Life, universe & everything

La conoscenza è forza

Pubblicità regresso

Fra le tante pubblicità che in questi giorni infestano l’etere elettromagnetico ce n’è una che mi risulta particolarmente fastidiosa: è quella di micro$oft Office. Ci si spiega che il nostro nuovo pc non sa fare in realtà niente. Per poterlo istruire sul come gestire la nostra lista della spesa (notepad è troppo complicato e un foglio di carta pure) ci viene gentilmente suggerito di dotarci dell’ultima mirabolante versione di M$ office, in offerta a soli 99€ anziché 129€! E che corbezzoli, in tempi di crisi non sono mica bruscolini 30€. Ma nemmeno 99€!! Infatti, senza prendere in considerazione l’eventualità di recuperare una copia pirata, come questo link ci spiega mirabilmente, perché non scaricarsi agratis una bellissima copia di openoffice?

E per i fanatici di windows (meglio conosciuto una volta di più come findus) ecco l’ultima chicca prodotta da bill gates III: L’aggiornamento che scambia il blue screen of death con il black screen of death.

Buon sofficino a tutti i felici (si fa per dire) utonti di windows. Passi per quelli che l’hanno pirata, ma coloro che l’hanno pagato dovrebbero davvero chiedersi se hanno comprato del buon software o una schifezza inguradabile che non vale il cd su cui è stato stampato!

Dicembre 2, 2009 Pubblicato da tt | buffo!, cimice cinica, economia, gnu-linux, malattia mentale | | Ancora nessun commento.

Umberto chi?

umberto, cel'ho duro perchè una paresi, bossi

Chi è umberto bossi? Che lavori ha mai svolto nella propria vita?

Nasce nel varesotto nel 1941. Ottiene attraverso la scuola per corrispondenza radio elettra il diploma di perito elettronico. Fin qui niente di male. Anche il mio papà ha ottenuto un diploma di idraulico allo stesso modo. Da qualche parte in cantina ci deve ancora essere…

Non contento, che lavoro mai potrebbe svolgere? Quello di riparatore di tv e autoradio? Sia mai! Comincia a cantare, letteralmente per sport, con il nome d’arte di Donato (gli amici comciano a chiamarlo Donato l’allupato), ma viene tromabato al festival di Castrocaro.

Il nostro cazzaro, guardandosi bene dal cominciare a lavorare, comincia l’università. Niente popò di meno che la facoltà di medicina. Ma per il rubicondo Calderoli che ce la fa, il povero umberto fa cilecca e si ritira a 11 esami dalla meta. La mogliera dell’epoca (perché il neo difensore del crocefisso è divorziato e risposato come il suo berluskaiser) dirà:

“Mi sposo’ anche se non aveva un lavoro . si lamenta ., mi aveva mentito dicendomi di essersi laureato”.

“Era uno sfegatato militante di sinistra, con idee sue, strane e ingarbugliate” (ecco la fonte un articolo del corriere)

La sua prima moglie, Gigliola Guidali, raccontò in un’intervista di aver chiesto la separazione dopo aver scoperto che Umberto usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore (dicendole “ciao amore, vado in ospedale”) senza essersi però mai laureato. (fonte wikipedia)

Queste pagliacciate gli valgono una medaglia da Gran Cazzaro, ovviamente.

Fra il 1974 e 75 è iscritto addirittura al PCI! Sarà stato in compagnia di Bondi? O è solo l’ennesimo esempio di cattocomunista con rimpianti celtici e pagani?

C’è di più, e meglio. Questo articolo è semplicemente una chicca e ne raccomando la lettura alemno una volta nella vita a tutti, soprattutto ai lombardi. Eccone alcuni estratti.

Lui e il futuro ministro dell’Interno Roberto Maroni – aspirante giornalista – viaggiano molto, attaccano manifesti per la provincia di Varese ma alle elezioni è un flop. I tre fondano la società editoriale Nord Ovest, che edita il foglio Nord Ovest.

