Ufficio complicazioni affari semplici
Mi trovo in carenza di un cavo VGA. Una persona normale andrebbe a coprarlo. Ci sono andato anche io e mi hanno rifilato una prolunga VGA che ho riportato al mittente.
Be’, allora come si può fare per usare il vecchio computer fisso?
Via ssh… Era un’idea, ma l’ssh non era installato. Montava una vecchia kubuntu 7.10 amd64. E va bene, prendiamo in prestito il cavo VGA della tv e facciamo questa installazione dell’ubuntu 8.04, poi installerò il server ssh.
Fatto tutto, ecco che mi viene il colpo di genio. Lasciando perdere il fatto di far puntare il portatile al server per permettere alla vecchia lum di scaricare gli aggiornamenti, solo per non portare lum di là e collegarla direttamente al router. Ecco, proviamo questa desktop remoto che la ubuntu ci mette a disposizione direttamente in preferenze. Funziona una bellezza, a parte il carico di rete esagerato, ovviamente, è l’effetto alta gravità sul mouse. L’unico neo è il fatto di avere il server integrato e non il client, ma si ovvia rapidamente.
Ecco quindi il vero ingegnere all’opera. Per non spendere 15€ di cavo VGA ai simpaticoni del mediaworld monta insieme un accrocchio degno di Wile E. Coyote.
That’s the point!!
Voto alle europee
Leggendo questo articolo di repubblica.it ci sono molti punti che mi trovano d’accordo. L’ho analizzato tenendo conto che chi scrive ha una spiccata simpatia per il pd, e d’alema in particolare, vi invito a evidenziare i punti chiave.
Chi si astiene fa il gioco dei pagliacci della politica italiana. Di tutti i colori essi siano. Avendo a disposizione poi la preferenza potremo dare un modesto contributo in più nel dissociarci dal circo che ci propinano tutti i giorni.
pagliacciat€
Repubblica in questi giorni, unico esempio di giornale italiota, sta mettendo addosso al nostro caro presidente del consiglio del viagra una certa pressione. Giustamente ha anche pensato di mettere al corrente dei propri lettori dell’immagine che hanno all’estero, ovvero senza cerone e senza trapianto, del nostro beneamato capo dei pagliacci. Qui offro un po’ di link che possono essere utili anche per rinverdire il nostro inglese, anche per i miei ragazzuoli prossimi alla prova di maturità.
Mi piace meno invece che repubblica, come già fatto recentemente, stia mettendo sugli scudi massimino d’alema, ovvero il figlio segreto di andreotti. Il nostro post ed ex comunista ha avuto un ruolo di primo piano nello svendere il paese al capo dei pagliacci. E’ come mangiafuoco in pinocchio, ma la sua parte è, ed è stata, tutt’altro che marginale. Ora repubblica gli tira la campagna elettorale agratis, scordandosi della questione morale e degli ex comunisti che dalle assicurazioni volevano passare alle banche.
Il poveraccio di turno potrebbe anche pensare al fatto che la stampa fedele al Cdp abbia scoperto che l’ex fidanzato di noemi avesse precedenti penali. E quindi cerchi di screditarne la parola.
Vedete come siamo al ridicolo? Non è buffo. Nemmeno bizzarro. E’ semplicemente grottesco. Proprio da chi sostiene il Partito circondariale dei ladri, da chi ha rubato soldi pubblici a manna, ha corrotto giudici, finanzieri, avvocati. Aveva fondi off-shore. Ha comprato ville da ragazzine rappresentate da previti per pochi soldi. Ha avuto stallieri mafiosi. Ha avuto rapporti strettissimi con quei santi laici di bettino craxi, morto poveretto contumace e inseguito da mandati d’arresto internazionali, e licio gelli.
Ora si scopre che domenico cozzolino è stato condannato a soli 2 anni e mezzo. Ci arrivate? Be’, sono pochi per dargli un posto da ministro, ma magari un seggio nel prossimo consiglio regionale campano non glielo leva nessuno. E certo cre che Cdp puntasse a lui per le elezioni europee. Di veline ne ha già molte. Ora ha bisogno di qualcuno che non si tiri indietro per fare un po’ di lavoro sporco.
E certo sarebbe meglio avere un rapinatore di banche in parlamento che tutti questi rapinatori di soldi pubblici…
towel day

don't panic
Oggi è il non anniversario della morte di Douglas Adams. Ci manca da 8 anni. Ma il suo ricordo e le sue idee vivono in noi.
Buona giornata dell’asciugamano a tutti!!
Carta canta, pagliaccio spocchioso
Pagliaccio Spocchioso, il cento duesimo puffo, aka on. min. prof. renato Sbrunetta, adora cianciare. Come il suo padrone adora tuonare quante cose fa, come riesce a sistemare le inefficienze, quanto è bravo e intelligente in sostanza.
Con il cedolino di questo mese, dopo 9 travagliati mesi di gestazione, sono finalmente arrivate le decurtazioni per i giorni di malattia.
