Il mio papà
A 6 mesi dalla tua morte voglio ricordarti con questa bella foto che Amedeo ha ripescato dalla sua fornitissima riserva.
Eccoci insieme 34 anni fa in riva al Tirreno. Babbo, benché tronfio del secondo maschio, appare un poco preoccupato. Sfamare una famiglia di 5 figli non è uno scherzo, e non lo era nemmeno a metà anni settanta. Eppure il lavoro duro non l’ha mai spaventato, come il non dover dipendere da nessuno. I soldi che si fece prestare nel 1960 da suo padre glieli rese con gli interessi. Ha lavorato anche 15 ore al giorno quando serviva. In forgia o tornendo le flange. Finanche a fare legna in montagna.
Una persona semplice e priva di un’istruzione adeguata, ma una persona squisita e geniale anche senza una laurea in ingengeria meccanica. Una persona come tante, una persona che di certo manca di rappresentanza in quel porcilaio pieno di maiali che è la politica italiana.
Crocifisso
La UE sbaglia a voler vietare i crecefissi nelle aule scolastiche. E’ un errore madornale. Infatti in una società che si avvia ad essere sempre più multietnica, perché non affiancare ai nostri (anche se non molto miei…) simboli religiosi anche quelli altrui?
Qualche bel simbolo islamico tanto per gradire. Un’immagina di Visnù, un bel Buddha paciarotto, magari una sanguinaria dea Kalì. E per i poveri pagani anche qualche bella rappresentazione di Zeus o Apollo, cribbio.
Non scordiamoci i poveri ebrei e anche un bel candelabro a 7 bracci potrebbe sostituire sia le luci al neon e magari anche il riscaldamento (due piccioni con una fava, neh?, cari gelMonti?).
E poi tutta questa arroganza di ritenere di avere ragione! Perché non mettere anche qualche bel simbolo satanico? Potremmo aggiungere anche un bel pentacolo e un crocefisso a testa in giù per ricordare anche gli adoratori di satana. I ragazzi devono nascere e vivere liberi, dalle catene fisiche e psicologiche. Quindi a questo punto tanto vale che vedano tutte le religioni che ci sono e seguano la loro fede a seconda di come si manifesterà.
Mmmmhhh… Chissà quanto ci verrà a costare. Fare anche lo sconto rottamazione del povero cristo? Poveraccio! A pensare che si è fatto mettere in croce per questi ipocriti mentecatti spudorati mi vien male per lui. Davvero dovrebbe tornare a mettere un po’ d’ordine e ricordare che lui ha detto di amarci (spero come fratelli) senza distinzione di razza, colore, lingua e cultura.
Com’è che diceva Massimo?
Bel Bigul! Fan de meno!!
Che bello che sarebbe questo povero mondo se le religioni non esistessero…
Bel Bigul
Fan de meno.
Per i non bilingue. Bravo fesso, datti da fare di meno.
Il Tremonti che non t’aspetti oggi si è finalemente accorto che la legge Maroni battezzata Biagi è una stronzata. Ma di quelle grosse. E non per il substrato socio economico familiare ecc ecc italiano. Il precariato, hai voglia chiamarlo lavoro flessibile, è un problema serissimo per l’economia di qualsiasi paese e del mondo globalizzato in generale. Il precario non accede quasi mai a un mutuo. Non ha certezze e quindi ritarda matrimonio e progenie. Non spende e non spande. Per non parlare dei risvolti psicologici. Delle mummie, delle cariatidi che siedono nei sedicenti governi di sinistra (o centro e poco sinistra) dando dei bambaccioni agli ultra trentenni che stanno ancora in casa con i genitori. Certo. Fra costoro c’è qualcuno che ci marcia e si diverte. Ma per molti altri è una mera necessità per arrivare alla fine del mese.
Il precario è un paria sociale che si adatta a fare qualsiasi lavoro per pochi euri. E’ lo schiavo del ventunesimo secolo. Spende poco, per ovvie ragioni, e quindi consuma anche di meno, in culo al capitalismo e al consumismo.
