd64. E va bene, prendiamo in prestito il cavo VGA della tv e facciamo questa installazione dell’ubuntu 8.04, poi installerò il server ssh.

Fatto tutto, ecco che mi viene il colpo di genio. Lasciando perdere il fatto di far puntare il portatile al server per permettere alla vecchia lum di scaricare gli aggiornamenti, solo per non portare lum di là e collegarla direttamente al router. Ecco, proviamo questa desktop remoto che la ubuntu ci mette a disposizione direttamente in preferenze. Funziona una bellezza, a parte il carico di rete esagerato, ovviamente, è l’effetto alta gravità sul mouse. L’unico neo è il fatto di avere il server integrato e non il client, ma si ovvia rapidamente.

Ecco quindi il vero ingegnere all’opera. Per non spendere 15€ di cavo VGA ai simpaticoni del mediaworld monta insieme un accrocchio degno di Wile E. Coyote.

That’s the point!!

Maggio 29, 2009 Pubblicato da tt | U.C.A.S., buffo!, filosofia, gnu-linux, malattia mentale | | Ancora nessun commento.

Jaunty Jackalope

L’ultima release della ubuntu, la 9.04 Jaunty Jackalope, è un grande  passo avanti per la comunità Gnu/Linux. Le varietà Kubuntu, Xubuntu, Server Edition e netbook remix coprono l’esigenza di un’ampia fetta di utenza. In particolare la netbook remix è davvero spettacolare. Tolti i 5 minuti che ci sono voluti per vomitarla su una pen drive e per risistemare la tabella delle partizioni che il fido dd aveva introiato, l’installazione sul mio piccolino Bertrand (un’ Acer Aspire One 150L, affettuosamente detto il mio aspirone) ha preso solo 18 minuti. Il boot è davvero veloce: meno di 50 secondi dal tasto on al desktop. La stessa interfaccia grafica è un ottimo compromesso fra la ubuntu classica e la xubuntu: leggera e utilizza al meglio lo schermo a 9 pollici (1024 per 600) copiando in parte quella della Linpus (carina, ma per il resto un obbrobrio). Tutto l’hardware supportato out of the box: la malefica scheda atheros senza dover compilare i madwifi. L’audio è ok e la webcam pure. così i dispositivi usb e il lettore di sd card. Manca solo la regolazione della ventola e la cpuscaling, ma forse perché non ci ho ancora smanettato seriamente. Così, tolti una ventina di minuti per scaricare gli aggoirnamenti e sistemare il solito casino che faccio con le partizioni sul disco, in meno di 50 minuti il sistema è pronto all’uso. Senza dover installare driver aggiuntivi, senza aggiungere programmi di sorta. L’ottimo openoffice è di default installato, con firefox, revolution, gimp e totem come lettore multimediale.

Ho provato anche l’ubuntu standard, tanto da fare l’update dalla kubuntu 8.04.02 alla kubuntu 9.04. Kde che poi ho cassato perché troppo pesante sul portatilino che fa da server. Ma la gnome invece viaggia davvero bene, tanto che mi ha convinto e la userò di default anche sugli altri computer in giro.

Fra 7 mesi saranno dieci anni che avrò fatto la mia prima installazione di Linux. Era la RedHat 6.1, quel lontano 13 dicembre 1999. Un cd scrauso che mi passò massimo che terminava l’installazione con un crash totale senza riavvio e senza dare la benché minima informazione sul fatto che la procedure si fosse conclusa con successo. Eppure mi convinse. In effetti ci voleva poco a convincermi che era meno lassativa dell’odiato Findus 98 o peggio ancora di quell’accrocchio che trasformava un P2 300Mhz in un tostapane: Findus NT desktop edition 4.0. L’avevo preso originale. Mai speso peggio dei quattrini.

Nella primavera del 2000 presi stupidamente il virus I love U. Allora spesi 150.000 Lire per un modem esterno e pensionai definitivamente la tecnologia Merda$oft. Non vale la pena di tenerla su un pc e usarala costantemente. Significa essere masochisti. Crea più giramenti di balle che altro.

