H1?
N1!
Nelle due seconde che ho visto oggi c’erano molti assenti. Circa il 40% dei ragazzi. Nell’ultima mi è caduto l’occhio sul fatto che gli stessi 7 assenti mancassero da lunedì, uno addirittura da sabato. Sarà influenza suina? La Gelmini sarà stata avvisata? O il buon medico di famiglia avrà evitato un’indagine più esauriente?
Fatto sta che la cosa dovrebbe destare qualche sospetto, ma il precario di turno s’è scocciato di fare le veci del ministro e aspetta, fin quasi speranzoso, che l’epidemia scoppi. Scoppi e si porti appresso tutta la miopia mal curata dagli occhiali della gelmina e di chi l’ha voluta alla pubblica distruzione. Di colei che parla sempre di meritocrazia, come se bastasse solo invocarla per crearla da nulla. Da colei che sarà ricordata per aver sparso H1N1 per l’italico stivale e per aver mandato in merda quel po’ di buono che restava della scuola pubblica e della ricerca scientifica italiana.
Salute a tutti!!
Bel Bigul
Fan de meno.
Per i non bilingue. Bravo fesso, datti da fare di meno.
Il Tremonti che non t’aspetti oggi si è finalemente accorto che la legge Maroni battezzata Biagi è una stronzata. Ma di quelle grosse. E non per il substrato socio economico familiare ecc ecc italiano. Il precariato, hai voglia chiamarlo lavoro flessibile, è un problema serissimo per l’economia di qualsiasi paese e del mondo globalizzato in generale. Il precario non accede quasi mai a un mutuo. Non ha certezze e quindi ritarda matrimonio e progenie. Non spende e non spande. Per non parlare dei risvolti psicologici. Delle mummie, delle cariatidi che siedono nei sedicenti governi di sinistra (o centro e poco sinistra) dando dei bambaccioni agli ultra trentenni che stanno ancora in casa con i genitori. Certo. Fra costoro c’è qualcuno che ci marcia e si diverte. Ma per molti altri è una mera necessità per arrivare alla fine del mese.
Il precario è un paria sociale che si adatta a fare qualsiasi lavoro per pochi euri. E’ lo schiavo del ventunesimo secolo. Spende poco, per ovvie ragioni, e quindi consuma anche di meno, in culo al capitalismo e al consumismo.
Il Tremorti che non ti aspetti pensa già al dopo Berlusconi? Ha deciso di mettersi anche lui il soprabito da statista? Mentre il suo padrone (che fra breve cambierà la sigla pm da pubblico magistrato a pagliaccio mafioso) concorrerà al nobel per la pace, tremorti e prugnetta si candideranno a quello per l’economia.
Un incubo dettato dall’indigestione di pizzoccheri o polenta taragna?
Ci vuole tanto a far cadere il governo Berlusconi? No. Basterebbe che il PD si alleasse con la lega per la regione lombardia. Farebbe in un sol colpo due cose buone. Farebbe cadere berlusconi e formigoni (perché si dica quel che si vuole, ma è probabilmente meglio un pagliacchio leghista spalleggiato per uno o due anni dal PD che formigoni, e l’idea di dare quindi la spallata al Pagliaccio Mafiofo da Arcore non ha chiaramente prezzo, altro che master card). Ma è fantapolitica. I pagliacci che non fanno proprio ridere democratici non ci arrivano. Troppo intenti ai loro privilegi e ad evitare che l’elettorato si sveglia.
In ultimo un applauso peto lungo all’idv che, leggendo ripassando la propria carta dei valori, si riscopre cattocomunista e dà contro all’ora di insegnamento di religione islamica. Poteva essere sagace controbattere che forse chi vuole imparare una religione dovrebbe andare in una chiesa, in una moschea, in una sinagoga. Non farla insegnare a spese dei contribuenti. Altro enorme limite dell’idv che per statuto non è un partito laico.