Il Tremorti che non ti aspetti pensa già al dopo Berlusconi? Ha deciso di mettersi anche lui il soprabito da statista? Mentre il suo padrone (che fra breve cambierà la sigla pm da pubblico magistrato a pagliaccio mafioso) concorrerà al nobel per la pace, tremorti e prugnetta si candideranno a quello per l’economia.
Un incubo dettato dall’indigestione di pizzoccheri o polenta taragna?
Ci vuole tanto a far cadere il governo Berlusconi? No. Basterebbe che il PD si alleasse con la lega per la regione lombardia. Farebbe in un sol colpo due cose buone. Farebbe cadere berlusconi e formigoni (perché si dica quel che si vuole, ma è probabilmente meglio un pagliacchio leghista spalleggiato per uno o due anni dal PD che formigoni, e l’idea di dare quindi la spallata al Pagliaccio Mafiofo da Arcore non ha chiaramente prezzo, altro che master card). Ma è fantapolitica. I pagliacci che non fanno proprio ridere democratici non ci arrivano. Troppo intenti ai loro privilegi e ad evitare che l’elettorato si sveglia.
In ultimo un applauso peto lungo all’idv che, leggendo ripassando la propria carta dei valori, si riscopre cattocomunista e dà contro all’ora di insegnamento di religione islamica. Poteva essere sagace controbattere che forse chi vuole imparare una religione dovrebbe andare in una chiesa, in una moschea, in una sinagoga. Non farla insegnare a spese dei contribuenti. Altro enorme limite dell’idv che per statuto non è un partito laico.
E addio alla tolleranza, al rispetto del diverso. Non posso non citare le parole di Bertrand Russell in proposito:
Solo uno scetticismo diffuso potrà lacerare i veli che ci nascondono questa verità. Raggiunto questo, potremo cominciare a costruire una nuova morale non basata su l’invidia e le restrizioni, ma sul desiderio di una vita completa e la consapevolezza che curando la pazzia dell’invidia gli altri esseri umani sono un aiuto e non un intralcio.
Consulta: Facci sognare!!
Benché non ci creda nessuno che davanti all’ennesima bocciatura del lodo (schifani o al fano che sia cambia il nome ma non la sostanza marrone putrescente che contiene) il nostro beneamato capo del consiglio dei pagliacci mollerà la cadrega, possiamo solo sperare e invitare la Consulta a fare il proprio lavoro.
Se mai l’unica critica che mi sento di fare è: perchè far fare il politico a qualcuno di pulito e integerrimo fa davvero così schifo? Anche i destroidi cominciano a essere scettici su queste trovate. Cominciano a essere stanchi di ’sti teatrini insulsi. Ma il berlusconismo conosce solo la (dis)informazione piegata ai bisogni del capo, così come la gnocca, l’economia e la giustizia. PEnsarci prima a non fare i quattrini in modo tanto poco chiaro e legale? No, perché la filosofia è che nell’aver fatto i quattrini c’è la redenzioni dai propri peccati. Con buona pace di Gesù Cristo e di tutte le chiese.
Vi lascio con l’intervista di Babbo Russell su quello che riteneva il significato della parola agnostico.
e i link alle pagine del corriere a riguardo del Blodo Al Fano: Una questione solo giuridica e 2.
Gratis
Gratuito. Detto di bene o servizio fruito liberamente senza necessità di pegno di denaro o scambio con altro bene e/o servizio equivalente.
Sinonimo: regalia.
Nella società di oggi bisogna riflettere bene su questa parola: GRATIS. Essa esercita un fascino morboso sulla maggior parte delle persone. Una cosa gratis la si prende anche se ci è inutile. Spesso anche se ci è disutile o dannosa, senza rendercene immediatamente conto. Tanto non ci costa niente. Almeno in apparenza.
Gratis viene usato per l’aria che respiriamo. Per la TV generalista che, apparentemente, non ci costa nulla. Per i servizi di posta elettronica e web che non paghiamo se non come canone per l’accesso alla rete. Per il software che usiamo illegalmente sui nostri computer senza licenza (quando questa è richiesta). Per inviare tutti gli sms, dopo il primo e magari solo fino al centesimo, che vogliamo.