Nord Ovest chiude, lasciandosi una scia di debiti di una ventina di milioni di lire (di allora). Per cercare di tappare il buco, Bossi s’ingegna a far di tutto: monta antenne tv, carica e scarica cassette di frutta al mercato. Poi chiede aiuto a Maroni, nel frattempo diventato sassofonista ed estremista di sinistra. Bossi arriva perfino a cercare di vendere l’auto di uno stretto, ignaro, parente. Inoltre, sottrae i pochi soldi che l’allora moglie ha sul conto corrente (Rita Cenni, intervista a Gigliola Guidali, Oggi, 7 novembre 1994). In seguito sposerà la maestra milanese Manuela Marrone (madre lombarda, padre siciliano), da cui avrà due figli.

Eccolo, dipinto mirabilmente in tutto quello che è: un handicappato fallito buono a niente (lui è politicamente scorretto, perché io dovrei essere corretto nei suoi confronti?). Roma ladrona. La lega è stata al governo con il berluskaiser per 18 mesi dal 1994. 5 anni dal 2001 e 18 mesi dal 2008. Riforme per il Nord: ZERO. Referendum sul presunto federalismo trombati 1 (con il benestare degli alleati, udc e AN in primis e berlusconi che dava libertà di voto ai suoi). Posti di lavoro creati. 2 per i figli maggiorenni.

Immagino che agli amici leghisti questo spaccato del loro capo non piacerà. Ma se già sono arrivati a questa pagina è segno che almeno un pc e internet un po’ li sanno usare. Quindi si informino e se poi la verità a loro non piace, io cosa posso farci? Possono anche credere che il bianco è nero e il nero è bianco e finire spiccicati da un tir di acqua minerale mentre attraversano le strisce pedonali. La lega non è diversa dagli altri partiti politici: forse è anche peggio. E comunque rimangono incontroveribili i fatti raccontati: i capoccia della lega, al pari di quelli di tutti gli altri partiti, è gente che poco o mai ha lavorato e buona sola a slogan elettorali. Nei fatti sono sempre e solo i soliti pagliacci. Pagliacci, eh sì!, che non fanno proprio ridere.

PS: Mangano è un eroe anche per Bossi? O uno stalliere siciliano che ha rubato un posto di lavoro alla reggia di arcore negli anni 70? Al governo e alleati con i mafiosi. Mastella è stato cadidato nel PDL alle ultime europee. Cosentino è ancora un sottosegretario di questo governo, nel quale siedono anche bossi, maroni e calderoli (e pure cstelli ha qualche incarico di rilievo). Che ne pensano lor signori della gente che frequentano?

Che la cadrega l’è la cadrega!! Vada via il cu’ ti che t’è sposaa ‘na teruna!

Questo mi direbbero. Ma io ho molti amici meridionali. Tutta gente onesta che lavora e si fa il mazzo. Possiamo dire lo stesso delle amicizie dei signori della lega per la liberazione della padania?

Novembre 18, 2009 Pubblicato da tt | Comunicati stampa, buffo!, cimice cinica, disproporzioni, io non dimentico, malattia mentale, politica | | 3 Commenti

Ipocrisia d’avvento 2.0

L’uscita, decisamente ridicola, dello spapa di oggi non può che riportare in auge un mio post di 11 mesi fa: ipocrisia d’avvento, quando era bertone a dare il meglio di sé e del cattolicesimo d’assalto.

Sbenedetto X V I dice che la Terra potrebbe sfamare tutti. Ha ragione. Sempre che invece che portare il crecifisso da appendere alle pareti, e magari sovvenzionando le guerre intestine con le armi, si porti alle popolazioni l’istruzione di base e una seria politica di controllo delle nascite. Ovvero gli si insegni non ad ammazzarsi ma acoltivare la terra. Non a stuprare le donne, ma ad usare il preservativo con la propria moglie (così magari da sfavorire anche l’aids, per inciso).

Diciamocelo francamente: nessun popolo africano ha la tecnologia per costruire niente di meglio di un arco. Se hanno fucili, bombe e carri armati è perché il cosiddetto occidente glieli fornisce. Se l’occidente smettesse di fornire armi alll’africa nera, le guerre cesserebbero in un decennio e tornerebbero a usare frecce e pietre. Sempre letali. ma molto meno delle armi da fuoco.

A questo dovrebbe pensare il vaticano: a scomunicare i trafficanti d’armi e chi presta i soldi agli stati che le acquistano. Certo, sarebbe buffo scomunicare sé stessi!. Oh! Povero Cristo…

PS: Ecco la storia del papa buono. Storia degna della miglior tradizione dei borgia.