E addio alla tolleranza, al rispetto del diverso. Non posso non citare le parole di Bertrand Russell in proposito:
Solo uno scetticismo diffuso potrà lacerare i veli che ci nascondono questa verità. Raggiunto questo, potremo cominciare a costruire una nuova morale non basata su l’invidia e le restrizioni, ma sul desiderio di una vita completa e la consapevolezza che curando la pazzia dell’invidia gli altri esseri umani sono un aiuto e non un intralcio.
senso materno
Cosa definisce in grado di civiltà di un popolo? Quale è la chiave per tutte le porte? Cosa fa si che un signore italiano si ritenga superiore dal punto di vista civico (e spesso non solo!) a una donna iraniana che indossa il burqa? Domande forse senza risposta, è vero, ma che nascono spontanee quando, in una fredda mattina del 16 ottobre 2009, sul treno gioiello della compagnia ferroviaria monopolistica del regno d’Italia del ras Berlusqa, una donna sulla quarantina accompagnata da infante di pochi mesi si sente in diritto di spogliarsi del golfino, aprire la camicetta rosa in tinta spettacolare con l’abbigliamento della cucciola e scoprire il modernissimo reggiseno a coppa sbottonabile per offrire il capezzolo alla bimba impaziente. Fino a quando le sue dirimpettaie di viaggio erano una donna sulla sessantina con figlia appena adolescente la cosa forse non destava sospetto…ma l’imbarazzo dei due distinti signori inglesi saliti a firenze nell’assistere alla scena raccontava un po’ di cose e faceva riflettere. Il mio senso materno, è abbastanza risaputo fra parenti ed amici intimi, non è dei più spiccati; diciamo che eccello per altre virtù, ma non per questa mia mancanza mi interrogo sul perchè un tale comportamento sia più civile di altri. Immaginate la situazione ‘au contraire’: cosa succederebbe a questa signora in una ipotetica vacanza in Iran nell’atto di dar da mangiare all’affamata bimba scoprendo il seno in pubblico? Questo non per avallare la solita ipocrita presa di posizione di chi dice a bocca piena “chi arriva si deve adeguare agli usi e ai costumi del paese che gentilmente lo accoglie”. Leggendo sul Fatto quotidiano di giovedì scorso la risposta di Furio Colombo a chi chiedeva se davvero il burqa non fosse ‘pericoloso’, ho dato forma a tanti pensieri che da tempo mi frullavano nella testa. La convivenza si fa insieme, non esiste la risposta unilaterale da padre-padrone: sei a casa mia e qui comando io. La società civile si costruisce insieme, rispettandosi l’un l’altro e trovando insieme terreni comuni su cui lavorare. Chi arriva deve avere il diritto ad integrarsi, non solo il dovere: c’è una sottile differenza, come tra il dire e il fare! Siamo anche noi che dovremmo creare le basi per favorire l’integrazione, e solo allora avremmo il diritto a lamentarci di chi arriva. E invece, come accogliamo questa gente? Se tutto va bene nei cpt (a proposito, giusto ieri mattina mente il tt mi accompagnava in stazione, mi è caduto l’occhio sulla frase che sporcava un muro “fuoco ai cpt”, giusto perchè noi siamo civili!!). C’è stato un tempo in cui agli italiani era vietato entrare nei bar a Stoccarda o Ginevra. Ma succedeva anche a Milano, fino a non molto tempo fa. Nessuno stupore se oggi la Lega riesce a partorire aborti largamente condivisi. Chi è senza peccato scagli la prima pietra dicevano i cattolici, oggi neanche loro più!!
Io non ci tengo
Dopo le ultime esternazioni della Binetti non posso non ricordare quanto poco mi piaccia questo pd e soprattutto coloro che l’hanno voluto e continuano ad affossarlo. Domenica 25 avrò 2€ da investire e armato di tessera elettorale, non lasciatela a casa mi raccomando!, e documento di identità cercate il vostro seggio e andate a votare. Marino ovviamente. L’outsider che dovrebbe far capire al pagliaccio Bersani, fantoccio nelle mani di D’alema, e all’ex Dc Pagliaccio Franceschini, ex fantoccio nelle mani di d’alema, che di questi pagliacci ne abbiamo piene le scarpe. Ecco perché io andrò a votare per Marino.
Il costo di una sberla al PD
Legge Al Fano/2
Facendomi traviare dalle parole di Napolitano prima e, cosa ben più grave, Alfano poi, sono arrivato a dire che la Consulta forse aveva preso un po’ per il culo Pagliaccioni con la storia del lodo. In effetti la sentenza 24/2004 con cui il lodo schifezza veniva cassato non l’ho mai letta e l’editoriale di Travaglio di ieri sul Fatto mi ha dato da pensare.
