Meglio tardi che mai?
Finalmente repubblica.it (non so il giornale cartaceo ma i soldi per comperarlo non li caccio) s’è accorta che forse le 10 domande giuste da porre al cavallerizzo del lavoro altrui italiano erano altre. Hanno dovuto aspettare che un boss riaprisse quella cloaca che ha al posto della bocca per accorgersene. Eppure al costo di 15€ avrebbero potuto procurarsi L’odore dei soldi di Travaglio già 10 anni fa. E’ chiaro che questa storia repubblica.it la porta in porta in prima pagina solo per dar man forte alla battaglia fra De Benedetti e Berlusconi stesso. E’ un primo passo ma non disiniteressato. Tanto in TV questa notizia non girerà. Tanto le persone normali non se ne accorgeranno nemmeno questa volta. Tanto anche gli arancioni del centro sinistra hanno i loro begli scheletri nell’armadio e le loro collussioni mafiosi o simili. Forse perché la mafia è questo sistema politico corrotto, castoso e coscoso (oltre che costoso). La guerra civile è alle porte. Ma il nano di Arcore non ha ancora capito di che pasta son fatto i suoi governati. Prima ti osannano manco fossi Gesù il Cristo sceso dalla croce; ma se li metti con le spalle al muro in una settimana ti appendono a piazzale loreto e ti ricoprono di sputi. Vatténne alle Caimann finché sei in tempo…
No B. Day. E poi?
La roboante manifestazione nata in rete contro il caro capo dei pagliacci mi dà modo di riflettere su come il mezzo informatico stia cambiando il modo di fare e intendere la politica.
Di certo permette a moltissime persone di incontrarsi e di essere meno passivi nei confronti dell’informazione rispetto ai media tradizionali (detti appunto mass-media, ovvero media per la massa “a bocca aperta” che tutto ingurgita e poco critica quello che ha assunto).
Prendendo però lo spunto da un articolo sul fatto di oggi mi chiedo: e una volta che abbiamo detto che il Capo dei Pagliacci ci ha rotto, cosa abbiamo ottenuto? Se per assurdo domani dovesse schiattare d’infarto mentre s’inchiappetta la noemi o la patrizia di turno, cosa succederebbe?
La realtà dei fatti è che non è solo berlusconi ad essere il problema. Egli è solo il più evidente e marchiano. E’ la politica (o meglio il sistema politico) in generale ad essere del tutto inadeguata e lontana dal popolo. Se fossimo davvero sagaci cominceremmo a pianificare il dopo berlusconi chiedendo in generale un qualcosa di nuovo, pulito e veramente rappresentativo. Non i soliti partiti strutturati alla vecchia maniera e pieni dei vecchi rottami da decenni nella politica italiana.
Bisognerebbe cominciare con un bello sconto rottamazione per i politici: il partito che rottama Andreotti, De mita o gente che è in giro da più di 15 anni, o più di 40 in certi casi, ottiene un seggio omaggio per un under 40, incensurato e al primo impegno in politica. Questa sarebbe davvero democrazia.
Si parla di mr Bean, ma non vogliamo parlare anche di Formigoni che sarà riconfermato per altri 5 anni alla Lombardia (per il quarto mandato consecutivo)? Io sono lombardo, e cosa sta facendo il pd per contrastare lo strapotere di cl e fovmigoni al pivellone? Nulla, come l’idv e i post/ex comunisti. Sanno già di perdere e non ci proveranno nemmeno. Grazie bersani. Se ti levassi dalle palle tu, la torre, d’alema (presto in esilio in europa dove cacciò prodi nel 1998), la binetti, rutelli e tutti gli altri saremmo un bel passo avanti.
