Pubblicità regresso
Fra le tante pubblicità che in questi giorni infestano l’etere elettromagnetico ce n’è una che mi risulta particolarmente fastidiosa: è quella di micro$oft Office. Ci si spiega che il nostro nuovo pc non sa fare in realtà niente. Per poterlo istruire sul come gestire la nostra lista della spesa (notepad è troppo complicato e un foglio di carta pure) ci viene gentilmente suggerito di dotarci dell’ultima mirabolante versione di M$ office, in offerta a soli 99€ anziché 129€! E che corbezzoli, in tempi di crisi non sono mica bruscolini 30€. Ma nemmeno 99€!! Infatti, senza prendere in considerazione l’eventualità di recuperare una copia pirata, come questo link ci spiega mirabilmente, perché non scaricarsi agratis una bellissima copia di openoffice?
E per i fanatici di windows (meglio conosciuto una volta di più come findus) ecco l’ultima chicca prodotta da bill gates III: L’aggiornamento che scambia il blue screen of death con il black screen of death.
Buon sofficino a tutti i felici (si fa per dire) utonti di windows. Passi per quelli che l’hanno pirata, ma coloro che l’hanno pagato dovrebbero davvero chiedersi se hanno comprato del buon software o una schifezza inguradabile che non vale il cd su cui è stato stampato!
UNA guerra contro i mulini a vento
Stufo di comprare pc e trovarci sopra psudo sistemi operativi costosi, scrausi e bisognosi di antivirus e tutto il resto per far funzionare il computer, segnalo questi link:
La ADUC scrive delle senteze e fornisce anche un modulo da usare per le cattive.
La cosa importante del modulo sono queste poche parole:
Per quanto riguarda le modalita’ di restituzione del software vi esorto a comportarvi secondo buona fede e percio’ astenendosi da condotte vessatorie ed ostruzionistiche, come stabilisce l’art. 1375 cc (Codice Civile).
In particolare tengo a precisare che non intendo spedire il mio PC presso la vostra sede per la formattazione, poiche’ ho gia’ provveduto ad installare altro software, anche perche’ non e’ compito della vostra azienda di preoccupasi di cio’ che e’ installato sul mio PC, eventualmente lo e’ della Guardia di Finanza. Quindi sono disposto a mandare presso la sede da voi indicatami i CD [se forniti] in mio possesso, il bollino COA applicato al mio PC ed eventuali moduli da me firmati.
Armati di queste informazioni si possono contattare sia la Acer Italia (ma prima bisogna passare attraverso il costoso e disutile help desk telefonico Tel. 199 50 99 50 * a soli 14,25 c€/min), oppure con una mail ad Asus Italia.
In questi giorni ci sto provando anche io. La cosa importante, e intransigibile, è fare la pratica entro 30 giorni dall’acquisto, altrimenti tanti saluti.
PErché farlo? Per i soldi? Certamente. Ma anche perché sono stufo di regalare soldi a M$. Fin quando hanno venuto l’Acer Aspire one 110L ne ho comprati 4, ora invece sono spariti e vendono solo con porcherie (come chiamare Vista?) del genere sopra. Non sarà la mia istanza a cambiare la politica commerciale di queste società, ma se ci guadagno anche solo 30 € sono 30 € che ho guadagnato.
Come recitava un vecchio film: Non per soldi, ma per denaro.
Bel Bigul
Fan de meno.
Per i non bilingue. Bravo fesso, datti da fare di meno.
Il Tremonti che non t’aspetti oggi si è finalemente accorto che la legge Maroni battezzata Biagi è una stronzata. Ma di quelle grosse. E non per il substrato socio economico familiare ecc ecc italiano. Il precariato, hai voglia chiamarlo lavoro flessibile, è un problema serissimo per l’economia di qualsiasi paese e del mondo globalizzato in generale. Il precario non accede quasi mai a un mutuo. Non ha certezze e quindi ritarda matrimonio e progenie. Non spende e non spande. Per non parlare dei risvolti psicologici. Delle mummie, delle cariatidi che siedono nei sedicenti governi di sinistra (o centro e poco sinistra) dando dei bambaccioni agli ultra trentenni che stanno ancora in casa con i genitori. Certo. Fra costoro c’è qualcuno che ci marcia e si diverte. Ma per molti altri è una mera necessità per arrivare alla fine del mese.