Scettico come sempre sono andato a curiosare nella sentenza passata. Questa sentenza è lunga, articolata e tecnica. Non mi ci provo proprio a leggerla! Gli articoli della Costituzione violati sono una moltitudine. Direi che è una sentenza imbarazzante per il firmatario della legge e mr Schifani avvocato che l’ha proposta. Eppure già nelle prime righe c’è riferimento all’art. 138 Cost. Riferimento ripetuto in altri due punti. Quindi quello che dice Alfano sono chiacchiere inutili e stupide, cosa che non meraviglia. Come non meraviglia il fatto che sia stata dichiarata incostituzionale. Se mai meraviglia che ben 6 giudici (il 40%) siano stati a favore di questa legge e che lo stesso Napolitano avesse firmato, al solito, dicendo che il nuovo lodo recepiva tutti i rilievi della sentenza 24/2004. Sarà l’helzeimer? Oppure glil’ha fatta sporca?
La morale è che:
1) Io sono un fesso perché ho riportato delle stupide dichiarazioni dei pidiellini senza informarmi prima e chiedo venia
2) i pidiellini sono i soliti ignoranti che o lo sono o lo fanno finta di esserlo a seconda dei casi
3) Napolitano o ha preso per il culo Alfano e Pagliaccioni o davvero comincia a risentire pesantemente dell’età.
Ecco un estratto della sentenza del 2004:
(…) Non si può discutere della legittimità costituzionale dell’art. 1 della legge n. 140 come se l’illegittimità di questa norma dipendesse esclusivamente dal fatto che essa è contenuta in una legge ordinaria, anziché in una disposizione approvata ex art. 138 Cost.: la sottoponibilità al sindacato permarrebbe comunque, poiché le immunità valgono soltanto nei limiti delle previsioni costituzionali, e qualsiasi legge ordinaria che ne ampliasse l’ambito sarebbe incostituzionale. (…)
Considerato in diritto
1.― Il Tribunale di Milano solleva questione di legittimità costituzionale del (…).
Secondo il giudice remittente la norma censurata, nello stabilire per i processi suindicati la sospensione automatica, generalizzata e senza prefissione di un termine finale, viola l’art. 3 Cost., anzitutto con riguardo all’art. 112 Cost., che sancisce il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale; in secondo luogo con riferimento agli artt. 68, 90 e 96 Cost., in quanto attribuisce alle persone che ricoprono una delle menzionate alte cariche dello Stato una prerogativa non prevista dalle citate disposizioni della Costituzione, che verrebbero quindi ad essere illegittimamente modificate con legge ordinaria, in violazione anche dell’art. 138 Cost., disposizione questa che il remittente non indica nel dispositivo dell’ordinanza, ma cita in motivazione ed alla quale fa implicito ma chiaro riferimento in tutto l’iter argomentativo del provvedimento; infine viola gli artt. 24, 111 e 117 Cost., perché non consente l’esercizio del diritto di difesa da parte dell’imputato e delle parti civili, in contrasto anche con la Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Costituzione vs Berlusconi: 9 a 6
La legge Alfano è stata dichiarata incostituzionale a maggioranza. Una maggioranza di soli 2 voti su 15, per una legge che anche a un profano appare non costituzionale. E se anche il profano avesse dei dubbi, basterebbe un’occhiata alle motivazioni portate dai difensori della legge per convincersi che l’intuizione era corretta. Da Ghedini agli altri pagliacci che si sono presentati davanti alla Corte non c’è stato nessun rilievo Costituzionale, ma solo delle trovate di pragmatica dicendo che questa legge è un male necessario. Dare tranquillità a chi governa a prescindere. Perché o si governa o ci si difende. Era chiaro anche a un ignorante che le filippiche pro Lodo erano fuori tema: si doveva discutere della costituzionalità del Lodo e non del fatto che fosse utile a qualcuno oppure no. Non era in tema nemmeno il fatto se fosse o no voluto dal popolo. Si doveva discutere solo se fosse costituzionale. In effetti il risultato di 9 a 6 è molto brutto. Indica che anche i berluscones oramai sono scesi armi e bagagli nella corte costituzionale, al 40%. Fra poco avrà la maggioranza anche di quella e allora come farà l’italia a dargli contro? Questo dovrebbe far riflettere i sedicenti pagliacci del PD e i poveracci che li votano.
Certo le motivazioni di Ghedini mi appaiono particolarmente interessanti. Dare serenità a chi governa. Se sono innocente, che paura ho del processo? Inoltre, sempre che io sia innocente, che problemi ho nel preparare la difesa? Ho un sacco di soldi e degli ottimi avvocati, quindi è mio interesse andare in tribunale e dimostrare che si tratta solo di una macchinazione dei giudici comunisti, che è a tutti gli effetti una persecuzione. Se invece non sono del tutto innocente allora è diverso, perché ci vuole un sacco di tempo perché mi si prepari ad arte per evitare contraddizioni, per tirare in lungo nella speranza della prescrizione, per trovare cavilli scappatoie e finanche cambiare la legge, se necessario.