Qualcosa si muove in rete. Dal partito dei pirati al movimento di Beppe Grillo. Ma il movimento a 5 stelle soffre proprio il suo leader: ho letto le sue idee sull’istruzione e sono a dir poco raccapriccianti. Roba degna della gelmina. Idee di chi ha poco vissuto e poco pensato il sistema scuola. Grillo dovrebbe a breve mettere un link per inviargli le proprie osservazioni in merito, ma nulla appare. Perché non proporre un bel nome nuovo alla Lombardia? Un bel pagliaccio, di quelli veri però, come Dario Fo? O qualche illustre sconosciuto, magari. Gente pulita perché mai stata in politica, con una squadra di assessori che non abbiano nessun favore da rendere a chicchessia.
Certo, sempre meglio dei politici di professione, chiaramente. I politici di professione, detto in breve, sono dei pagliacci. Dei pagliacci che non hanno mai lavorato in vita loro. Lì solo per mantenere i loro privilegi e ricambiare i favori che hanno avuto per arrivare all’agognata poltroncina. Il politico che fa il rappresentante del popolo per più di 10 anni viola l’articolo 1 della Carta Costituzionale: non lavora affatto e svilisce chi veramente lavora! Li dovremmo mandare a raccogliere i pomodori, a spargere il letame e stendere l’asfalto. A pulire le latrine e il culo ai pensionati negli ospizi. Il cancro della democrazia, nostra come in tutto l’occidente, è il politico di professione. Ma non ditelo in giro. Si rischia la rivoluzione…
Va bene protestare contro Berlusconi, ma davvero siamo pronti al nuovo penta partito (rutelli, casini, letta, fini, d’alema, de mita, andreotti, mastella…) che verrà dopo?
L’unica vera manifestazione che si fa in democrazia è votare: votare contro questo sistema di politici professionisti, corrotti e mafiosi. Certamente il primo passo è quello di creare un’alternativa a questi signori, alternativa che oggi sostanzialmente manca (di pietro e soci non sono ancora abbastanza credibili, inoltre di pietro ha superato i 10 anni di politica con poltrona. Torni a lavorare anche lui dando il buon esempio).
Certo la rete comincia a far paura. Per ogni manifestante si possono contare 4 voti. Per ogni adesione via facebook almeno due. Qualcosa si sta muovendo. Stiamo a vedere e prepariamoci a qualche veloce cambiamento.
Lei è un pagliaccio
E un pagliaccio che non fa neanche ridere.
Questa citazione di “Dove volano le aquile” cade a fagiolo per il nostro beneamato premier, il primo ministro più bravo, figo, sagace e rappresentativo che popolo abbia mai avuto dai tempi dei dinosauri (se si eccettua forse andreotti, che però è fuori concorso). Colui che parlerà con le opposizioni solo se il pd cambierà. Qualcuno, non so come, l’ha vista come un’apertura. A me suona come un ultimatum del tipo. Noi le riforme le faremo. Al solito come piace a me. Se vi sta bene, perfetto, se no andate a morire ammazzati, perchè io so’ io, e voi nun siete un ca zzo! Per dirla con le parole del marchese del Grillo.
Nessuno ha armi per ricattarlo. Tranne la prima moglie che sa come ha messo insieme il primo miliardo di vecchie Lire. Tranne coloro che facevano la fila per prestargli i soldi (a voi è mai capitato? Mio padre per mettere insieme 500 mila Lire per il capannone ha dovuto chiedere a mio nonno che li ha rivoluti indietro con gli interessi. Forse perché erano soldi suoi e non della Banca Popolare di Milano?). Tranne alla buonanima di Craxi che tanto ha fatto per lui, come quelli che gli hanno regalato la Mondadori, le società off shore, e così via e così via. Sono stufo di essere al solito ripetitivo. La realtà e che tutti i pagliacci del circo della politica sono ricattabili. Chi non lo fosse sarebbe come l’ebreo senza peccati che può scagliare la prima pietra. Inammissibile e troppo pericoloso per la casta.