La realtà dei fatti è che questa parola non esiste. Serve solo a nascondere, subdolamente, uno scambio fra le parti. Scambio che per qualche motivo non vuole essere esplicito, altrimenti perderebbe la più parte della sua forza. Perché spesso non lo faremmo se ne fossimo consci.
L’esempio più classico è quello dei media: radio, tv, informazione via intenet e “free press” (free dal fatto che il giornale non viene pagato direttamente dal lettore).
Com’è possibile che questi mezzi di comunicazione di massa si autosostengano senza che il cliente apparentemente sborsi un soldo? E’ evidente che i soldi devono arrivare in un altro modo, seguendo altre vie. E’ noto che la fonte principale di sostentamento di questi media sia la pubblicità, e in qualche caso lo stato. Ovvero aziende che pagano i distributori di questi media per comperare parte dello spazio che hanno così da reclamizzare prodotti o servizi.
La pubblicità è l’anima del commercio. Continua a leggere…
L’arte della guerra
Sun Tzu (Sunzi per gli amici) aveva le idee molto chiare in proposito: il bene più prezioso quando si scende in guerra, e in campo, è l’informazione. Questo concetto è stato ripreso poi più volte nel corso della storia. Da Giulio Cesare che spediva i sui dispacci cifrati con il famoso cifrario Cesare, ai più moderni tedeschi con Enigma e i servizi di intelligence. Oggi l’RSA e la cifratura semisimmetrica la fanno da padroni.
Possiamo poi citare i romanzi di Orwell (1984) e Huxley (il mondo nuovo) come campioni di questo modo di pensare.
L’ignoranza è forza. Motto di certo vero. Chi non conosce è convinto delle proprie idee e non conosce il tarlo del dubbio. Ma una persona ignorante in genere, mi si passi l’ossimoro, sa di esserlo. Proprio per questo non si mette a discutere con chi ne sa più di lui. Alla meglio affronterà il discorso con il proverbiale cervello fino o, in caso di noia, del forcone.
C’è però una categoria molto peggiore dell’ignorante in toto: quella dell’ignorante convinto di non esserlo. Illuso di sapere le cose affronta con arroganza e testardaggine il discorso. Armato del suo falso senso di essere informato pretende di aver ragione a tutti i costi. Cita luoghi comuni, nega l’evidenza e il riuscire a imporgli la nostra logica ferrea è più un’impresa da “medico dei pazzi”; un po’ come indovinare la sestina del superenalotto (che non esce e tremonti si frega le mani contando il contenuto della cassa per lo stato).
Circo Italllia S.p.A.
Le idee confuse sono tipiche dei pagliacci. E’ proprio quella la causa prima delle loro pagliacciate. Non c’è bisogno di arrivare in parlamento o al governo per trovare pagliacci e pagliacciate. Spesso basta guardarsi attorno e osservare la gente con cui ci tocca lavorare. Specie se non ce la siamo scelta.
Commissari interni che si comportano in modo insano sono l’esempio, e lo sfogo, di oggi. Gente che non essendo riuscita a fermare qualche ragazzo che evidentemente gli stava antipatico, cerca in tutti modi, anche subdoli e ipocriti, di farlo in sede d’esame. Creando imbarazzo nei commissari esterni e nel presidente. La confusione dei ruoli non crea problemi solo nelle famiglie, ma in ogni occasione. E’ lapalissiano che il ruolo del commissario interno, come è stato evidente nella prima sottocommissione dove ho lavorato, è quello di tirare acqua al mulino del candidato. Invece con questa gentaglia siamo rimasti un po’ basiti dal loro atteggiamento lievemente schizoide improntato a spingere il più possibile certi candidati e segare altri. Davvero una cosa brutta. E poco professionale, mi si conceda. Continua a leggere…
scuola italiana SpA
Con riferimento a questi due articoli,il primo di repubblica e il secondo del corriere, vorrei, da precario oramai decennale della scuola, trarre qualche mia personale conclusione.