Fate voi. Se io fossi nella posizione del Capo dei Pagliacci e con il mio bell’armadio senza scheletri andrei subito a processo e smerderei una volta per tutte i miei detrattori. Lui non lo può fare, e l’evidenza della conclusione è lasciata al povero lettore.
Man rovesci Continua a leggere…
quel treno per venezia
il treno diretto lecco-venezia è una chimera domenicale, durante i feriali si limita ai percorsi regionali senza sconfinare nel brillante veneto. forse per paura di sfigurare nei confronti dei cugini del nord-est che i pendolari li fanno viaggiare in treni lucidi e, sembrerebbe, puliti. il nostro era il classico treno merci della famiglia dei regionali sfigatissimi, di quelli che non prendevo dall’incubo sidis in quel di bergamo. poltrone sfondate, dove il tessuto è diventato nero per via delle scarpe sporche e bagnate che il menefreghista di turno pone a riposare sul bordo. l’aria quasi respirabile, con zaffate a tratti di strana provenienza. si viaggia lenti, e senza grandi pretese, viste le condizioni precarie del mezzo (“riusciremo a tornare a casa stasera?” questo il dubbio atroce che ci siamo scambiati a pochi minuti dalla partenza). poi, la gita in treno offre sempre uno spettacolo impagabile quanto a studio sociologico della varia umanità: dal gruppo di quattro con neurone in condivisione, alla coppia straniera di chiara origine slava e dalla mascella “volitiva”. volitiva non perchè ricordasse il riker dei tempi migliori in star trek, ma per la irrefrenabile capacità di movimento ruminante, dal chewing gum quadrato modello pasticca da farmacia alla mela gialla mangiata con la buccia condita dei velenosi pesticidi da biancaneve, alle freselline all’olio “che se non ti lecchi le dita godi solo a metà”, tutto senza sosta, imperterriti! più inquietante il gruppo dei magnifici quattro, dove spiccava per rumore la bionda affetta da ridolite continua, estenuante per tutti tranne che per il fidanzato, una fotocopia atroce del povero sfigato “fallito” che abitava nell’appartamento al primo piano del nostro condominio a lecco. gli altri due erano sposati, come “giustificava” la fede pallida al dito. probabilmente si lasceranno fra qualche anno, data la distanza che lei aveva messo fra sè e il bacio di lui. tristezza…soprattutto perchè lui ne sembrava del tutto ignaro, troppo preso a parlare dell’ultimo viaggio in giappone, durante il quale lei probabilmente rimasta sola a casa si sarà chiesta come mai stesse così bene, e si sarà data anche una risposta nella migliore tradizione marzulliana.
and last but not least, come direbbero gli inglesi, l’amico gay quarantenne di lady d. e elton john, quello che elargiva pillole di saggezza omosessuale e piccole lezioni di english idioms alla coppia simil gemelle kessler di lecco sedute di fianco, due vecchiotte che pirandello definirebbe grottesche dal capello biondo e labbra rosse scarlatto. peccato però che le due attempate non si fossero rese conto dell’inclinazione sessuale del loro imperituro interlocutore finchè lo stesso non ha menzionato un presunto “fidanzato” con cui faceva coppia qualche anno addietro. le due devono aver capito solo allora, come ha sottolineato il momento di imbarazzante silenzio in cui è crollato l’allegro terzetto. ma ben più grave, le gemelle non devono essersi neanche rese conto della vagonata di bugie che il tipo aveva messo su a loro esclusivo appannaggio, credo, dalla gita con la regina madre e carlo, alle confidenza dell’amica diana nei momenti di sconforto, tutto rafforzato da date impeccabili sputate a sentenziare legittimità. peccato che poi, giusto in quel frangente, mentre ci apprestavamo ad arrivare a venezia santa lucia, passassero per radio la sua canzone preferita, come lui si apprestava a sottolineare urlando (già perchè l’allegro bugiardo parlava con le gemelline ma nel frattempo aveva l’auricolare per ascoltare la musica), “kendol in the waind, kendol in the waind”, ovvero la sua versione personale di “candle in the wind”…ma tanto le kessler non avranno capito nulla lo stesso!