«RISORSE PER TUTTI» Dice mr Benedicti X V I. Manco fosse lo slogan di Cetto la qualunque: Cchiù pilu pe’ tutti!!!


Novembre 16, 2009 Pubblicato da tt | Comunicati stampa, cimice cinica, disproporzioni, io non dimentico, malattia mentale, religione | | Ancora nessun commento.

Lei è un pagliaccio

E un pagliaccio che non fa neanche ridere.

Questa citazione di “Dove volano le aquile” cade a fagiolo per il nostro beneamato premier, il primo ministro più bravo, figo, sagace e rappresentativo che popolo abbia mai avuto dai tempi dei dinosauri (se si eccettua forse andreotti, che però è fuori concorso). Colui che parlerà con le opposizioni solo se il pd cambierà. Qualcuno, non so come, l’ha vista come un’apertura. A me suona come un ultimatum del tipo. Noi le riforme le faremo. Al solito come piace a me. Se vi sta bene, perfetto, se no andate a morire ammazzati, perchè io so’ io, e voi nun siete un ca zzo! Per dirla con le parole del marchese del Grillo.

Nessuno ha armi per ricattarlo. Tranne la prima moglie che sa come ha messo insieme il primo miliardo di vecchie Lire. Tranne coloro che facevano la fila per prestargli i soldi (a voi è mai capitato? Mio padre per mettere insieme 500 mila Lire per il capannone ha dovuto chiedere a mio nonno che li ha rivoluti indietro con gli interessi. Forse perché erano soldi suoi e non della Banca Popolare di Milano?). Tranne alla buonanima di Craxi che tanto ha fatto per lui, come quelli che gli hanno regalato la Mondadori, le società off shore,  e così via e così via. Sono stufo di essere al solito ripetitivo. La realtà e che tutti i pagliacci del circo della politica sono ricattabili. Chi non lo fosse sarebbe come l’ebreo senza peccati che può scagliare la prima pietra. Inammissibile e troppo pericoloso per la casta.

Politicamente scorretto

Politicamente scorretto

Data la giornata invernale voglio dedicare una canzone a questi pagliacci tragici: Fuck You. Mi sembra davvero appropriata. Domani vi spiegherò perché il Pompiere della Sera viene distribuito semi gratuitamente nelle scuole italiane.

Novembre 3, 2009 Pubblicato da tt | Comunicati stampa, berlusconate, cimice cinica, io non dimentico, malattia mentale, politica | | Ancora nessun commento.

H1?

N1!

Nelle due seconde che ho visto oggi c’erano molti assenti. Circa il 40% dei ragazzi. Nell’ultima mi è caduto l’occhio sul fatto che gli stessi 7 assenti mancassero da lunedì, uno addirittura da sabato. Sarà influenza suina? La Gelmini sarà stata avvisata? O il buon medico di famiglia avrà evitato un’indagine più esauriente?

Fatto sta che la cosa dovrebbe destare qualche sospetto, ma il precario di turno s’è scocciato di fare le veci del ministro e aspetta, fin quasi speranzoso, che l’epidemia scoppi. Scoppi e si porti appresso tutta la miopia mal curata dagli occhiali della gelmina e di chi l’ha voluta alla pubblica distruzione. Di colei che parla sempre  di meritocrazia, come se bastasse solo invocarla per crearla da nulla. Da colei che sarà ricordata per aver sparso H1N1 per l’italico stivale e per aver mandato in merda quel po’ di buono che restava della scuola pubblica e della ricerca scientifica italiana.

Salute a tutti!!

Ottobre 29, 2009 Pubblicato da tt | berlusconate, cimice cinica, io non dimentico, malattia mentale, tarlo del dubbio | | Ancora nessun commento.