Cominciando da repubblica.it. Tenuto presente che i dati che si presentano sono soltanto delle proiezioni e che io stesso non ho ancora finito tutti gli scrutini, non so quanto essi siano affidabili. Allo stesso modo non so quanto significhi in effetti “rigore” un aumento generalizzato delle bocciature. Alla fine la domanda giusta sta proprio in fondo all’articolo:
Anziché tagliare cattedre e finanziamenti e contemporaneamente spendere di più per la dispersione, non si potrebbero investire maggiori risorse per cercare di aumentare il successo scolastico?
La gelmina non saprebbe da dove cominciare per il recupero e il riorientamento dei ragazzi. Fioroni ci aveva provato. In modo grossolano e facendo quasi più danno che altro: i corsi di recupero obbligatori a metà anno. Pagando i signori docenti 50€ l’ora e non avendo abbastanza quattrini per pagarli tutto. Si arrivò quindi alle buffonate di corsi di recupero di 3 sedute da 1,5 ora l’una (con prova finale, sai come sono d’aiuto?). Nient’altro che uno sperpero di soldi e di tempo: quello dei ragazzi almeno. Prima di entrare nel vivo, leggiamo il geniale rapporto OCSE di cui parla corriere.it.
polo delle libertà
Così almeno lo chiamano. Ignoranti, o furfanti e ipocriti, che manco sanno cosa è la libertà.
Riassumo il fsf pensiero del mitico stallman, appogginaodmi al sito di ubuntu.
In Ubuntu il termine “free” in Free Software è principalmente usato con riferimento alla libertà e non al prezzo – sebbene siamo impegnati a distribuire gratuitamente Ubuntu. La cosa più importante di Ubuntu non è la sua disponibilità gratuita, ma che esso conferisce all’utente i diritti della libertà del software. Sono queste libertà che consentono alla comunità Ubuntu di crescere, condividendo le esperienze collettive per migliorare Ubuntu e renderlo adatto all’uso in nuovi Paesi ed in nuove industrie.Citando il testo “What is Free Software” della “Free Software Foundation“, le libertà al centro del Free Software sono definite come segue:
- La libertà di eseguire il programma, per ogni scopo.
- La libertà di studiare come lavora il programma, ed adattarlo alle proprie esigenze.
- La libertà di ridistribuire copie per aiutare gli altri.
- La libertà di migliorare il programma, e rilasciare le proprie modifiche al pubblico, per offrirne i benefici a tutti,
Il Free Software è stato un coerente movimento per oltre due decenni. Questo movimento ha prodotto milioni di linee di codice, documentazione e una vibrante comunità della quale Ubuntu è fiera di far parte.

Tux in Redmond: Penguin Computing has the right idea
Non è solo un caso un’aggressivissima strategia di marketting che micri$oft abbia concesso il download gratuito del suo ultimo aborto Windows Seven (7 come i peccati capitali? o Seven come il film?). Un po’ per fare seriamente del beta testing prima di vendere, e ribadisco il concetto vendere, il prodotto, un po’ perché ubuntu, come la rete in politica, si infiltra sempre più.
L’ultima trovata è stata poi la recente offerta alla pubblica amministrazione italiana. Ogni ufficio che compra da 20 a 260 licenze office 2007 (un’obbrobrio,brutto, ma brutto!!, degno del peggiod M$ Svista) alla modica cifra si 12 € a licenza. Pensare che solo due anni fa ci costava oltre 400€!! Ah, la magia di OpenOffice e del freesoftware.
N’T'U CULO A BILL GATES!
E ai suoi amici politici di qua e di là che stendono il tappeto rosso ai piedi!
PD: vecchio partito, vecchio sistema, vecchia dirigenza
Ci sono vari motivi che mi spingono a schifare il PD sempre e comunque. Sono motivi che ora voglio raccogliere tutti insieme e che spiegano perché questo PD ha perso, perde e perderà sempre contro il PDL berlusconiano.
Facendo riferimento a questo interessante articolo di repubblica.it traggo interessanti conclusioni.
Il partitone PD, nato dalle spoglie mortali del PDS e margherita, è un accrocchio. La nomenclatura che ne permea la struttura e dirigenza è costituita da gente che in genere è in politica da sempre. Essi spesso non sanno fare altro che i politici, con risultati che lascio giudicare a ciascuno.
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