smutandati
Dopo dieci anni di onorato servizio, durante i quali ho collezionato 7 giorni di malattia e mi sono fatto due maturità, ecco il nostro precario della scuola italiana in mutande a pregare di avere un lavoro.
Grazie poi al genio del VICE ministro alla pubblica distruzione mary star gelmini (la cui ignoranza e carenza di competenza sulla materia che deve amministrare è pari alla sua bruttezza e carenza di stile nel vestire) ci ritroviamo con gli uffici scolastici provinciali che non ci capiscono più niente. Che già non sono un ricettacolo di geni e di scienziati questi posti… Ora hanno le graduatorie provinciali, le code e gli spezzoni da assegnare.
E se uno che si è messo in coda in tre province diverse non si presenta perché stando a Bari a scelto Lecco, Roma e Siracusa? O peggio ha mandato la delega in tutti e 4 gli USP e si ritrova ora con 4 proposte di lavoro (non ci crede nessuno ma è possibile)? Oppure si presenta e sceglie un posto che in realtà non c’è per errore materiale dell’USP (le 16 ore di informatica a colico: sono della petretti che completa con 2 di matematica. Eppure compaiono nella disponibilità sul sito dell’USP di Lecco. La prima in graduatorie è della valtellina, se le sceglie e poi non ci sono chi rispnde del danno a questa poveraccia e/o a quelli in coda?)?
Per non parlare del casino in generale. Della meritocrazia a parola ma di fatto al solito assente. Le graduatorie sono per mera anzianità. Una LIFO: l’ultimo arrivato è il primo a essere tagliato. In sei mesi fai 12 punti in graduatoria, quando la differenza fra l’abilitazione con un calcio nel culo e il massimo sono solo 6.
Per non parlare dell’evidente stronzata che è dire che l’insegnamento migliorerà e poi si aumentano gli alunni per classe, oltre a non reintegrare nemmeno il personale andato in pesione.
Nelle due scuole dove ho lavorato l’anno scorso si sono pensionati non meno di 10 insegnanti. Nella provincia di Lecco ne sono stati immessi in ruole 3 più 2 sul sostegno. La gente è stata abilitata facendole pagare 2500 € e facendo corsi molto discutibili per poi andare a riempire una graduatoria da cui non saranno mai chiamati. Due anni fa c’erano 8 spezzoni vacanti di matematica a lecco, l’anno scorso 4 e quest’anno 3. Per matematica e fisica le cose non sono andate meglio, ma misteriosamente i documenti riguardanti questi dati non sono più disponibili sul sito dell’USP. Misteri della burocrazia italiana. Misteri delle SISS che ogni anno sfornavano sempre lo stesso numero di abilitati (con le graduatorie che sono arrivate ai numeri mostruosi di oggi). Non contenti, anche l’ultimo ciclo di SISS, che non doveva essere abilitante ma lo è stato, terminato nel 2009. E nessuno di questi pagliacci che paga. Solo noi, poveri fessi disorganizzati, che pur di lavorare leccheremmo il culo a berlusconi o d’alema, anche se ci affamano e ci tengo per decenni come precari. Poi si chiedono perché la gente non mette su famiglia, non fa figli e non compra casa. Certo i vecchiacci che fanno le leggi queste cose non li sfiorano nemmeno. Certo. Tanto sarà l’esame di dialetto a fare la differenza fra il buon insegnante e quello mediocre. Sarà la conoscenza del bergamasco o del bresciano (che notoriamente sono lingue da lupi, visto gli ululati).
Ma così è. Siamo in mutande e ci resteremo. Se almeno fossi una bella gnocca potrei provare a scoparmi berlusconi. Una botta per un posto annuale, due per il ruolo e con tre magari si ottiene un posto da parlamentare. Con un’abbonamento da 10 avrei diritto a comparire nel testamento? Ma questa è diffamazione a mezzo blog! Mi potrebbe chiedere milioni di migliardi di euri di danni per aver espresso la mia opinione! Mentre nessuno gli può chiedere i danni, a lui e a quelli prima di lui, se stanno mandando questo povero paese in merda.
Chissà… Magari potrei trovare su e-bay una vecchia escort e portargliela in dono ad Arcore. O potrei emulare il mio nonno paterno e tornare a fare il boscaiolo. Sì, questa è un’idea proprio allettante…
Precari e tecnica della scuola.
Gratis
Gratuito. Detto di bene o servizio fruito liberamente senza necessità di pegno di denaro o scambio con altro bene e/o servizio equivalente.
Sinonimo: regalia.
Nella società di oggi bisogna riflettere bene su questa parola: GRATIS. Essa esercita un fascino morboso sulla maggior parte delle persone. Una cosa gratis la si prende anche se ci è inutile. Spesso anche se ci è disutile o dannosa, senza rendercene immediatamente conto. Tanto non ci costa niente. Almeno in apparenza.
Gratis viene usato per l’aria che respiriamo. Per la TV generalista che, apparentemente, non ci costa nulla. Per i servizi di posta elettronica e web che non paghiamo se non come canone per l’accesso alla rete. Per il software che usiamo illegalmente sui nostri computer senza licenza (quando questa è richiesta). Per inviare tutti gli sms, dopo il primo e magari solo fino al centesimo, che vogliamo.