Studiamo il seguente cedolino per scoprire: Codice 800/203 differenza a debito per l’anno 2008 pari a 15,36€; Codice 800/103 come sopra ma per il corrente anno, la ritenuta è stata di7,68€.
Spulciando la seconda pagina ecco che appaiono spiegate le trattenute: sono stati fatti 8 giorni di assenza per malattia nel 2008 e 4 nel 2009. Lasciando perdere il fatto che le voci siano intercalate, così da doverle leggere con una certa attenzione, con un complicato calcolo aritmetico si scopre che la trattenuta è stata pari a 1,92€ per ogni giorno di malattia. Certo mi aspettavo meno, per quello che mi era parso di capire. Ma su uno stipendio di, diciamo, 1050€ al mese cioè circa 35€ al giorno, si scopre che la trattenuta è pari al 5,5% del salario giornaliero. in un meso sarebbero 60 € su 1000. In un giorno sono 2€. Con quello che uno risparmia di benzina e tempo li ammortizza di sicuro questi due Euri del cazzo. Ditelo in giro. Ditelo che brunetta è un pagliaccio. Ditelo in giro che per decurtare, quindi recuperare, 2 Euro del cazzo ne spende più di 50 di visita fiscale (perché le visite fiscale sono a carico dell’ente pubblico, quindi le paghiamo noi).
E’ un pagliaccio del cazzo. Uno che userebbe una bomba atomica per rompere una noce. La noce si rompe di sicuro, ma gli effetti collaterali forse sono indesiderabili. Diciamo pure che la soluzione è stata peggio del male. Se non avesse fatto niente avremmo buttato meno soldi. Fatelo sapere. Questi sono i pagliacci del fare. Che fanno però con i nostri soldi e li buttano in continuazione!
Elio docet
Passano i secoli, passano i millenni,
passano gli uomini che si alternano ai governi.
Passa la palla che il gioco a bello in tanti,
ma quello che non passa a l’arroganza dei potenti;
non conoscono pudore, non conoscono vergogna,
per questo il loro verbo a solo squallida menzogna.
partito dei pirati
In Svezia, paese notoriamente molto più avanti dell’itaglia, hanno un grande rispetto per la legalità. Hanno trascinato in tribunale dei pirati informatici e con la benedizione delle major gli hanno fatto una multa che non finisce più. Per contro i pirati hanno fatto la cosa più ragionevole: hanno fondato un partito. Partito che conta il maggior numero di tesserati giovani in svezia. Sarebbe questo il mio modello di partito. Anziché avere un pazzo rincoglionito alla presidenza del consiglio circondato da altri lacchè, vorrei una sorta di capitan harlock. Con un pirata alla presidenza di certo si risolverebbero da soli un sacco di problemi. Non ultimo quello di poter discutere con gli amici somali da pari. Ecco qualche buona informazione a riguardo, per non dimenticare wikipedia e il sito ufficiale itagliano.
Nel frattempo i vecchi e fatiscenti partiti, e le loro espressioni, cadono a pezzi. Non solo da noi, ma anche in quella che è la civile gran bretagna (benché covo di avvocati senza scrupoli pronti a vendersi al primo italiano calvo di passaggio). I britannici sono stufi dei politici. Essi, forse in misura un po’ minore, soffrono delle stesse brutte abitudini dei nostri. Sono peggio di una casta e sono poco efficienti. Ma in quel paese davvero liberale dove i contributi pubblici ai partiti contano molto meno di quelli privati, basta semplicemente cominciare a non fare più donazioni ai partiti per prenderli per la gola. L’italia, che ha i comuni dedipietrizzati (bella questa citazione di socrate. Peccato che il filosofo abbia preso la cicuta piuttosto che andare in esilio. Come si vede l’ignoranza del centro destra ex psi è sconcertante), è la nazione europea più socialista che si conosca. In culo al libero mercato e alla libera concorrenza, lo stato mette lo zampino, e i nostri quattrini, ovunque. Spesso con risultati non del tutto soddisfacenti. Socialisti travestiti da liberali. Nemmeno Stalin era riuscito in tanto.
I partiti e i politici campano con i nostri soldi. Campano! Fanno una vita da nababbi! E noi, anziché aspettarli davanti a montecitorio e tirar loro addosso monetine e ciottoli di porfido stiamo qui a rimpiangere i bei giorni in cui gli Italiani si davano spontaneamente appuntamento davanti all’hotel Raphael per ricoprire quel santo, quel martire, quel personaggio integerrimo che fu bettino craxi. E questi pagliacci non conoscono crisi, non conoscono pudore ne, quindi, vergogna. Non giene frega un cazzo di noi e continuano a tirare la corda.
Qui lo scandalo è codificato, è a norma di legge, è tanto palese da non destare, appunto, scandalo.
Ma forse ha visto bene beppe grillo. I tempi stanno cambiando. Quando anche i sindacalisti, in realtà come più volte dimostrato con i fatti nè più nè meno che politici travestiti da amici del popolo, vengono tirati giù dal palco dalla loro stessa base è un segno inequivocabile che i tempi stanno cambiando. Gli operai, quelli che davvero producono, non si spellano più le mani davanti ai discorsi ipocriti di costoro. O meglio. Se le spellerebbero volentieri, ma a furia di paccheri (sberle a mano aperta) sulle facce dei beneamati pagliacci al potere (PAPponi).