Da allora ho provato la Suse, anch’essa quasi scomparsa come la RedHat, la mandrake (che si fregiava del motto “Anche una scimmia riuscirebbe ad installarla con un po’ di pazienza”. Ed era vero!) per poi psassare alla più geek slackware, della quale un po’ rimpiango ancora l’austera semplicità e gli script scritti in maniera magistrale dall’unico mantenitore:Peter Volkerding. Una distro che mi ha fatto imparare tanto su cosa sia in effetti un operating system e quale sia la differenza fra un 80486 e un tostapane armato dal dos. Una distro che riusciva a trasfromare un 486 55MhZ con 8 mega di ram in un server apache.

Poi venne la Gentoo. La provai per un po’. Era anche carina. La naturale evoluzione di slackware, con alcune idee prese da debian e da bsd.

Su insistenza di Andrea provai la ubuntu, era la versione 6.06 se non erro. Ma la Gnome mi ha sempre attirato poco. Meglio la KDE o la spartana ma rapidissima XFCE. Quidni provai la Kubuntu e trovai, dopo il solito tempo di affiatamente, la quadratura del cerchio. Niente a che spartire con Debian, nata vecchia e stravecchia e con procedure di installazione più macchinose e spigolose della slacky. Una quantità di pacchetti già pronti da scaricare da internet, automaticamente con dipendendenze incluse, abbastanza aggiornati e di semplicissima gestione. Idem per gli aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza.

Certo. Le prestazioni non sono quelle della slacky con kernel e librerie compilate a mano, o quelle della gentoo con tutto il sistema compilato dai sorgenti in modo automatico. Ma mano a mano che l’informatica diventa un lavoro più che una passione è di certo il miglior compromesso.

Ora sta per uscire windows7. La RC sarà liberamente scaricabile e usabile a gratis fino alla fine del 2010. Sarà il solito successone, con Internet Exploder a corredo, la versione trial 30 giorni di office e chissà quali altre porcherie. Mi viene in mente una collega che è comparsa in laboratorio martedì e voleva una versione di office da usare a casa. Le ho proposto openoffice e lei mi fa, in quel modo astioso e saccente: Ma sai, io ho bisogno delll’equation editor di word per scrivere le formule.

Ahè! That’s the point. Chiunque abbia bisogno di quel software lassativo, di certo non ha mai serimante provato l’equation editor di Open office. E di certo, nonostante la laurea in matematica/fisica ante guerra, non credo abbia mai sentito parlare di LaTex. Chissà, potrebbe provare la nuova versione di 1.6 di Lyx e chiedersi come mai i testi che scrivo assomigliano così tanto a quelli che le spacciano in università.

In culo alla professionalità, al risparmio e alla meritocrazia.

Maggio 3, 2009 Pubblicato da tt | buffo!, economia, filosofia, gnu-linux, malattia mentale, recensioni | | 4 Commenti

ci risiamo

Più o meno una volta al mese, ovvero ogni volta che c’è da votare un decreto legge per convertirlo in legge, ecco che a turno i campioni della politica italiana rappresentanti della cosca ma non della gente ci riprovano.

Ci riprovano a mettere il bavaglio a quello che non comprendono, perché troppo al di là delle loro capacità intellettuali e culturali, e che li spaventa.

INTERNET

Nella fattispecie di oggi i blog che fanno informazione seria, che non hanno bisogno dei soldi dello stato per campare e che non conoscono ne censura ne pressioni di qualsiasi tipo.

Il campione questa volta pare che porti il nome di d’alia membro dell’udc (unione decerebrati e codardi). benché il nome non sia importante e l’appartenenza politica neppure. L’ultimo o il penultimo era un geniale campione italiota targato Pd se la memoria mi assiste.

E quindi noi, come ogni mese o giù di lì, dobbiamo incazzarci, protestare mandarli nemmeno tanto velatamente affanculo, e frae in modo di far valere quel poco che resta dei nostri dirittti. La rete è il futuro, non la tv (quinto potere) ne la carta stampata (quarto). Il sesto e definitivo potere è la rete delle reti. Il sistema più democratico che l’Uomo abbia mai conosciuto. Ma come i cinesi insegnano, si può provare a mettere il bavaglio anche a lei.

Che Tux

Che Tux

Che fare? Emigrare? Tutti a cuba a prendere il caldo? e ora che Gnu/linux è ufficialemnte diventato comunista, possiamo davvero smetterla di credere che questo Sgoverno da circo pagliaccesco possa anche solo vagamente prendere in considerazione l’idea di adottarlo nella pubblica amminsitrazione.

Popolo Decerebrato Libero.