Data la giornata invernale voglio dedicare una canzone a questi pagliacci tragici: Fuck You. Mi sembra davvero appropriata. Domani vi spiegherò perché il Pompiere della Sera viene distribuito semi gratuitamente nelle scuole italiane.
H1?
N1!
Nelle due seconde che ho visto oggi c’erano molti assenti. Circa il 40% dei ragazzi. Nell’ultima mi è caduto l’occhio sul fatto che gli stessi 7 assenti mancassero da lunedì, uno addirittura da sabato. Sarà influenza suina? La Gelmini sarà stata avvisata? O il buon medico di famiglia avrà evitato un’indagine più esauriente?
Fatto sta che la cosa dovrebbe destare qualche sospetto, ma il precario di turno s’è scocciato di fare le veci del ministro e aspetta, fin quasi speranzoso, che l’epidemia scoppi. Scoppi e si porti appresso tutta la miopia mal curata dagli occhiali della gelmina e di chi l’ha voluta alla pubblica distruzione. Di colei che parla sempre di meritocrazia, come se bastasse solo invocarla per crearla da nulla. Da colei che sarà ricordata per aver sparso H1N1 per l’italico stivale e per aver mandato in merda quel po’ di buono che restava della scuola pubblica e della ricerca scientifica italiana.
Salute a tutti!!
Legge Al Fano/2
Facendomi traviare dalle parole di Napolitano prima e, cosa ben più grave, Alfano poi, sono arrivato a dire che la Consulta forse aveva preso un po’ per il culo Pagliaccioni con la storia del lodo. In effetti la sentenza 24/2004 con cui il lodo schifezza veniva cassato non l’ho mai letta e l’editoriale di Travaglio di ieri sul Fatto mi ha dato da pensare.
Scettico come sempre sono andato a curiosare nella sentenza passata. Questa sentenza è lunga, articolata e tecnica. Non mi ci provo proprio a leggerla! Gli articoli della Costituzione violati sono una moltitudine. Direi che è una sentenza imbarazzante per il firmatario della legge e mr Schifani avvocato che l’ha proposta. Eppure già nelle prime righe c’è riferimento all’art. 138 Cost. Riferimento ripetuto in altri due punti. Quindi quello che dice Alfano sono chiacchiere inutili e stupide, cosa che non meraviglia. Come non meraviglia il fatto che sia stata dichiarata incostituzionale. Se mai meraviglia che ben 6 giudici (il 40%) siano stati a favore di questa legge e che lo stesso Napolitano avesse firmato, al solito, dicendo che il nuovo lodo recepiva tutti i rilievi della sentenza 24/2004. Sarà l’helzeimer? Oppure glil’ha fatta sporca?
La morale è che:
1) Io sono un fesso perché ho riportato delle stupide dichiarazioni dei pidiellini senza informarmi prima e chiedo venia
2) i pidiellini sono i soliti ignoranti che o lo sono o lo fanno finta di esserlo a seconda dei casi
3) Napolitano o ha preso per il culo Alfano e Pagliaccioni o davvero comincia a risentire pesantemente dell’età.
Ecco un estratto della sentenza del 2004:
(…) Non si può discutere della legittimità costituzionale dell’art. 1 della legge n. 140 come se l’illegittimità di questa norma dipendesse esclusivamente dal fatto che essa è contenuta in una legge ordinaria, anziché in una disposizione approvata ex art. 138 Cost.: la sottoponibilità al sindacato permarrebbe comunque, poiché le immunità valgono soltanto nei limiti delle previsioni costituzionali, e qualsiasi legge ordinaria che ne ampliasse l’ambito sarebbe incostituzionale. (…)
Considerato in diritto
1.― Il Tribunale di Milano solleva questione di legittimità costituzionale del (…).