senso materno

Cosa definisce in grado di civiltà di un popolo? Quale è la chiave per tutte le porte? Cosa fa si che un signore italiano si ritenga superiore dal punto di vista civico (e spesso non solo!) a una donna iraniana che indossa il burqa? Domande forse senza risposta, è vero, ma che nascono spontanee quando, in una fredda mattina del 16 ottobre 2009, sul treno gioiello della compagnia ferroviaria monopolistica del regno d’Italia del ras Berlusqa, una donna sulla quarantina accompagnata da infante di pochi mesi si sente in diritto di spogliarsi del golfino, aprire la camicetta rosa in tinta spettacolare con l’abbigliamento della cucciola e scoprire il modernissimo reggiseno a coppa sbottonabile per offrire il capezzolo alla bimba impaziente. Fino a quando le sue dirimpettaie di viaggio erano una donna sulla sessantina con figlia appena adolescente la cosa forse non destava sospetto…ma l’imbarazzo dei due distinti signori inglesi saliti a firenze nell’assistere alla scena raccontava un po’ di cose e faceva riflettere. Il mio senso materno, è abbastanza risaputo fra parenti ed amici intimi, non è dei più spiccati; diciamo che eccello per altre virtù, ma non per questa mia mancanza mi interrogo sul perchè un tale comportamento sia più civile di altri. Immaginate la situazione ‘au contraire’: cosa succederebbe a questa signora in una ipotetica vacanza in Iran nell’atto di dar da mangiare all’affamata bimba scoprendo il seno in pubblico? Questo non per avallare la solita ipocrita presa di posizione di chi dice a bocca piena “chi arriva si deve adeguare agli usi e ai costumi del paese che gentilmente lo accoglie”. Leggendo sul Fatto quotidiano di giovedì scorso la risposta di Furio Colombo a chi chiedeva se davvero il burqa non fosse ‘pericoloso’, ho dato forma a tanti pensieri che da tempo mi frullavano nella testa. La convivenza si fa insieme, non esiste la risposta unilaterale da padre-padrone: sei a casa mia e qui comando io. La società civile si costruisce insieme, rispettandosi l’un l’altro e trovando insieme terreni comuni su cui lavorare. Chi arriva deve avere il diritto ad integrarsi, non solo il dovere: c’è una sottile differenza, come tra il dire e il fare! Siamo anche noi che dovremmo creare le basi per favorire l’integrazione, e solo allora avremmo il diritto a lamentarci di chi arriva. E invece, come accogliamo questa gente? Se tutto va bene nei cpt (a proposito, giusto ieri mattina mente il tt mi accompagnava in stazione, mi è caduto l’occhio sulla frase che sporcava un muro “fuoco ai cpt”, giusto perchè noi siamo civili!!). C’è stato un tempo in cui agli italiani era vietato entrare nei bar a Stoccarda o Ginevra. Ma succedeva anche a Milano, fino a non molto tempo fa. Nessuno stupore se oggi la Lega riesce a partorire aborti largamente condivisi. Chi è senza peccato scagli la prima pietra dicevano i cattolici, oggi neanche loro più!!

Ottobre 17, 2009 Pubblicato da cri | cimice cinica, tarlo del dubbio | | 3 Commenti

Costituzione vs Berlusconi: 9 a 6

La legge Alfano è stata dichiarata incostituzionale a maggioranza. Una maggioranza di soli 2 voti su 15, per una legge che anche a un profano appare non costituzionale. E se anche il profano avesse dei dubbi, basterebbe un’occhiata alle motivazioni portate dai difensori della legge per convincersi che l’intuizione era corretta. Da Ghedini agli altri pagliacci che si sono presentati davanti alla Corte non c’è stato nessun rilievo Costituzionale, ma solo delle trovate di pragmatica dicendo che questa legge è un male necessario. Dare tranquillità a chi governa a prescindere. Perché o si governa o ci si difende. Era chiaro anche a un ignorante che le filippiche pro Lodo erano fuori tema: si doveva discutere della costituzionalità del Lodo e non del fatto che fosse utile a qualcuno oppure no. Non era in tema nemmeno il fatto se fosse o no voluto dal popolo. Si doveva discutere solo se fosse costituzionale. In effetti il risultato di 9 a 6 è molto brutto. Indica che anche i berluscones oramai sono scesi armi e bagagli nella corte costituzionale, al 40%. Fra poco avrà la maggioranza anche di quella e allora come farà l’italia a dargli contro? Questo dovrebbe far riflettere i sedicenti pagliacci del PD e i poveracci che li votano.

