cantuccini morbidi
il forno del mio paese fa dei biscotti buonissimi, cioccolato e mandorle, tipo cantuccini, ma morbidi che piacciono tantissimo sia alla mamma che al tt. allora grazie alla ricetta di un’amica della mamma, ho provato a realizzarli e il risultato è stato divino. ve li propongo!
500 g di farina 00
300 g di mandorle
200 g di cioccolato fondente
400 g di zucchero (o metà miele e zucchero)
vanillina
4 uova
rompere le uova, aggiungere lo zucchero e lavorare velocemente. aggiungere la frutta secca e il cioccolato a scagliette, quindi la farina e fare la palla. ottenere quindi due filoncini da adagiare sulla leccarda del forno. cuocere in forno già caldo a circa 180° per una 30 di minuti. lasciar intiepidire e quindi tagliare i filoncini a biscottini obliqui.
enjoy!
biscotti morbidi da latte
tt non è affatto esigente in fatto di pappa, si accontenta di tutto quello che gli preparo, purchè sia roba poco verde. ma la colazione….questo è il suo tallone d’achille, o meglio il suo “baffo vibrante”. a ciascuno il suo!
ebbene, la colazione del tt è una tazzona enorme di caffelatte, due o tre biscotti valtellina e due biscotti chocolate chips. ma non un chocolate chips qualunque: deve essere quel chocolate chips e solo quello. gli altri “sanno di sabbia, sono troppo cioccolatosi, poco cioccolatosi”….evvia di seguito.
avevo della panna fresca, il brick da 200 g, in scadenza che non mi andava di perdere. l’ho mescolata a 500 g di farina 00, un uovo, 180 g di zucchero, una bustina di lievito per dolci e cioccolato fondente a scaglie. ho lavorato l’impasto molto velocemente, giusto il tempo di formare la palla, come per la pasta frolla e l’ho messo in frigo. dopo circa 30 minuti ho preso l’impasto e l’ho steso su un foglio di carta forno. cotto in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti, aspettato che si raffreddasse e tagliato a cubotti. conservati in un contenitore a chiusura ermetica si mantengono anche oltre una settimana.
incredibile ma vero: a tt sono piaciuti per la colazione! a me anche per la merenda
e adesso..gramolino!
dopo innumerevoli tentativi siamo riusciti nell’impresa magistrale di produrre un gramolino fatto in casa non del tutto disgustoso. per chi non fosse informato sull’argomento….dicesi gramolino una sorta di brioche abbastanza grossa di circa 100 g per nulla burrosa e dalla morbida texture che si scioglie in bocca. io mi sono imbattuta nel gramolino una mattina di qualche anno fa, quando sergio ne portò uno a scuola per la merenda di metà mattina e me ne offrì un pezzetto. era bellissimo, dorato…troppo appetitoso! non potevo rifiutare, fosse solo per provare di cosa si trattasse, golosa come sono dei lievitati dolci!! mi disse che il gramolino è tipico di queste zone, del lecchese e del comasco, e da allora ne ho provato diversi tipi, di diversi panifici (essì..perchè il gramo si fa in panificio, si compra come un panino! non lo trovate mica al bar! no no!) e il tarlo mi rodeva: come posso provare a farne uno da me? riuscirò a scovare una ricetta per il gramolino homemade!?!?! e alla fine…ieri sera…sarà stata la depressione incalzante ho deciso di mettermi ai fornelli e provare questa ricettina che mi girava da qualche giorno per le mani. a dire il vero non è altro che la ricetta del panbrioche che faccio di solito, ma con dosi variate. l’impasto era ottimo, per nulla appiccicoso, si lavorava con grande facilità. il problema era soltanto….la forma! come dargli quella bellissima e stranissima forma tipica del gramolino?? un consulto familiare ha portato a due possibili alternative, il cui risultato, ahimè, per entrambe è stato lontano dalla realtà. ma i miei gramolini sono belli lo stesso, particolari e soprattutto veramente buoni. la suocera ha avuto l’onore di provare il primo appena sfornato e ahimè…si è lamentata del fatto che non ci fosse nulla dentro! insaziabile! io e il tt invece eravamo estasiati! e abbiamo bissato stamattina a colazione con gramolino abbondantemente farcito di ottima crema nutella homemade. il commento del tt è stato “goovey” via gmail! sono soddisfatta!!