La realtà dei fatti è che questa parola non esiste. Serve solo a nascondere, subdolamente, uno scambio fra le parti. Scambio che per qualche motivo non vuole essere esplicito, altrimenti perderebbe la più parte della sua forza. Perché spesso non lo faremmo se ne fossimo consci.
L’esempio più classico è quello dei media: radio, tv, informazione via intenet e “free press” (free dal fatto che il giornale non viene pagato direttamente dal lettore).
Com’è possibile che questi mezzi di comunicazione di massa si autosostengano senza che il cliente apparentemente sborsi un soldo? E’ evidente che i soldi devono arrivare in un altro modo, seguendo altre vie. E’ noto che la fonte principale di sostentamento di questi media sia la pubblicità, e in qualche caso lo stato. Ovvero aziende che pagano i distributori di questi media per comperare parte dello spazio che hanno così da reclamizzare prodotti o servizi.
La pubblicità è l’anima del commercio. Continua a leggere…
L’arte della guerra
Sun Tzu (Sunzi per gli amici) aveva le idee molto chiare in proposito: il bene più prezioso quando si scende in guerra, e in campo, è l’informazione. Questo concetto è stato ripreso poi più volte nel corso della storia. Da Giulio Cesare che spediva i sui dispacci cifrati con il famoso cifrario Cesare, ai più moderni tedeschi con Enigma e i servizi di intelligence. Oggi l’RSA e la cifratura semisimmetrica la fanno da padroni.
Possiamo poi citare i romanzi di Orwell (1984) e Huxley (il mondo nuovo) come campioni di questo modo di pensare.
L’ignoranza è forza. Motto di certo vero. Chi non conosce è convinto delle proprie idee e non conosce il tarlo del dubbio. Ma una persona ignorante in genere, mi si passi l’ossimoro, sa di esserlo. Proprio per questo non si mette a discutere con chi ne sa più di lui. Alla meglio affronterà il discorso con il proverbiale cervello fino o, in caso di noia, del forcone.
C’è però una categoria molto peggiore dell’ignorante in toto: quella dell’ignorante convinto di non esserlo. Illuso di sapere le cose affronta con arroganza e testardaggine il discorso. Armato del suo falso senso di essere informato pretende di aver ragione a tutti i costi. Cita luoghi comuni, nega l’evidenza e il riuscire a imporgli la nostra logica ferrea è più un’impresa da “medico dei pazzi”; un po’ come indovinare la sestina del superenalotto (che non esce e tremonti si frega le mani contando il contenuto della cassa per lo stato).
cantuccini morbidi
il forno del mio paese fa dei biscotti buonissimi, cioccolato e mandorle, tipo cantuccini, ma morbidi che piacciono tantissimo sia alla mamma che al tt. allora grazie alla ricetta di un’amica della mamma, ho provato a realizzarli e il risultato è stato divino. ve li propongo!
500 g di farina 00
300 g di mandorle
200 g di cioccolato fondente
400 g di zucchero (o metà miele e zucchero)
vanillina
4 uova
rompere le uova, aggiungere lo zucchero e lavorare velocemente. aggiungere la frutta secca e il cioccolato a scagliette, quindi la farina e fare la palla. ottenere quindi due filoncini da adagiare sulla leccarda del forno. cuocere in forno già caldo a circa 180° per una 30 di minuti. lasciar intiepidire e quindi tagliare i filoncini a biscottini obliqui.
enjoy!
sui fondi fas….questi sconosciuti!
il polverone sollevato in questi ultimi giorni a livello di diatriba intestina nel pdl (i soliti mal di pancia dovuti all’avere messo insieme nordisti e sudisti, nel migliore remake hollywoodiano di antichi pregiudizi yankees) ha portato alla ribalta la questione dei cosiddetti fondi fas! e che saranno mai? avendo un passato da agente di sviluppo (lavoravo presso un centro di ricerche che utilizzava fondi ue a favore delle regioni dell’obiettivo 1, del mezzogiorno per intenderci) avevo di primo acchitto pensato che fossero fondi europei ai quali la banda bassotti attingeva per placare le acque del mare mosso di sicilia. invece scopro che fas sta per “fondo aree sottoutilizzate”, ovvero una certa quota di soldini che lo stato, attraverso le finanziarie e la conferenza stato-regioni destina alle aree con problemi di sottosviluppo. all’origine, per il settennio 2007-2013 erano stati stanziati qualcosa come 64 miliardi, e destinati a diversi beneficiari, come si evince da questo link. il problemino è che negli anni, i fondi si sono assottigliati, non perchè le regioni ne abbiano attinto ma perchè lo “stato”, che non li aveva ancora sbloccati, ha eroso poco alla volta una quota del fondo, ora per coprire i mancati introiti dell’ICI, ora per fare piccoli doni alle giunte di destra da roma a catania. se vi interessa date uno sguardo a questo link. vi lascio col solito malcontento….
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