Il precario è un paria sociale che si adatta a fare qualsiasi lavoro per pochi euri. E’ lo schiavo del ventunesimo secolo. Spende poco, per ovvie ragioni, e quindi consuma anche di meno, in culo al capitalismo e al consumismo.
Il Tremorti che non ti aspetti pensa già al dopo Berlusconi? Ha deciso di mettersi anche lui il soprabito da statista? Mentre il suo padrone (che fra breve cambierà la sigla pm da pubblico magistrato a pagliaccio mafioso) concorrerà al nobel per la pace, tremorti e prugnetta si candideranno a quello per l’economia.
Un incubo dettato dall’indigestione di pizzoccheri o polenta taragna?
Ci vuole tanto a far cadere il governo Berlusconi? No. Basterebbe che il PD si alleasse con la lega per la regione lombardia. Farebbe in un sol colpo due cose buone. Farebbe cadere berlusconi e formigoni (perché si dica quel che si vuole, ma è probabilmente meglio un pagliacchio leghista spalleggiato per uno o due anni dal PD che formigoni, e l’idea di dare quindi la spallata al Pagliaccio Mafiofo da Arcore non ha chiaramente prezzo, altro che master card). Ma è fantapolitica. I pagliacci che non fanno proprio ridere democratici non ci arrivano. Troppo intenti ai loro privilegi e ad evitare che l’elettorato si sveglia.
In ultimo un applauso peto lungo all’idv che, leggendo ripassando la propria carta dei valori, si riscopre cattocomunista e dà contro all’ora di insegnamento di religione islamica. Poteva essere sagace controbattere che forse chi vuole imparare una religione dovrebbe andare in una chiesa, in una moschea, in una sinagoga. Non farla insegnare a spese dei contribuenti. Altro enorme limite dell’idv che per statuto non è un partito laico.
E addio alla tolleranza, al rispetto del diverso. Non posso non citare le parole di Bertrand Russell in proposito:
Solo uno scetticismo diffuso potrà lacerare i veli che ci nascondono questa verità. Raggiunto questo, potremo cominciare a costruire una nuova morale non basata su l’invidia e le restrizioni, ma sul desiderio di una vita completa e la consapevolezza che curando la pazzia dell’invidia gli altri esseri umani sono un aiuto e non un intralcio.
Trova l’errore
Per non assopire il nostro ultimo neurone
L’ultima trovata prima dello scudo fiscale: win for life. Se indovini 10 numeri più il numerone, estratti da una tombola di 20 numeri ti becchi 4.000 € al mese per vent’anni. Giocata di un €, come il superenalotto. Qual’è la probabilità di vincere la rendita?
Immaginiamo dapprincipio di calcolare la probabilità di beccare esattamente i 10 numeri nell’esatta sequenza con cui escono (non è la stessa cosa di beccare i 10 numeri, è molto più difficile, ma più facile da calcolare). Ovvero ho 1 probabilità contro 20 di beccare il primo numero, 1 contro 19 di beccare anche il secondo e così via fino a 1 contro 11 per il decimo. Gli eventi sono indipendenti e le probabilità si moltiplicano fra loro, quindi c’è una probabilità contro 20*19*…*12*11=670.442.572.800=20!/10!, ovvero 670 miliardi e rotti.
Ma se non voglio tenere conto dell’ordine di estrazione la probabilità aumenta, e aumenta di un fattore pari a come posso mischiare i miei 10 numeri vincenti. Con ragionamento analogo a sopra il primo può stare in 10 posizioni, il secondo in 9 e così via ovvero un altro 10!=3.628.800 che aumenta il caso di vittoria.
Quindi la probabilità di beccare la decina vincente è di uno contro 20!/(10!*10!)=184.756. Così vinceremmo 10.000 €, e non la rendita purtroppo, dato che non abbiamo ancora considerato l’effetto del numerone (che alla fine ricorda una zeppa di neurone).