per chi volesse cimentarsi e dare consigli e accorgimenti, ecco la ricettina:
400 g di farina (al 50% manitoba)
150 g di latte
mezzo cubetto di lievito di birra
50 g di zucchero (80 g se lo preferite più dolce)
1 uovo intero
50 g di burro a temperatura ambiente
un cucchiaino di sale fino
io uso la macchina del pane per fare gli impasti. metto tutti gli ingredienti nel cestello secondo le istruzioni della macchina, cioè prima i liquidi e poi i solidi. quando l’impasto ha raggiunto l’incordatura aggiungo il burro poco per volta, a pezzettini e quindi lascio lievitare per tutto il tempo indicato dal programma. al termine lavoro l’impasto lievitato brevemente sul piano di lavoro e lo lascio a riposo per altri 30 minuti circa. con questo impasto si possono fare briochine a treccia o col tuppo, gramolini, cornetti o anche un bel panbrioche da tagliare a fette per la colazione. con queste dosi si ottengono 6 gramolini belli grossi.
prima di infornare spennellare con latte appena tiepido (con o senza uovo sbattuto).
per la cottura, io mi regolo così:
briochine, gramolini e cornetti a forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti
panbrioche a 180° per 30 minuti. coprire con un foglio di carta alluminio dopo i primi 10 minuti.
enjoy!
dolcetti al cocco
250 g di biscotti
50 g farina di cocco, più quella necessaria per la copertura
100 g burro
3 cucchiai di cacao amaro
un bicchierino di amaretto di saronno
acqua q.b.
sbriciolare finemente i biscotti, aggiungere 50 g di farina di cocco, il cacao, il burro fuso, l’amaretto di saronno e acqua quanto basta per ottenere un impasto tale da essere lavorato con le mani. quindi prelevare una noce di composto, lavorarlo e dargli la forma di una pallina. rotolare il dolcino nella farina di cocco e riporre nell’apposito pirottino di carta. lasciare in frigo fino al momento di gustare.
zeppole
…e alla fine invece della caprese ho fatto le zeppole di san giuseppe!
un dolce della tradizione napoletana, da fare sia fritto che al forno. io preferisco la preparazione al forno, anche se è più complicata. stiamo parlando di un enorme disco di pasta bignè con una decorazione di crema pasticciera e amarene sciroppate (quelle che avevo preparato ad agosto!!). la ricetta:
torta caprese
sabato è il compleanno del tt e io non posso non preparare una torta! anzi, la torta! secondo me l’unica torta che si presenta da sola, senza bisogno di aggiungere creme e pasticci, elegante e profumata. me ne vorrà sicuramente andrea che ha litigato da vecchia data con il cioccolato, ma questa è la mia torta preferita quindi la regalo volentieri al tt nel suo 33 anno. ecco la ricetta:
200 g di burro a temperatura ambiente
150 g di zucchero
250 g di mandorle non pelate
250 g di cioccolato fondente
4 uova
50 g di farina 00
una bustina di vanillina in polvere
lavorate il burro con lo zucchero e la vanillina fino ad ottenere una crema omogenea, quindi aggiungere le uova al composto, ma un solo tuorlo alla volta. tritare le mandorle finemente e intanto far sciogliere il cioccolato (io uso tranquillamente il microonde). aggiungere le mandorle al cioccolato e quindi il tutto al composto di zucchero uova e burro. aggiungere la farina e mescolare. montare a neve fermissima gli albumi e incorporarli delicatamente al composto con una spatola di legno. cuocere in forno caldo a 180° per 40 minuti. servire fredda cosparsa di zucchero a velo.
enjoy it
dolcetti morbidi al cioccolato
sono una vera goduria! qualcosa di spettacolare e allo stesso tempo una delizia per il palato!
gli ingredienti per due sono:
50 grammi di cioccolato fondente
un cucchiaio di farina
1 uovo
un cucchiaio di zucchero
una bustina di vanillina
far fondere il cioccolato e tenere da parte, in modo che si raffreddi un pochino. a parte, con le fruste elettriche, montare lo zucchero e la vanillina con l’uovo in un bel composto spumoso e quando il cioccolato si sarà raffreddato, aggiungetelo alla crema e continuate a montare. intanto versate anche la farina, poco per volta in modo da non formare grumi. imburrate gli stampini e spolverizzate con un pizzico di farina. versate il composto fino a raggiungere massimo i tre quarti dello stampo e riporre in frigo per tre ore. cuocere in forno già caldo a 180° per 8-10 minuti al massimo. il risultato deve essere una sorta di muffin al cioccolato ma all’interno il cioccolato deve rimanere liquido. volendo si possono preparare con largo anticipo e riporre in freezer: in questo caso la cottura andrà dai 15 ai 17 minuti, sempre forno caldo a 180°.
enjoy it!
biscotti all’amarena
la prima volta che ne provai uno fu una mattina in via dei tribunali a napoli, vicino la pizzeria del presidente, quella che piace tanto al tt. era esposto insieme ad altri suoi baldi fratelli e a varie leccornie della colazione napoletana al colesterolo, quella per intenderci fatta di graffe fritte con crema e amarene, oppure semplicemente rotolate nello zucchero semolato, di brioche cariche di nutella o prussiane di sfoglia scioglievolissima! ahhh, mi mancano le curiosità culinarie napoletane, si vede eh??