Secondo il giudice remittente la norma censurata, nello stabilire per i processi suindicati la sospensione automatica, generalizzata e senza prefissione di un termine finale, viola l’art. 3 Cost., anzitutto con riguardo all’art. 112 Cost., che sancisce il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale; in secondo luogo con riferimento agli artt. 68, 90 e 96 Cost., in quanto attribuisce alle persone che ricoprono una delle menzionate alte cariche dello Stato una prerogativa non prevista dalle citate disposizioni della Costituzione, che verrebbero quindi ad essere illegittimamente modificate con legge ordinaria, in violazione anche dell’art. 138 Cost., disposizione questa che il remittente non indica nel dispositivo dell’ordinanza, ma cita in motivazione ed alla quale fa implicito ma chiaro riferimento in tutto l’iter argomentativo del provvedimento; infine viola gli artt. 24, 111 e 117 Cost., perché non consente l’esercizio del diritto di difesa da parte dell’imputato e delle parti civili, in contrasto anche con la Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Costituzione vs Berlusconi: 9 a 6
La legge Alfano è stata dichiarata incostituzionale a maggioranza. Una maggioranza di soli 2 voti su 15, per una legge che anche a un profano appare non costituzionale. E se anche il profano avesse dei dubbi, basterebbe un’occhiata alle motivazioni portate dai difensori della legge per convincersi che l’intuizione era corretta. Da Ghedini agli altri pagliacci che si sono presentati davanti alla Corte non c’è stato nessun rilievo Costituzionale, ma solo delle trovate di pragmatica dicendo che questa legge è un male necessario. Dare tranquillità a chi governa a prescindere. Perché o si governa o ci si difende. Era chiaro anche a un ignorante che le filippiche pro Lodo erano fuori tema: si doveva discutere della costituzionalità del Lodo e non del fatto che fosse utile a qualcuno oppure no. Non era in tema nemmeno il fatto se fosse o no voluto dal popolo. Si doveva discutere solo se fosse costituzionale. In effetti il risultato di 9 a 6 è molto brutto. Indica che anche i berluscones oramai sono scesi armi e bagagli nella corte costituzionale, al 40%. Fra poco avrà la maggioranza anche di quella e allora come farà l’italia a dargli contro? Questo dovrebbe far riflettere i sedicenti pagliacci del PD e i poveracci che li votano.
Certo le motivazioni di Ghedini mi appaiono particolarmente interessanti. Dare serenità a chi governa. Se sono innocente, che paura ho del processo? Inoltre, sempre che io sia innocente, che problemi ho nel preparare la difesa? Ho un sacco di soldi e degli ottimi avvocati, quindi è mio interesse andare in tribunale e dimostrare che si tratta solo di una macchinazione dei giudici comunisti, che è a tutti gli effetti una persecuzione. Se invece non sono del tutto innocente allora è diverso, perché ci vuole un sacco di tempo perché mi si prepari ad arte per evitare contraddizioni, per tirare in lungo nella speranza della prescrizione, per trovare cavilli scappatoie e finanche cambiare la legge, se necessario.
Fate voi. Se io fossi nella posizione del Capo dei Pagliacci e con il mio bell’armadio senza scheletri andrei subito a processo e smerderei una volta per tutte i miei detrattori. Lui non lo può fare, e l’evidenza della conclusione è lasciata al povero lettore.
Man rovesci Continua a leggere…
Matematico impertinente
C’è qualcuno che riesce indubbiamente a coprire di sostanze marroni e putride la ministra della pubblica distruzione meglio di come io possa mai fare: Pier Giorgio Odifreddi. Non posso non raccomandarvi questo suo articolo sul Fatto.
Per quanto riguarda cosa possiamo fare per dare una raddrizzata a questa povera politica vedo solo un’alternativa: scendere in campo. Ovvero darsi alla politica attiva.
Per esempio per far le scarpe ai capibastoni dell’IdV l’unica mi pare quella di iscriversi in massa all’IdV e mettere in minoranza questi eprsonaggi nei circoli provinciali. Oppure aspettare la lista di Grillo e vedere se riesce a cavarne qualcosa di buono. Scarto l’idea PD perché inconcludente, come l’uscita proprio di Odifreddi ha dimostrato ai più. Tante promesse e poco arrosto. Resto comunque aperto ad altre sagaci alternative.