Però abbiamo già qualcosa su cui riflettere: probabilità di centrare la decina è uno contro 184 mila. Cioè ho la certezza di vincere giocando tutte le 184 mila combinazioni, ovvero 184 mila €. Per vincerne 10 mila. I premi accessori pare che coprano circa 58 mila altri euri. Perdita netta di oltre 110 mila €.
Dato per scontato che abbiamo avuto così culo da beccare la decina vincente, quale probabilità ci sarà che il numero sparato a caso dal totalizzatore sia il numerone pescato? Facile, 1 su i 10 rimasti.
Quindi la probabilità di vincere la rendita è uno contro 1.847.560 (la rendita vale 960 mila €, al lordo dell’inflazione però!! Che attualizzati a un tasso dello 0,2% mensile composto sono poco più di 763 mila). Ecco svelato win for life. Il banco vince sempre. Dai calcoli fatti da esimi logici pare che la vincita probabile per ogni € sia di 37 centesimi, ovvero su ogni €, in media, 63 se li pappa lo stato che poi li spartisce con altri simpaticoni.
Ho fatto un errore in tutta questa storia, riuscite a trovarlo e soprattutto a scoprire il perché?
Marchetting
Se io fosi il titolare di una pizzeria che vendesse pizze che danno il mal di pancia la mia attività durerebbe ben poco. Anche se offrissi ai miei clienti un amaro a fine pasto, ottimo digestivo. Sia che fosse prodotto da me oppure ben più efficace, ma a pagamento, prodotto da altri.
Sembra stupido, ma la mia pizza non dovrebbe essere indigesta, altrimenti pare naturale che i clienti non tornino o mi mandino affanculolandia.
L’analogia vale, pari pari, per Windows, ma per motivi che francamente non mi spiego fino in fondo se non nelle conclusioni. Ebbene, dopo decenni di pessimi sistemi operativi, dal D.O.S. al fenester 95 fino a Svista e ora findus7, ecco che finalmente pare che l’antivirus di casa Micro$oft sia pronto.
Sono arrivato a credere che l’utonto windows sia un po’ come l’elettore di berlusconi. Riconosce che il prodotto fa un po’ cagare e gli causa un sacco di problemi di cagotto a lungo andare, ma tanto oramai c’è abituato e quindi è contento così. E allora ci mettiamo le pezze con gli antivirus, tonnellate di copie di sicurezza e un povero PC ridotto a un tostapane. Windows continua a essere usato in maniera massiccia sostanzialmente perché non c’è una valida alternativa che possa far prendere in considerazione di passare a qualcosa d’altro. Nonostante i costi e le scarse prestazioni. Proprio come per la politica italiana l’alternativa al capo dei pagliacci è minima. Una Idv a due velocità, ricca di nomi importanti a livello nazionale e magari alleata con Forza Italia grazie a Messina in quel della Calabria. Piena di capi bastoni ex DC e riciclati dalla vecchia politica in ambito locale. Lo stesso Tonino che dice che la DC non era poi tanto male (conato di vomito da parte mia). E uno come fa a sostenere Tonino davanti ai Berluscones? Non può. Come non può sostenere l’accrocchio pidino, piccolo partito dalle grandi poltrone che non sa proprio far opposizione. Lascia le sedie vuote quando anche i pidiellini sono ancora in vacanza e non li mette sotto alla camera. Ipocriti castisti affetti da poltronite molesta.
Ed ecco perché windows ha spopolato. Per una questione di marketing e di immagine. Esattamente come mr B(ean) spopola in itaglia. Per la pigrizia dell’elettore che non si informa e non impara niente di nuovo se non quello che la scatola luminosa, affetta dal peggior virus che informatico abbia mia visto ovvero Internet ExPloder, passa ogni sera davanti alla cena precotta.
Adotta un precario
Basta poco, che ce vo’?