Febbraio 13, 2009 Pubblicato da tt | berlusconate, disproporzioni, gnu-linux, malattia mentale, muro del pianto, politica | | 1 Commento

L’Alba di Walter

Another day.

Another world.

Another Dawn.

L’Alba nazionale ha deciso di candidarsi alla guida del PD. Credo che riuscirebbe sicuramente a far meglio di water, dato che peggio risulta difficile fare. E’ tutto sommato, molto tutto e molto sommato, una donna di una certa intelligenza. Certo il miglior alter ego non di berlusconi ma della carfagna! Anche se con l’indiscutibile fatto di essere un volto nuovo. Per la politica almeno.

Ma non penso, e non spero!, che l’italia sia davvero così alle cozze da arrivare alla politica di soubrette e pelande così a 360 gradi. Vogliamo (il mio plurale maiestatis è diabolico ;) ) un partito nuovo, con gente nuova, con idee nuove e magari fatta da gente che non è ne politico di professione, ne un personaggio pubblico ricco di visibilità e di appeal, ma un carneade qualsiasi. Qualcuno che non sia bruciato già dall’inizio.

Water si è accorto che il PD non è il suo partito. Bene. Ci ha messo solo un annetto ma finalmente se n’è reso conto che il Pd è il partito di d’alema, fassino, rutelli, la binetti e così via. Meglio tardi che mai, no? Da che l’hanno fondato è stata una debacle dopo l’altra: la caduta di prodi; la disfatta alle politiche successive; I guai giudiziari dei loro dirigenti (d’alema e fassino in primis e tutti gli altri che hanno seguito…); le lotte intestine mai sopite e così via. Alla fine è arrivata anche la più disastrosa delle sconfitte, quella in abruzzo, dove meno del 10% degli aventi diritto di voto (il 20% del 50%) hanno scelto l’armata brancaleone d’alemiana. Un vero leader se ne sarebbe andato da un pezzo, riconoscendo il suo fallimento. Ma Water non è un leader. E’ un fantoccio messo lì apposta dai suoi manovratori (se qualcuno potesse/volesse disegnare una vignetta di water fantoccio con sotto d’alema e fassino che gli infilano uno ciascuno una mano su per il culo gliene sarei grato. Prutroppo io disegno come un bambino di terza elementare e il risultato sarebbe semplicemnete lassativo). Che si possono riciclare per un po’ nell’ombra sperando che l’italiota si dimentichi un po’ delle loro malefatte. Come fanno in genere.

Ma con la rete a disposizione le cose stanno un pochino cambiando. La gente è stufa e la gente informata comincia ad avvicinarsi alla massa critica necessaria per dare davvero fastidio. Inoltre il numero di coloro che si sono stancati è aumentato paurosamente e questo fa veramente paura ai mentecatti politici. Perché è gente che alla meglio non voterà, ma potrebbe decidere di votare anche solo per far un dispetto al vecchio sistema, se appena appena dovesse comparire qualcosa di diverso all’orizzonte.

cfr. Sono i sintomi di una malattia che se non verrà subito curata porterà il Pd all’autodistruzione.

Angelo panebianco non si rende conto che il progetto del PD è fallito prima di cominciare, che anzi ha portato non a compimento ma allo sfacelo di quello che prima era l’ulivo. Costoro hanno riconsegnato l’italia a berlusconi, e su un piatto di platino.

Il resto del discorso fila perfettamente e ricorda quello che scrissi io per festeggiare la nascita del Porcilaio Democratico, anche se non ricordo con precisione quale fu il post con cui ho omaggiato la nascita del PD.

Uno scambio di idee con andrea e l’ausilio di questo link ha portato poi a fare le seguenti osservazioni aritmetiche.

Il pdl è passato dal 42,4%*80,8%= (circa) 34 % al 48%*53%=(circa) 26 %. Meno 8 % di voti su scala assoluta.

Il pd dal 33,9%*80,8%=(circa) 27% al 20%*53%=(circa) 10,6%. Meno 16% di voti su scala assoulta (un vero leader se ne andrebbe a casa!)

IdV dal 7,1%*80,8%=(circa) 5,7% al 15%*53%=(circa) 8%. Più 2,3% di voti su scala assoluta (ma pare più un 50% che 300%). Questo è però l’unico partito a non avere perso in modo consistente, ma anzi ad aver guadagnato voti.