Marchetting
Se io fosi il titolare di una pizzeria che vendesse pizze che danno il mal di pancia la mia attività durerebbe ben poco. Anche se offrissi ai miei clienti un amaro a fine pasto, ottimo digestivo. Sia che fosse prodotto da me oppure ben più efficace, ma a pagamento, prodotto da altri.
Sembra stupido, ma la mia pizza non dovrebbe essere indigesta, altrimenti pare naturale che i clienti non tornino o mi mandino affanculolandia.
L’analogia vale, pari pari, per Windows, ma per motivi che francamente non mi spiego fino in fondo se non nelle conclusioni. Ebbene, dopo decenni di pessimi sistemi operativi, dal D.O.S. al fenester 95 fino a Svista e ora findus7, ecco che finalmente pare che l’antivirus di casa Micro$oft sia pronto.
Sono arrivato a credere che l’utonto windows sia un po’ come l’elettore di berlusconi. Riconosce che il prodotto fa un po’ cagare e gli causa un sacco di problemi di cagotto a lungo andare, ma tanto oramai c’è abituato e quindi è contento così. E allora ci mettiamo le pezze con gli antivirus, tonnellate di copie di sicurezza e un povero PC ridotto a un tostapane. Windows continua a essere usato in maniera massiccia sostanzialmente perché non c’è una valida alternativa che possa far prendere in considerazione di passare a qualcosa d’altro. Nonostante i costi e le scarse prestazioni. Proprio come per la politica italiana l’alternativa al capo dei pagliacci è minima. Una Idv a due velocità, ricca di nomi importanti a livello nazionale e magari alleata con Forza Italia grazie a Messina in quel della Calabria. Piena di capi bastoni ex DC e riciclati dalla vecchia politica in ambito locale. Lo stesso Tonino che dice che la DC non era poi tanto male (conato di vomito da parte mia). E uno come fa a sostenere Tonino davanti ai Berluscones? Non può. Come non può sostenere l’accrocchio pidino, piccolo partito dalle grandi poltrone che non sa proprio far opposizione. Lascia le sedie vuote quando anche i pidiellini sono ancora in vacanza e non li mette sotto alla camera. Ipocriti castisti affetti da poltronite molesta.
Ed ecco perché windows ha spopolato. Per una questione di marketing e di immagine. Esattamente come mr B(ean) spopola in itaglia. Per la pigrizia dell’elettore che non si informa e non impara niente di nuovo se non quello che la scatola luminosa, affetta dal peggior virus che informatico abbia mia visto ovvero Internet ExPloder, passa ogni sera davanti alla cena precotta.
Ignoranti e babbei

coppia di pagliacci
Si scopre che il duo dei ministri più vituperati di questo governo ha partorito il classico topolino.
Senza entrare nel merito e in quella visione da indegestione di cazzuola andata a male che potrebbe essere l’accopiamento fra quei due pseudo esseri umani, o presunti tali.
Eccoli che producono l’idea geniale. 150 € li offrono loro come governo (notizia anche sul FATTO del 26/9 a pagina 17), cioè noi come contribuenti, per dotare alla lunga tutti gli studenti di un bellissimo mini pc, ovvero un netbook. Solo che 150 € non bastano per l’acquisto: ci vuole qualcuno che sovvenzioni il resto, dicono loro.
Proprio allo scopo di introdurre e promuovere l’utilizzo delle nuove tecnologie a scuola con l’obiettivo di innovare e migliorare la didattica attraverso corsi di formazione rivolti ai docenti, Gelmini e Brunetta hanno siglato questa mattina un Protocollo di intesa con la Microsoft.