Un precario, al lordo di contributi, Irpef, tredicesima e trattamento di fine rapporto costa meno di 21.000 Euri l’anno (fonte il mio ultimo contratto). Al lordo di tutto sono 1.750 Euri il mese, spesso solo per dieci mesi l’anno. Facciamo i grandi e calcoliamo 20 mila euro all’anno, il risparmio netto nel tagliare 50 mila precari è di un miliardo tondo tondo. Una gran bella cifra penserà la gente comune. Meno di quello che l’affare CAI/ALITALIA è costato alle casse del nostro stato, mi sento di far notare. Un quinto dei soldi che berlusconi ha promesso a gheddafi. Soldi nostri, che dei suoi lui non ne caccia per inciso. La metà di quello che abbiamo già speso per il ponte su messina, in studi di non fattibilità e penali alla impregilo. Per non parlare dei soldi per pagare e far viaggiare le puttane, i rimborsi elettorali e i contributi alla stampa.
Con i soldi che avremmo risparmiato se gli ultimi referendum fossero stati accorpati alle europee, prendendo per buone la metà delle stime di franceschini, avremmo dato da mangiare a 20 mila precari. Con i soldi che ci vorrebbero per costruire una centrale nucleare poi… Quanto ti costa Kakà all’anno? Quanto 500 precari. E pazienza almeno ha talento. Dà più fastidio pensare che Renzo “la trota” Bossi, pluritrombato alla maturità per colpa dei professori terroni e magari extracomunitari, abbia vinto un posto all’expo milanese per 14 mila euri al mese. Quanto 14 precari magari laureati. Questa sì che è meritocrazia!
Ebbene, prima che tutti questi politici corrotti, magnoni, mafiosi, ignoranti e papponi vengano inceneriti da una vagonata di italiani incazzati e senza lavoro, propongo agli italiani di buona volontà di pensare ad adottare un precario: bastano, al lordo di tutto, solo 400 miseri euri alla settimana. Fate un bel vaglia internazionale sul conto di tremonti alla ubs, o su quello alle caimann del nano di arcore. Basta mettere il codice fiscale del destinatario e per la prossima settimana avrà un lavoro. Costa meno che regolarizzare un extra comunitario!
Basta poco, che ce vo’?
PS: Ecco che fine fanno i nostri quattrini: 460 mila $ che al cambio attuale sono 320 mila €: 16 precari per ogni librone regalato al G8, che quindi sono 7. 112 precari sono stati affamati perché il nostro esimio, figo, virile, simpatico e mafioso capo dei pagliacci potesse fare bella figura dinnanzi ai potenti del mondo. Peccato che nessuno gli abbia spaccato in testa quel prezioso marmo di carrara…
Gratis
Gratuito. Detto di bene o servizio fruito liberamente senza necessità di pegno di denaro o scambio con altro bene e/o servizio equivalente.
Sinonimo: regalia.
Nella società di oggi bisogna riflettere bene su questa parola: GRATIS. Essa esercita un fascino morboso sulla maggior parte delle persone. Una cosa gratis la si prende anche se ci è inutile. Spesso anche se ci è disutile o dannosa, senza rendercene immediatamente conto. Tanto non ci costa niente. Almeno in apparenza.
Gratis viene usato per l’aria che respiriamo. Per la TV generalista che, apparentemente, non ci costa nulla. Per i servizi di posta elettronica e web che non paghiamo se non come canone per l’accesso alla rete. Per il software che usiamo illegalmente sui nostri computer senza licenza (quando questa è richiesta). Per inviare tutti gli sms, dopo il primo e magari solo fino al centesimo, che vogliamo.
La realtà dei fatti è che questa parola non esiste. Serve solo a nascondere, subdolamente, uno scambio fra le parti. Scambio che per qualche motivo non vuole essere esplicito, altrimenti perderebbe la più parte della sua forza. Perché spesso non lo faremmo se ne fossimo consci.
L’esempio più classico è quello dei media: radio, tv, informazione via intenet e “free press” (free dal fatto che il giornale non viene pagato direttamente dal lettore).