Altre notizie che vale la pena segnalarvi. Dopo la debacle del macOs, ecco l’ennesima voragine di findus. Vedo che spediamo bene i nostri soldi nelle PA per ’sta merda, vero miniministro brunetta?

cfr. Ogni tanto qualche parlamento funziona. L’idea era quella di legalizzare la schiavitù (fare 65 ore la settimana, ma che stronzata…), e ve lo dice uno che ne fa sì e no 20. Comunque vale la pena entrare nel merito. Se una persona deve lavorare più di 10 ore al giorno, si deve spostare per recarsi al lavoro, magari poi mangiare, lavarsi e dormire, cosa gli rimane di tempo libero? Diventa una macchina per lavorare. Non potrà nemmeno più informarsi come diritto/dovere di un cittadino, dato che alla meglio cadrà addormentato davanti alla scatola luminosa. Fa paicere sapere che questa trovata da mentecatti sia stata respinta. Forse allora varrà davvero la pena andare a votare alle europee… Ma cosa? tempus fuggit

Dicembre 17, 2008 Pubblicato da tt | Comunicati stampa, berlusconate, disproporzioni, gnu-linux, io non dimentico, malattia mentale, politica, rassegna stampa, speranza | | Ancora nessun commento.

fine di un mito

cfr

Per la gioia di Bill Gates anche Il macOsX è vulnerabile ai virus. Tanto che la Apple ha consigliato tre antivirus da usare, ovviamente tutti a pagamento.

Anche linux è vulnerabile ai virus. Come tutti i sistemi di classe *BSD. Come tutti i sistemi operativi. L’unico computer non infettabile sta affogato in un metrocubo di cemento armato con delle lastre di piombo spesse 20 cm su ogni faccia. E ovviamente è spento.

Il problema non è se un sistema è più o meno infettabile. Benché se un sistema è troppo facilmente infettabile il rischio che il sistema collassi su sé stesso aumenta. Oggi vedo sistemi windows (in arte Findus) che girano su mostri di PC. Fra l’effetto windows+antivirus (magari anche più di 1…) a volta fanno proprio rimpiangere i 486. Un po’ come un’auto che è sempre dal meccanico. Farà anche i 300 all’ora ma se poi deve stare una settimana a revisionare, stiamo freschi.

L’idea è che compri, perché dovresti pagarla!, per poi scoprire che hai un bel ferma carta da tavolo.

Per fare due conti (prendendo i dati da www.videoweb.it) 148€ per XP professional (nessuno mi pare che voglia vista…) un 15 € per un norton e qualche altro centinaio per office. Oppure 0 se si usa tutto a sbafo.

Ma è il concetto che aborrisco. Linux può avere antivirus che girano. Io, in quasi dieci anni, non ne ho mai installato nessuno. A prescindere che rallentano il pc (è come se andaste in giro con 300 kg nel vostro bagagliaio, non è una cosa intelligente), a prescindere che probabilmente sono prodotti da coloro che in genere producono anche virus. A prescindere che funzionano solo se aggiornati, basta tenere il sistema ben configurato e aggiornato. Non ho mai più preso un virus dal 2000 quando mi beccai “I Luv U”. Fatto che mi fece spendere la bellezza di 149.000 £ per un modem esterno e cassare definitivamente findus 98. L’idea è che un virus entra perché sfrutta o la pirlaggine dell’utente/utonto o una falla del sistema. Micro$oft rilascia più o meno 2 aggiornamenti l’anno. Ubuntu rilascia due releases all’anno (ovvero sistemi nuovi di pacca corredati di quasi tutto il software necessario a ogni persona). Inoltre rilascia patch quasi giornalemente sia per il software applicativo che per il sistema operativo (librerie, kernel, drivers). Il fatto che sia tutto gratis è poi un’altra storia.

Vedete però come si comportano i due sistemi. Il sistema micro$oft è come un arlecchino in cui tutti ci mettono, in qualche modo, una pezza. In genere avendo una conoscenza parziale del problema e del progetto.