Ora armiamoci di calcolatrice e insegnamo un po’ di aritmetica all’avocatessa di Leno abilitata a Reggio di Calabria e all’esimio professor Brunetta che ha rinunciato ai suoi sogni di Nobel per rincorrere i governi Craxi prima e berlusconi poi.
Venerdì ho fatto tappa al mediaworld. C’era esposto un ACER A150W a 229 €. Dai 150 promessi dalla coppia di ministri ne mancano 80. O forse mi sbaglio? Be’, se anziché cercare sponsor si cominciasse a scegliere il modello 150L con linux e openoffice a bordo quanto risparmieremmo? Da www.videoweb.it si scopre che una licenza OEM di windows XP home ci vogliono 80 €. Diciamo che all’Acer preinstallata mamma Micro$oft ne chieda solo 40. A cui togliere anche antivirus e versione trial, di prova, di office.
230-40=190 €. Cazzarola, ne mancano ancora 40! Di certo ci si può togliere il guadagno del mediaworld che credo sia intorno ai 10€ per quel prezzo. Siamo ancora a 180. E ora la magia. 180€ sono 150€ più 30 di IVA. Ma se il pc me lo dà lo stato l’IVA se la può anche abbuonare e quindi siamo arrivati. Per non parlare del fatto che facendo un’ordine all’ACER di 10 mila e passa pezzi forse qualche altro soldino si può risparmiare. Ah, le pagliacciate brunetta-gelminiane e la loro sagacia aritmetica non smetteranno mai di stupirmi!!
PS: Forza, Pirati tedeschi!!! Piratenpartei dentro il bundestag! Capitan Harlock for president!
Per i dubbiosi
Per i meno scettici, coloro che credono che berlusconi sia un santo e sia così diverso dai cattocomunisti. Egli è l’erede, sprituale e non, di B. Craxi (sperando che faccia la stessa fine). E se certo non crederete a me, come non credere all’ex braccio destro di bettino, ovvero quel gonfio e unto di De Michelis? Pensavate davvero che si fosse ritirato a vita privata?
L’ex ministro socialista: Berlusconi mi aveva scippato la mia vecchia corrente del Psi
Bene. Caso unico l’Italia ha i post comunisti al centro sinistra e gli ex socialisti (AN= ex msi=movimento SOCIALE italiano. FI= psi di B. Craxi) al centro destra. Con buona pace della libertà, del liberismo e della democrazia rappresentativa.
Quarantamila euro lordi l’anno: praticamente volontariato – sorride De Michelis,
Questo è uno scandalo. Dopo che i governi socialisti hanno fatto esplodere il debito pubblico, a questo pezzente ex tangentaro gli si danno 40 mila euri lordi l’anno: quanto due insegnanti precari. Che forse, ma solo forse, lavorano sul serio anzichè fare consulenze.
Lasciarci travolgere per la seconda volta, come nel ’92, sarebbe imperdonabile.
Che peccato… visti poi i risultati!
ma andiamo avanti:
Anche adesso voi socialisti non siete messi male. «In effetti. Agli Esteri c’è Frattini, cresciuto alla corte del nostro ‘grand-commis’ Nino Freni e portato da Martelli. Poi c’è la Boniver, che capisce la politica estera. A Palazzo Chigi c’è Bonaiuti, un amico: lui era proprio demichelisiano. Capo dei deputati è Cicchitto, che ha una finissima cultura marxista; certo più di Bersani, che qualunque cosa dica dà sempre l’impressione di averla appresa dal bignamino. Alla Cgil c’è Epifani, che nel Psi è sempre stato alla mia destra, prima demartiniano poi craxiano. All’Economia c’è Tremonti, cresciuto con Reviglio e Formica. Fu Sacconi a farmelo conoscere, nell’85: mi parlò della ‘lex mercatorum’, e io che ho studiato chimica rimasi impressionato. Ma i miei figli sono appunto Sacconi e Brunetta».
Manco la P2 era arrivata a tanto…
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