Certo le motivazioni di Ghedini mi appaiono particolarmente interessanti. Dare serenità a chi governa. Se sono innocente, che paura ho del processo? Inoltre, sempre che io sia innocente, che problemi ho nel preparare la difesa? Ho un sacco di soldi e degli ottimi avvocati, quindi è mio interesse andare in tribunale e dimostrare che si tratta solo di una macchinazione dei giudici comunisti, che è a tutti gli effetti una persecuzione. Se invece non sono del tutto innocente allora è diverso, perché ci vuole un sacco di tempo perché mi si prepari ad arte per evitare contraddizioni, per tirare in lungo nella speranza della prescrizione, per trovare cavilli scappatoie e finanche cambiare la legge, se necessario.

Fate voi. Se io fossi nella posizione del Capo dei Pagliacci e con il mio bell’armadio senza scheletri andrei subito a processo e smerderei una volta per tutte i miei detrattori. Lui non lo può fare, e l’evidenza della conclusione è lasciata al povero lettore.

Man rovesci Continua a leggere…

Ottobre 8, 2009 Pubblicato da tt | berlusconate, cimice cinica, disproporzioni, io non dimentico, politica, tarlo del dubbio | | Ancora nessun commento.

quel treno per venezia

il treno diretto lecco-venezia è una chimera domenicale, durante i feriali si limita ai percorsi regionali senza sconfinare nel brillante veneto. forse per paura di sfigurare nei confronti dei cugini del nord-est che i pendolari li fanno viaggiare in treni lucidi e, sembrerebbe, puliti. il nostro era il classico treno merci della famiglia dei regionali sfigatissimi, di quelli che non prendevo dall’incubo sidis in quel di bergamo. poltrone sfondate, dove il tessuto è diventato nero per via delle scarpe sporche e bagnate che il menefreghista di turno pone a riposare sul bordo. l’aria quasi respirabile, con zaffate a tratti di strana provenienza. si viaggia lenti, e senza grandi pretese, viste le condizioni precarie del mezzo (“riusciremo a tornare a casa stasera?” questo il dubbio atroce che ci siamo scambiati a pochi minuti dalla partenza). poi, la gita in treno offre sempre uno spettacolo impagabile quanto a studio sociologico della varia umanità: dal gruppo di quattro con neurone in condivisione, alla coppia straniera di chiara origine slava e dalla mascella “volitiva”. volitiva non perchè ricordasse il riker dei tempi migliori in star trek, ma per la irrefrenabile capacità di movimento ruminante, dal chewing gum quadrato modello pasticca da farmacia alla mela gialla mangiata con la buccia condita dei velenosi pesticidi da biancaneve, alle freselline all’olio “che se non ti lecchi le dita godi solo a metà”, tutto senza sosta, imperterriti! più inquietante il gruppo dei magnifici quattro, dove spiccava per rumore la bionda affetta da ridolite continua, estenuante per tutti tranne che per il fidanzato, una fotocopia atroce del povero sfigato “fallito” che abitava nell’appartamento al primo piano del nostro condominio a lecco. gli altri due erano sposati, come “giustificava” la fede pallida al dito. probabilmente si lasceranno fra qualche anno, data la distanza che lei aveva messo fra sè e il bacio di lui. tristezza…soprattutto perchè lui ne sembrava del tutto ignaro, troppo preso a parlare dell’ultimo viaggio in giappone, durante il quale lei probabilmente rimasta sola a casa si sarà chiesta come mai stesse così bene, e si sarà data anche una risposta nella migliore tradizione marzulliana.

and last but not least, come direbbero gli inglesi, l’amico gay quarantenne di lady d. e elton john, quello che elargiva pillole di saggezza omosessuale e piccole lezioni di english idioms alla coppia simil gemelle kessler di lecco sedute di fianco, due vecchiotte che pirandello definirebbe grottesche dal capello biondo e labbra rosse scarlatto. peccato però che le due attempate non si fossero rese conto dell’inclinazione sessuale del loro imperituro interlocutore finchè lo stesso non ha menzionato un presunto “fidanzato” con cui faceva coppia qualche anno addietro. le due devono aver capito solo allora, come ha sottolineato il momento di imbarazzante silenzio in cui è crollato l’allegro terzetto. ma ben più grave, le gemelle non devono essersi neanche rese conto della vagonata di bugie che il tipo aveva messo su a loro esclusivo appannaggio, credo, dalla gita con la regina madre e carlo, alle confidenza dell’amica diana nei momenti di sconforto, tutto rafforzato da date impeccabili sputate a sentenziare legittimità. peccato che poi, giusto in quel frangente, mentre ci apprestavamo ad arrivare a venezia santa lucia, passassero per radio la sua canzone preferita, come lui si apprestava a sottolineare urlando (già perchè l’allegro bugiardo parlava con le gemelline ma nel frattempo aveva l’auricolare per ascoltare la musica), “kendol in the waind, kendol in the waind”, ovvero la sua versione personale di “candle in the wind”…ma tanto le kessler non avranno capito nulla lo stesso!