Com’è possibile che questi mezzi di comunicazione di massa si autosostengano senza che il cliente apparentemente sborsi un soldo? E’ evidente che i soldi devono arrivare in un altro modo, seguendo altre vie. E’ noto che la fonte principale di sostentamento di questi media sia la pubblicità, e in qualche caso lo stato. Ovvero aziende che pagano i distributori di questi media per comperare parte dello spazio che hanno così da reclamizzare prodotti o servizi.
La pubblicità è l’anima del commercio. Continua a leggere…
polo delle libertà
Così almeno lo chiamano. Ignoranti, o furfanti e ipocriti, che manco sanno cosa è la libertà.
Riassumo il fsf pensiero del mitico stallman, appogginaodmi al sito di ubuntu.
In Ubuntu il termine “free” in Free Software è principalmente usato con riferimento alla libertà e non al prezzo – sebbene siamo impegnati a distribuire gratuitamente Ubuntu. La cosa più importante di Ubuntu non è la sua disponibilità gratuita, ma che esso conferisce all’utente i diritti della libertà del software. Sono queste libertà che consentono alla comunità Ubuntu di crescere, condividendo le esperienze collettive per migliorare Ubuntu e renderlo adatto all’uso in nuovi Paesi ed in nuove industrie.Citando il testo “What is Free Software” della “Free Software Foundation“, le libertà al centro del Free Software sono definite come segue:
- La libertà di eseguire il programma, per ogni scopo.
- La libertà di studiare come lavora il programma, ed adattarlo alle proprie esigenze.
- La libertà di ridistribuire copie per aiutare gli altri.
- La libertà di migliorare il programma, e rilasciare le proprie modifiche al pubblico, per offrirne i benefici a tutti,
Il Free Software è stato un coerente movimento per oltre due decenni. Questo movimento ha prodotto milioni di linee di codice, documentazione e una vibrante comunità della quale Ubuntu è fiera di far parte.

Tux in Redmond: Penguin Computing has the right idea
Non è solo un caso un’aggressivissima strategia di marketting che micri$oft abbia concesso il download gratuito del suo ultimo aborto Windows Seven (7 come i peccati capitali? o Seven come il film?). Un po’ per fare seriamente del beta testing prima di vendere, e ribadisco il concetto vendere, il prodotto, un po’ perché ubuntu, come la rete in politica, si infiltra sempre più.
L’ultima trovata è stata poi la recente offerta alla pubblica amministrazione italiana. Ogni ufficio che compra da 20 a 260 licenze office 2007 (un’obbrobrio,brutto, ma brutto!!, degno del peggiod M$ Svista) alla modica cifra si 12 € a licenza. Pensare che solo due anni fa ci costava oltre 400€!! Ah, la magia di OpenOffice e del freesoftware.
N’T'U CULO A BILL GATES!
E ai suoi amici politici di qua e di là che stendono il tappeto rosso ai piedi!
Carta canta, pagliaccio spocchioso
Pagliaccio Spocchioso, il cento duesimo puffo, aka on. min. prof. renato Sbrunetta, adora cianciare. Come il suo padrone adora tuonare quante cose fa, come riesce a sistemare le inefficienze, quanto è bravo e intelligente in sostanza.
Con il cedolino di questo mese, dopo 9 travagliati mesi di gestazione, sono finalmente arrivate le decurtazioni per i giorni di malattia.
Studiamo il seguente cedolino per scoprire: Codice 800/203 differenza a debito per l’anno 2008 pari a 15,36€; Codice 800/103 come sopra ma per il corrente anno, la ritenuta è stata di7,68€.
Spulciando la seconda pagina ecco che appaiono spiegate le trattenute: sono stati fatti 8 giorni di assenza per malattia nel 2008 e 4 nel 2009. Lasciando perdere il fatto che le voci siano intercalate, così da doverle leggere con una certa attenzione, con un complicato calcolo aritmetico si scopre che la trattenuta è stata pari a 1,92€ per ogni giorno di malattia. Certo mi aspettavo meno, per quello che mi era parso di capire. Ma su uno stipendio di, diciamo, 1050€ al mese cioè circa 35€ al giorno, si scopre che la trattenuta è pari al 5,5% del salario giornaliero. in un meso sarebbero 60 € su 1000. In un giorno sono 2€. Con quello che uno risparmia di benzina e tempo li ammortizza di sicuro questi due Euri del cazzo. Ditelo in giro. Ditelo che brunetta è un pagliaccio. Ditelo in giro che per decurtare, quindi recuperare, 2 Euro del cazzo ne spende più di 50 di visita fiscale (perché le visite fiscale sono a carico dell’ente pubblico, quindi le paghiamo noi).