118 morti. 42 mesi di galera (forse)
L’8 ottobre 2001 sono morte 118 persone in un incedente del tutto idiota nell’aeroporto di Linate. Ben poca cosa, se cinicamente così si può dire, rispetto ai morti dell’11 settembre. Ma mi sento in dovere di qualche precisazione. Quello fu un attacco terroristico, questo uno dei tanti casi di mala italianità. Come si rileva dalla ricostruzione su it.wikipedia.org ci sono state una concatenazione di cause che hanno portato alla morte di 118 persone. Probabilmente anche l’assenza di una sola di esse avrebbe scongiurato la strage (perché questa è una strage, mica come quella di Garlasco che con tutto il rispetto per la povera Chiara è però solo un omicidio).
A prescindere dagli errori del pilota del Cessna, ci sono però degli evidenti problemi imputabili allo scalo milanese: dalla mancanza del radar di terra (ma tutto sommato trascurabile dato che nel milanese la nebbia è un fenomeno più unico che raro, vero?), ai caratteri sulle rampe d’accesso fuori norma e non più ripetuti sull’asfalto, ai soccorsi poco tempestivi.
In un caso del genere, secondo quello che il mio bizzarro buon senso mi suggerisce, chi dovrebbe rispondere della perfetta efficienza dell’aeroporto? Chi lo dirige ovvero ne è il dirigente e intasca lo stipendio da dirigente? Chi nonostante l’assenza del radar di terra e la presenza della nebbia ha reputato il rischio calcolato di continuare con le normali operazioni, piuttosto che chiudere baracca e burattini? Chi non ha previsto in assenza di un radar di terra e nel caso di nebbia un piano alternativo (da delle fotocellule dal costo irrisorio ad altri e più sofisticati sistemi come qualche addetto sulla pista a fare da osservatore) per evitare queste cose?
Interrogativi italioti. Chi ha risposto e pagato per la strage, colposa sì ma anche causata da negligenza, di 118 persone?
Ce lo dice wikipedia:
In primo grado 3 dirigenti sono andati assolti e le pene sono state per un totale di 44 anni e 4 mesi. Due dirigenti addirittura sono stati condannati a 8 anni.
Ecco le prime reazioni , che trovo in parte ridicole. Le pene commutate sono in media di 4 mesi e mezzo per ogni deceduto. 4 mesi e mezzo per aver ammazzato un essere umano per aver fatto male il proprio lavoro. C’è un motivo se il falso in bilancio è stato depenalizzato, no?
Poi arriva l’appello, il secondo grado. Le pene totali scendono a 28 anni e 6 mesi. Due degli assolti in primo grado condannati a 3 anni. Uno di quelli a 8 anni assolto e così via. Due sole condanne a più di tre anni, ovvero le uniche a non essere sospese con la condizionale. Poi arrivò anche l’indulto e pare che quindi l’unico che, forse, si sia fatto qualche mese di galera sia Sandro Gualano, ex amministratore delegato Enav (che però ligio al buon costume italiota non ha mai seriamente pensato alle dimissioni fino a sentenza certa). Da questa sentenza emerge che la media di mesi di galera scende a 2,9 per ogni morto. Però! C’è proprio da vantarsi della giustizia italiana.
Ci sarebbe da chiedersi se almeno questi personaggi lavorano ancora o sono magari in politica. Tanto per la curiosità. Io sono fermamente convinto che dovrebbero stare sotto i ponti o a stendere catrame per le strade a vita. Ma io sono fascista e giustizialista, vero?
Poi non dimentichiamoci dell’indulto che sconta tre anni a tutti, anche a questi qua. Il totale delle pene effettive è quindi alla fine della Cassazione di 4 anni e 10 mesi, di cui la condanna inferiore ai tre anni soggetta di libertà condizionata e restano solo i 3 anni e 6 mesi del Gualano, povero sfigato. 42 mesi per 118 morti, ovvero 14,75 giorni per ogni morto, in media.
Cosa abbiamo imparato oggi Mignolo? Che la giustizia in Italia fa cagare. Che causare la morte di un innocente porta a 2 settimane di galera, quando ti va male. Che chi dirige prende i soldi e paga solo in caso di dolo o colpa grave, ovvero mai. E che anche in caso di colpa la poltrona non è a rischio. Chissà cosa ne pensano coloro che hanno gioito nel 2004 oggi? Mi facciano sapere, che io sono curioso.
«È un bell’esempio di come si gestiscono i processi – ha detto Pettinaroli -. Le pene sono state le più alte mai inflitte»
Ah, però! Mi chiedo perché i mandanti delle stragi degli anni di piombo non escono allo scoperto a questo punto!