cmq.. tornando al biscotto all’amarena: ero uscita con le amiche, voglia di festeggiare gli esami finiti, famuccia e altre valide argomentazioni ci portavano pian pianino verso questo baretto nascosto. io, per evitare il carico calorico a prima mattina optai per questo affare rigonfio di bellissimo ripieno al cacao e fu subito amore! da allora è stato un continuo cercarne di migliori, ma devo dire che ovunque si vada a napoli il biscotto all’amarena è ottimo. eccovi la mia ricetta, molto personale:
impastare una pasta frolla veloce con un pizzichino di lievito per dolci in modo da renderla bella friabile. per le dosi direi 250 g di farina, 125 di burro e 100 di zucchero, più il lievito. lavorare velocemente la pasta e metterla in frigo.
per il ripieno, sbriciolare circa 15 savoiardi, aggiungere tre cucchiai di cacao amaro e circa 100 g di marmellata di amarene. mescolare per bene il tutto e riprendere la pasta dal frigo. stenderla in un bel rettangolo regolare e posizionare il ripieno al centro. chiudere a fagotto questa specie di grosso strudel e cuocere. quando si sarà raffreddato, con tagliare tanti biscottoni di circa 2 cm di larghezza, sploverizzare con zucchero a velo e gustare! gnam!
amarene sciroppate
questa categoria prende il nome dalla prima ricetta che pubblico (nella mia neonata carriera di blogger
), quella appunto delle ottime amarene sciroppate, sperimentata quest’anno in quel di bisaccia, mentre eravamo ospiti dai miei, io e la mia brillante metà, tt.
il cugino di mio babbo aveva appena raccolto una quantità enorme di amarene e aveva ben pensato di farmene trovare un po’, vista la mia fama di “marmellatista” incallita già dai tempi in cui andavo col nonno nel suo vigneto adorabile a raccogliere quintali di prugne da trasformare nella migliore tradizione casalinga in splendide gelatine.
allora..dicevo..le amarene sciroppate. trovate queste bellissime amarene nel frigo della mia mamma, ho pensato di coinvolgere anche il tt nella estenuante operazione dello snocciolamento, ma nonostante il suo aiuto non si è riusciti a oltrepassare il kilo di prodotto pulito :-/ ahimè era davvero troppo estenuante! per non parlare dell’attrezzo utilizzato! una trappola!
cmq, alla fine ho optato per un po’ di amarene sciroppate da custodire gelosamente per decorare le mie zeppole di cui vado fiera, e un po’ di marmellata, il più delle volte utilizzata allo stesso scopo, o per affondare dolcemente il cucchiaino nei pomeriggi estivi: la marmellata di amarene sa essere molto appagante d’estate, se tenuta ben fresca in frigo!
la ricetta!! recuperata dopo un po’ di traffichi online e riadattata secondo i miei gusti.
eccola:
snocciolare un kilo amarene e condire con 500g. di zucchero e il succo di un limone. lasciar macerare per un’ora. poi mettere a cuocere, portare a bollore e spegnere. lasciare in infusione per almeno 12 ore, poi riportare il liquido (solo quello) a bollore e lasciar cuocere per una quindicina di minuti a fuoco vivace. aggiungere le amarene e due cucchiai di alcol, lasciar ribollire per cinque minuti e invasare (sempre con le precauzioni dei vasetti sterilizzati etc. etc…). per i ghiottoni, prima di chiudere i vasetti aggiungere un cucchiaino di liquore sherry.
dagli appunti di viaggio culinario nelle terre dell’irpinia di oriente
-
Archivi
- Novembre 2009 (7)
- Ottobre 2009 (12)
- Settembre 2009 (12)
- Agosto 2009 (5)
- Luglio 2009 (2)
- Giugno 2009 (14)
- Maggio 2009 (15)
- Aprile 2009 (13)
- Marzo 2009 (18)
- Febbraio 2009 (20)
- Gennaio 2009 (15)
- Dicembre 2008 (24)
-
Categorie
- amarene sciroppate
- berlusconate
- buffo!
- cimice cinica
- Comunicati stampa
- disproporzioni
- E io pago!
- economia
- filosofia
- foto
- gnu-linux
- idioms at work
- io non dimentico
- Lingua italiana cercasi
- malattia mentale
- matematica
- muro del pianto
- papà
- politica
- rassegna stampa
- recensioni
- Senza Categoria
- speranza
- tarlo del dubbio
- turpiloquio
- U.C.A.S.
- vita in condominio
-
RSS
Ingressi RSS
Commenti RSS