Ottobre 7, 2009 Pubblicato da cri | buffo!, cimice cinica | | Ancora nessun commento.

118 morti. 42 mesi di galera (forse)

L’8 ottobre 2001 sono morte 118 persone in un incedente del tutto idiota nell’aeroporto di Linate. Ben poca cosa, se cinicamente così si può dire, rispetto ai morti dell’11 settembre. Ma mi sento in dovere di qualche precisazione. Quello fu un attacco terroristico, questo uno dei tanti casi di mala italianità. Come si rileva dalla ricostruzione su it.wikipedia.org ci sono state una concatenazione di cause che hanno portato alla morte di 118 persone. Probabilmente anche l’assenza di una sola di esse avrebbe scongiurato la strage (perché questa è una strage, mica come quella di Garlasco che con tutto il rispetto per la povera Chiara è però solo un omicidio).

A prescindere dagli errori del pilota del Cessna, ci sono però degli evidenti problemi imputabili allo scalo milanese: dalla mancanza del radar di terra (ma tutto sommato trascurabile dato che nel milanese la nebbia è un fenomeno più unico che raro, vero?), ai caratteri sulle rampe d’accesso fuori norma e non più ripetuti sull’asfalto, ai soccorsi poco tempestivi.

In un caso del genere, secondo quello che il mio bizzarro buon senso mi suggerisce, chi dovrebbe rispondere della perfetta efficienza dell’aeroporto? Chi lo dirige ovvero ne è il dirigente e intasca lo stipendio da dirigente? Chi nonostante l’assenza del radar di terra e la presenza della nebbia ha reputato il rischio calcolato di continuare con le normali operazioni, piuttosto che chiudere baracca e burattini? Chi non ha previsto in assenza di un radar di terra e nel caso di nebbia un piano alternativo (da delle fotocellule dal costo irrisorio ad altri e più sofisticati sistemi come qualche addetto sulla pista a fare da osservatore) per evitare queste cose?

Interrogativi italioti. Chi ha risposto e pagato per la strage, colposa sì ma anche causata da negligenza, di 118 persone?

Ce lo dice wikipedia:

In primo grado 3 dirigenti sono andati assolti e le pene sono state per un totale di 44 anni e 4 mesi. Due dirigenti addirittura sono stati condannati a 8 anni.

Ecco le prime reazioni , che trovo in parte ridicole. Le pene commutate sono in media di 4 mesi e mezzo per ogni deceduto. 4 mesi e mezzo per aver ammazzato un essere umano per aver fatto male il proprio lavoro. C’è un motivo se il falso in bilancio è stato depenalizzato, no?

Poi arriva l’appello, il secondo grado. Le pene totali scendono a 28 anni e 6 mesi. Due degli assolti in primo grado condannati a 3 anni. Uno di quelli a 8 anni assolto e così via. Due sole condanne a più di tre anni, ovvero le uniche a non essere sospese con la condizionale. Poi arrivò anche l’indulto e pare che quindi l’unico che, forse, si sia fatto qualche mese di galera sia Sandro Gualano, ex amministratore delegato Enav (che però ligio al buon costume italiota non ha mai seriamente pensato alle dimissioni fino a sentenza certa). Da questa sentenza emerge che la media di mesi di galera scende a 2,9 per ogni morto. Però! C’è proprio da vantarsi della giustizia italiana.

Ci sarebbe da chiedersi se almeno questi personaggi lavorano ancora o sono magari in politica. Tanto per la curiosità. Io sono fermamente convinto che dovrebbero stare sotto i ponti o a stendere catrame per le strade a vita. Ma io sono fascista e giustizialista, vero?