E’ un pagliaccio del cazzo. Uno che userebbe una bomba atomica per rompere una noce. La noce si rompe di sicuro, ma gli effetti collaterali forse sono indesiderabili. Diciamo pure che la soluzione è stata peggio del male. Se non avesse fatto niente avremmo buttato meno soldi. Fatelo sapere. Questi sono i pagliacci del fare. Che fanno però con i nostri soldi e li buttano in continuazione!
no al pozzo
Prendendo spunto da qui per poi fare un salto a questo interessante blog . In questo momento di crisi energetica, di ricerca dei siti dove edificare le future centrali nucleari. Magari nel campo da golf di arcore. Oppure nel mausoleo di macherio. Sarà una necessità per prevenire malfunzionamenti dell’impianto criogenico. Ne potremmo costruire una sul fondo del Lario. O in cima al Pizzo dei Tre Signori.
La brianza è già fin troppo martoriata. Abbiamo davvero bisogno di quei 4 barili sotto il Curone? E quando anch’essi saranno finiti cosa ci rimarrà?
Sarebbe certo meglio a questo punto mettere tante belle pale eoliche. Dalla cresta della Grigna, al Resegone. Creerebbero più lavoro e molto, ma molto, meno inquinamento. E se dipingessimo le pale di verde si confonderebbero con il paesaggio e farebbero felici i pagliacci della lega. Finanche l’ex ministro castelli ha deciso di schierarsi contro ’sta porcata.
Potremmo migliorare l’efficenza dei trasporti pubblici. Pensare a restrizioni al traffico pesante nelle ore di punta (altro che vietarlo solo nei weekend. E’ il fare coda tutte le sante mattine a 30 km/h dietro un tir che produce il grosso dell’inquinamento oltre che del fegato ingrossato). Potremmo una volta per tutte dissipare i dubbi, o le opportunità, sulla fusione fredda. Con un’equipe di 12 ricercatori (fra ingegneri, matematici e fisici) e non più di 5 milioni di € potrei nel giro di due anni dare risposte certe… Ma di questo ho già parlato.
Il petrolio viene dalle viscere della terra. E’ un liquido scuro e fetente. Se madre terra ha deciso di tenerlo nascosto il più possibile un perché ci deve essere.
Non contenti, in Francia hanno deciso di approvare un decreto anti pirateria. Questo è il problema. Gli introiti che le majors perdono per il peer to peer. Perché loro i soldi non li devono mai perdere. Anche i pagliacci francesi, che di internet non capiscono un tubo, credono che sia così facile mettere un tappo a internet. Ma fanno i conti senza coloro che internet l’hanno costruita e traformata in quello che è oggi. I veri Hackers li fregheranno ancora. Come l’obfuscation protocol di amule, arriverà il peer to peer con porte dinamiche e crittografia semisimmetrica. I pagliacci potranno solo misurare il consumo di banda, ma cosa poi venga trasferito gli sarà del tutto ignoto.
Fra le poche note positive il fatto che, in assenza di un’opposizione credibile, qualcuno a repubblica si ricorda di fare il giornalista.
Teniamo tanti problemi in questa disgraziata nazione. Il petrolio e le centrali nucleari sembrano veramente importanti. Come i vecchi che insidiano le minorenni. Come i terremoti che non si possono prevedere. Come la scuola pubblica sempre più allo sfascio e la mafia sempre più presente a tutti i livelli.
Come entrare in un civilissimo pronto soccorso del nord italia con un codice giallo alle 11.30 per poi essere trasferito alle 15.00 all’obitorio!
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