Gnu/Linux interviene diversamente. Vi manda a casa il necessario per tappare quella falla a priori, ovvero cambiando gli elementi del sistema che sono, quindi!, difettosi. Vi manda la pezza, l’ago, il filo e un dettagliato manuale di istruzioni per i più curiosi. Alla lunga, chi non l’ha sperimentato?, findus diventa una discarica: file di registro introiatissimo, accensioni lunghe minuti e spegnimenti di nome ma non di fatto. Linux non ha un file di registro. I tempi di bootstrap restano praticamente immutati con l’utilizzo. Anzi, a furia di aggiornamenti alle volte migliorano.
L’ultima metafora è quella della catena. In findus quando si rompe una maglia arriva qualcuno, in genere diverso da M$, che te la salda. E spesso alla meno peggio. E una maglia saldata non è un bello spettacolo. Chi ha la motocicletta con trasmissione a catena sa cosa intendo (e infatti io sono passato al cardano…). Quando invece in Linux scoprono una maglia rotta, o semplicemente debole, è come se arrivasse il meccanico che ti trova la maglia difettosa, la leva dalla catena, ci mette quella nuova e vi rifissa i perni di sostegno. Come nuova.

Poi ognuno è libero di usare quello che gli pare. Ma non sopporto l’ipocrisia. Se usate windows a scrocco e vi si introia il pc la mia unica risposta, da esperto, è: Cazzi vostri.

Se invece avete anche comprato la licenza, non posso far altro che rotolarmi per terra dalle risate e dirvi : Fesso! Mo’ leggi il contratto e scoprirari che M$ non può essere in nessun modo rietnuta responsabile per malfunzionamenti e perdite di dati, quindi cazzi tuoi!

Non vuoi imparare a usare linux? Perché, sai davvero usare windows? Provate una ubuntu con un CD live (le trovate anche in edicola) e poi fatemi sapere. Magari non gira il vostro gioco preferito, ma se usate il pc per giocare è un problema vostro. Se perdere invece i gigabytes di dati che avete collezionato in una vita mi mette ansia, avete solo una alternativa. Fate ciao alla vostra bandierina quadricolore preferita….

PS Cfr: Non che IBM sia mai stata granché come profeta (se M$ è oggi quello che è la colpa è all’85% dell ‘IBM che non comprò il DOS ma lo prese in licenza), eppure…

La licenza di Virtual Linux Desktop costa infatti da un minimo di 59 a un massimo di 289 dollari per utente,[...] Il risparmio che le aziende potrebbero generare raffrontando gli oneri del nuovo package open source di Ibm a quelli necessari per mantenere pc basati su Windows Vista e dotati di Microsoft Office è di circa 800 dollari (si presume all’anno). Di questi tempi una cifra non da poco considerando il fatto di moltiplicarla per centinaia, se non migliaia, di utenti. Jeff Smith, vice presiden t[...]:

“questo modello può permettere di ridurre i costi di gestione per le risorse It nell’ordine del 50% e nel dover affrontare le sfide imposte da una situazione economica difficile ogni azienda guarda con molta attenzione a qualsiasi cosa che rappresenta una spesa da iscrivere a bilancio”.

Dicembre 4, 2008 Pubblicato da tt | economia, filosofia, gnu-linux, malattia mentale | | 2 Commenti

Computer science

In questa nuova categoria pubblicherò i miei pensieri a riguardo dell’informatica.

Come ben sanno le persone che mi conoscono, a riguardo le mie idee sono piuttosto chiare:

1) L’informatica NON è una scienza esatta

2) Windows, in tutte le sue salse, è decisamente uno dei peggiori sistemi operativi mai creati.

E’ dalla fine del 1999 che ho deciso di passare a linux, e non me ne sono mai pentito. Specie per usare il pc come un server il paragone è impietoso. Windows fa cagare, inutile cercare eufemismi. Come è lassativo anche come desktop. Alla lunga crea più problemi che altro.

Giusto in questi giorni sto finendo di configurare i server del Fiocchi, dove da due anni sono amministratore di rete. La creazione del dominio per la segreteria mi ha preso meno di una settimana di lavoro. I problemi nel far entrare le macchine nel dominio erano più dovuti ai client introiati, ma che si guardano bene dal formattare!, che altro. Inoltre è stato prioritario fare il backup dei dati, preziosissimi, dei dipendente, sia ogni tre giorni che su un altro server tutte le notti.

Con l’aiuto di mdadm, cron e rsync (e il fidissimo ssh), nel giro di 4 ore tutto è stato approntato. Fra qualche giorno vi racconterò come è stato possibile e delle gioie di rsync, decisamente un software che merita di essere conosciuto di più.

Luglio 29, 2008 Pubblicato da tt | gnu-linux | | Ancora nessun commento.