L’importante è esserne convinti. Io resto schifato lo stesso.
Trova l’errore
Per non assopire il nostro ultimo neurone
L’ultima trovata prima dello scudo fiscale: win for life. Se indovini 10 numeri più il numerone, estratti da una tombola di 20 numeri ti becchi 4.000 € al mese per vent’anni. Giocata di un €, come il superenalotto. Qual’è la probabilità di vincere la rendita?
Immaginiamo dapprincipio di calcolare la probabilità di beccare esattamente i 10 numeri nell’esatta sequenza con cui escono (non è la stessa cosa di beccare i 10 numeri, è molto più difficile, ma più facile da calcolare). Ovvero ho 1 probabilità contro 20 di beccare il primo numero, 1 contro 19 di beccare anche il secondo e così via fino a 1 contro 11 per il decimo. Gli eventi sono indipendenti e le probabilità si moltiplicano fra loro, quindi c’è una probabilità contro 20*19*…*12*11=670.442.572.800=20!/10!, ovvero 670 miliardi e rotti.
Ma se non voglio tenere conto dell’ordine di estrazione la probabilità aumenta, e aumenta di un fattore pari a come posso mischiare i miei 10 numeri vincenti. Con ragionamento analogo a sopra il primo può stare in 10 posizioni, il secondo in 9 e così via ovvero un altro 10!=3.628.800 che aumenta il caso di vittoria.
Quindi la probabilità di beccare la decina vincente è di uno contro 20!/(10!*10!)=184.756. Così vinceremmo 10.000 €, e non la rendita purtroppo, dato che non abbiamo ancora considerato l’effetto del numerone (che alla fine ricorda una zeppa di neurone).
Però abbiamo già qualcosa su cui riflettere: probabilità di centrare la decina è uno contro 184 mila. Cioè ho la certezza di vincere giocando tutte le 184 mila combinazioni, ovvero 184 mila €. Per vincerne 10 mila. I premi accessori pare che coprano circa 58 mila altri euri. Perdita netta di oltre 110 mila €.
Dato per scontato che abbiamo avuto così culo da beccare la decina vincente, quale probabilità ci sarà che il numero sparato a caso dal totalizzatore sia il numerone pescato? Facile, 1 su i 10 rimasti.
Quindi la probabilità di vincere la rendita è uno contro 1.847.560 (la rendita vale 960 mila €, al lordo dell’inflazione però!! Che attualizzati a un tasso dello 0,2% mensile composto sono poco più di 763 mila). Ecco svelato win for life. Il banco vince sempre. Dai calcoli fatti da esimi logici pare che la vincita probabile per ogni € sia di 37 centesimi, ovvero su ogni €, in media, 63 se li pappa lo stato che poi li spartisce con altri simpaticoni.
Ho fatto un errore in tutta questa storia, riuscite a trovarlo e soprattutto a scoprire il perché?
Stronzata del giorno
Caro Presindete della Repubblica, con tutto il rispetto che ho per la Vostra Carica e per la Vostra età non posso, non voglio e non devo passare sopra a questa Vostra dichiarazione:
«Non firmare non significa niente», ha risposto Giorgio Napolitano a un cittadino che gli ha chiesto di non apporre la sua firma alla legge («Lo faccia per le persone oneste»), spiegando che la Costituzione prevede che la legge possa essere nuovamente approvata e in quel caso lui sarebbe «obbligato» a firmare.
Noi la Costituzione la conosciamo benissimo. Sappiamo che quel che ci dite è vero. Ma sappiamo che Voi Potete, la prima volta, non firmare una legge. Rinviarla alle camere se questa legge Vi sembra non costituzionale. A Vostro insindacabile giudizio. Lo prevede la Carta Costituzionale. E un privilegio, oltre che un onore, che viene concesso all’unico e vero Presidente della nostra repubbica: esprimere un primo parere in merito. Come mi pare avete già fatto in occsasione del decreto legge salva Eluana che avete rifiutato. Se Volete, se ritenete che Dobbiate farlo, Potete. E’ Vostro diritto, Vostro Dovere e privilegio.
Art. 74.
Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Se secondo Voi c’è motivo per non firmare la legge potete farlo. A Voi decidere, magari senza riccorrere a facezie degne del premier, espressione di una maggioranza parlamentare, anziché di un presidente che garantisce la Costituzione a tutti i Cittadini.
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