Poi non dimentichiamoci dell’indulto che sconta tre anni a tutti, anche a questi qua. Il totale delle pene effettive è quindi alla fine della Cassazione di 4 anni e 10 mesi, di cui la condanna inferiore ai tre anni soggetta di libertà condizionata e restano solo i 3 anni e 6 mesi del Gualano, povero sfigato. 42 mesi per 118 morti, ovvero 14,75 giorni per ogni morto, in media.

Cosa abbiamo imparato oggi Mignolo? Che la giustizia in Italia fa cagare. Che causare la morte di un innocente porta a 2 settimane di galera, quando ti va male. Che chi dirige prende i soldi e paga solo in caso di dolo o colpa grave, ovvero mai. E che anche in caso di colpa la poltrona non è a rischio. Chissà cosa ne pensano coloro che hanno gioito nel 2004 oggi? Mi facciano sapere, che io sono curioso.

«È un bell’esempio di come si gestiscono i processi – ha detto Pettinaroli -. Le pene sono state le più alte mai inflitte»

Ah, però! Mi chiedo perché i mandanti delle stragi degli anni di piombo non escono allo scoperto a questo punto!

L’importante è esserne convinti. Io resto schifato lo stesso.

Ottobre 7, 2009 Pubblicato da tt | cimice cinica, disproporzioni, io non dimentico, muro del pianto | | Ancora nessun commento.

Trova l’errore

Per non assopire il nostro ultimo neurone

L’ultima trovata prima dello scudo fiscale: win for life. Se indovini 10 numeri più il numerone, estratti da una tombola di 20 numeri ti becchi 4.000 € al mese per vent’anni. Giocata di un €, come il superenalotto. Qual’è la probabilità di vincere la rendita?

Immaginiamo dapprincipio di calcolare la probabilità di beccare esattamente i 10 numeri nell’esatta sequenza con cui escono (non è la stessa cosa di beccare i 10 numeri, è molto più difficile, ma più facile da calcolare). Ovvero ho 1 probabilità contro 20 di beccare il primo numero, 1 contro 19 di beccare anche il secondo e così via fino a 1 contro 11 per il decimo. Gli eventi sono indipendenti e le probabilità si moltiplicano fra loro, quindi c’è una probabilità contro 20*19*…*12*11=670.442.572.800=20!/10!, ovvero 670 miliardi e rotti.

Ma se non voglio tenere conto dell’ordine di estrazione la probabilità aumenta, e aumenta di un fattore pari a come posso mischiare i miei 10 numeri vincenti. Con ragionamento analogo a sopra il primo può stare in 10 posizioni, il secondo in 9 e così via ovvero un altro 10!=3.628.800 che aumenta il caso di vittoria.

Quindi la probabilità di beccare la decina vincente è di uno contro 20!/(10!*10!)=184.756. Così vinceremmo 10.000 €, e non la rendita purtroppo, dato che non abbiamo ancora considerato l’effetto del numerone (che alla fine ricorda una zeppa di neurone).

Però abbiamo già qualcosa su cui riflettere: probabilità di centrare la decina è uno contro 184 mila. Cioè ho la certezza di vincere giocando tutte le 184 mila combinazioni, ovvero 184 mila €. Per vincerne 10 mila. I premi accessori pare che coprano circa 58 mila altri euri. Perdita netta di oltre 110 mila €.

Dato per scontato che abbiamo avuto così culo da beccare la decina vincente, quale probabilità ci sarà che il numero sparato a caso dal totalizzatore sia il numerone pescato? Facile, 1 su i 10 rimasti.

Quindi la probabilità di vincere la rendita è uno contro 1.847.560 (la rendita vale 960 mila €, al lordo dell’inflazione però!! Che attualizzati a un tasso dello 0,2% mensile composto sono poco più di 763 mila). Ecco svelato win for life. Il banco vince sempre. Dai calcoli fatti da esimi logici pare che la vincita probabile per ogni € sia di 37 centesimi, ovvero su ogni €, in media, 63 se li pappa lo stato che poi li spartisce con altri simpaticoni.

Ho fatto un errore in tutta questa storia, riuscite a trovarlo e soprattutto a scoprire il perché?

Ottobre 4, 2009 Pubblicato da tt | cimice cinica, economia, malattia mentale, matematica, rassegna stampa | | 8 Commenti