No B. Day. E poi?
La roboante manifestazione nata in rete contro il caro capo dei pagliacci mi dà modo di riflettere su come il mezzo informatico stia cambiando il modo di fare e intendere la politica.
Di certo permette a moltissime persone di incontrarsi e di essere meno passivi nei confronti dell’informazione rispetto ai media tradizionali (detti appunto mass-media, ovvero media per la massa “a bocca aperta” che tutto ingurgita e poco critica quello che ha assunto).
Prendendo però lo spunto da un articolo sul fatto di oggi mi chiedo: e una volta che abbiamo detto che il Capo dei Pagliacci ci ha rotto, cosa abbiamo ottenuto? Se per assurdo domani dovesse schiattare d’infarto mentre s’inchiappetta la noemi o la patrizia di turno, cosa succederebbe?
La realtà dei fatti è che non è solo berlusconi ad essere il problema. Egli è solo il più evidente e marchiano. E’ la politica (o meglio il sistema politico) in generale ad essere del tutto inadeguata e lontana dal popolo. Se fossimo davvero sagaci cominceremmo a pianificare il dopo berlusconi chiedendo in generale un qualcosa di nuovo, pulito e veramente rappresentativo. Non i soliti partiti strutturati alla vecchia maniera e pieni dei vecchi rottami da decenni nella politica italiana.
Bisognerebbe cominciare con un bello sconto rottamazione per i politici: il partito che rottama Andreotti, De mita o gente che è in giro da più di 15 anni, o più di 40 in certi casi, ottiene un seggio omaggio per un under 40, incensurato e al primo impegno in politica. Questa sarebbe davvero democrazia.
Si parla di mr Bean, ma non vogliamo parlare anche di Formigoni che sarà riconfermato per altri 5 anni alla Lombardia (per il quarto mandato consecutivo)? Io sono lombardo, e cosa sta facendo il pd per contrastare lo strapotere di cl e fovmigoni al pivellone? Nulla, come l’idv e i post/ex comunisti. Sanno già di perdere e non ci proveranno nemmeno. Grazie bersani. Se ti levassi dalle palle tu, la torre, d’alema (presto in esilio in europa dove cacciò prodi nel 1998), la binetti, rutelli e tutti gli altri saremmo un bel passo avanti.
Qualcosa si muove in rete. Dal partito dei pirati al movimento di Beppe Grillo. Ma il movimento a 5 stelle soffre proprio il suo leader: ho letto le sue idee sull’istruzione e sono a dir poco raccapriccianti. Roba degna della gelmina. Idee di chi ha poco vissuto e poco pensato il sistema scuola. Grillo dovrebbe a breve mettere un link per inviargli le proprie osservazioni in merito, ma nulla appare. Perché non proporre un bel nome nuovo alla Lombardia? Un bel pagliaccio, di quelli veri però, come Dario Fo? O qualche illustre sconosciuto, magari. Gente pulita perché mai stata in politica, con una squadra di assessori che non abbiano nessun favore da rendere a chicchessia.
Certo, sempre meglio dei politici di professione, chiaramente. I politici di professione, detto in breve, sono dei pagliacci. Dei pagliacci che non hanno mai lavorato in vita loro. Lì solo per mantenere i loro privilegi e ricambiare i favori che hanno avuto per arrivare all’agognata poltroncina. Il politico che fa il rappresentante del popolo per più di 10 anni viola l’articolo 1 della Carta Costituzionale: non lavora affatto e svilisce chi veramente lavora! Li dovremmo mandare a raccogliere i pomodori, a spargere il letame e stendere l’asfalto. A pulire le latrine e il culo ai pensionati negli ospizi. Il cancro della democrazia, nostra come in tutto l’occidente, è il politico di professione. Ma non ditelo in giro. Si rischia la rivoluzione…
Va bene protestare contro Berlusconi, ma davvero siamo pronti al nuovo penta partito (rutelli, casini, letta, fini, d’alema, de mita, andreotti, mastella…) che verrà dopo?
L’unica vera manifestazione che si fa in democrazia è votare: votare contro questo sistema di politici professionisti, corrotti e mafiosi. Certamente il primo passo è quello di creare un’alternativa a questi signori, alternativa che oggi sostanzialmente manca (di pietro e soci non sono ancora abbastanza credibili, inoltre di pietro ha superato i 10 anni di politica con poltrona. Torni a lavorare anche lui dando il buon esempio).
Certo la rete comincia a far paura. Per ogni manifestante si possono contare 4 voti. Per ogni adesione via facebook almeno due. Qualcosa si sta muovendo. Stiamo a vedere e prepariamoci a qualche veloce cambiamento.
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“Democracy is a device that insures we shall be governed no better than we deserve.” [G.B. Shaw]
Almeno per il momento ho l’enorme fortuna di starmene alla finestra sghignazzando come un folle di fronte al circo della politica italiana, pero’ non posso non ricordarti le nostre discussioni sull’argomento… Mr Bean e’ li’ perche’ la gente lo vuole li’, perche’ e’ come il 99.99% degli italiani vorrebbe essere: pieno di soldi (della mafia), spiritoso (su questo concordo, la storia degli orologi al convegno dei capi di stato mi distrugge dal ridere ogni volta che ci penso), tombeur de femmes (soprattutto pagate, ma visto che ce ne sono qualche centinaio di migliaia in Italia, suppongo che il giro d’affari non sia cosi’ ridotto…)
L’anti-Berlusconismo e’ secondo me una sorta di moda, fa molto trendy, in realta’ vorrebbero cambiare tutto perche’ nulla cambi. Fa niente se le FS fanno il secondo sciopero per motivi pretestuosi nel giro di due settimane, che diritto ha uno che “lavora” in Posta di protestare?? Come puo’ sperare in un inasprimento dei controlli fiscali il commerciante sotto casa che non fa lo scontrino (e, a parte supermercati, prodotti con garanzia, e “situazioni a rischio” (ovvero quando il negozio e’ pieno e hanno paura che ci siano “infiltrati”), non riesco a ricordare il nome di un negozio che li faccia….)?? Come puo’ la gente chiedere di migliorare la scuola pubblica se poi e’ in prima fila per crocifiggere il Boldrini solo perche’ il proprio adorato e geniale figlio ha preso 1 nell’ultimo tema per aver consegnato in bianco? Potrei continuare per ore…….
Quoto. Eppure quella percentuale del 99.99 % forse si può rivedere al ribasso. Il berlusconismo è alla frutta perché la gente è al caffé. E’ l’intero sistema democratico che fa acqua da tutte le parti. Vedremo se ne sapremo cavare qualcosa di buono. Le statistiche sono sfavorevoli, certo, ma la legge dei grandi numeri invece è dalla nostra. Murphi permettendo!