Una volta i leghisti dicevano “Roma ladrona”. Da quando a roma ci sono anche loro hanno imparato a banchettare con i porci pagliacci. Prima dicevano di tirare fuori i moschetti e fare la secessione. Ora le persone cominciano ad armarsi di sampietrini: prima e fondamentale arma del popolo che comincia a risvegliarsi.
no al pozzo
Prendendo spunto da qui per poi fare un salto a questo interessante blog . In questo momento di crisi energetica, di ricerca dei siti dove edificare le future centrali nucleari. Magari nel campo da golf di arcore. Oppure nel mausoleo di macherio. Sarà una necessità per prevenire malfunzionamenti dell’impianto criogenico. Ne potremmo costruire una sul fondo del Lario. O in cima al Pizzo dei Tre Signori.
La brianza è già fin troppo martoriata. Abbiamo davvero bisogno di quei 4 barili sotto il Curone? E quando anch’essi saranno finiti cosa ci rimarrà?
Sarebbe certo meglio a questo punto mettere tante belle pale eoliche. Dalla cresta della Grigna, al Resegone. Creerebbero più lavoro e molto, ma molto, meno inquinamento. E se dipingessimo le pale di verde si confonderebbero con il paesaggio e farebbero felici i pagliacci della lega. Finanche l’ex ministro castelli ha deciso di schierarsi contro ’sta porcata.
Potremmo migliorare l’efficenza dei trasporti pubblici. Pensare a restrizioni al traffico pesante nelle ore di punta (altro che vietarlo solo nei weekend. E’ il fare coda tutte le sante mattine a 30 km/h dietro un tir che produce il grosso dell’inquinamento oltre che del fegato ingrossato). Potremmo una volta per tutte dissipare i dubbi, o le opportunità, sulla fusione fredda. Con un’equipe di 12 ricercatori (fra ingegneri, matematici e fisici) e non più di 5 milioni di € potrei nel giro di due anni dare risposte certe… Ma di questo ho già parlato.
Il petrolio viene dalle viscere della terra. E’ un liquido scuro e fetente. Se madre terra ha deciso di tenerlo nascosto il più possibile un perché ci deve essere.
Non contenti, in Francia hanno deciso di approvare un decreto anti pirateria. Questo è il problema. Gli introiti che le majors perdono per il peer to peer. Perché loro i soldi non li devono mai perdere. Anche i pagliacci francesi, che di internet non capiscono un tubo, credono che sia così facile mettere un tappo a internet. Ma fanno i conti senza coloro che internet l’hanno costruita e traformata in quello che è oggi. I veri Hackers li fregheranno ancora. Come l’obfuscation protocol di amule, arriverà il peer to peer con porte dinamiche e crittografia semisimmetrica. I pagliacci potranno solo misurare il consumo di banda, ma cosa poi venga trasferito gli sarà del tutto ignoto.
Fra le poche note positive il fatto che, in assenza di un’opposizione credibile, qualcuno a repubblica si ricorda di fare il giornalista.
Teniamo tanti problemi in questa disgraziata nazione. Il petrolio e le centrali nucleari sembrano veramente importanti. Come i vecchi che insidiano le minorenni. Come i terremoti che non si possono prevedere. Come la scuola pubblica sempre più allo sfascio e la mafia sempre più presente a tutti i livelli.
Come entrare in un civilissimo pronto soccorso del nord italia con un codice giallo alle 11.30 per poi essere trasferito alle 15.00 all’obitorio!
Addio Papà!
9 Maggio 2009
In questo giorno Papà ci ha lasciati. Riporto l’epitaffio che Mamma gli ha dedicato e questo ritratto.
Così lo vogliamo ricordare.
Dopo un’intera vita dedicata alla famiglia e al lavoro, Dio ha voluto in cielo l’anima buona di Paolo Binda.
Semplice, preciso ed elegante. Proprio così gli sarebbe piaciuto.
Con affetto, Sguagnin.
leggere
Nel consiglio di classe di ieri si è verificata una scena davvero buffa.
Mentre compilavamo la lista della spesa (ovvero la lista dei libri che i nostri adorati ragazzuoli si devono accattare per l’anno venturo), per verificare di stare dentro il famigerato limite dei 310€, la prof di italiano ha proposto anche l’adozione di un testo per la divina commedia. Alla modica cifra di 25€. Perché le fotocopie poi se le perdono, non le portano, le paga poi la scuola. Giusto prima io avevo annunciato che non avrei messo in lista il libro di informatica. Meglio usare appunti disponibili in rete e totalmente gratuiti. Certo, con il rischio che poi i ragazzuoli non li guardino e non li stampino. Rischio che comunque esiste anche con il libro di testo e i quaderni. A chi non è mai capitata la scusa del tipo “il libro me l’ha mangiato il cane ieri sera!”?
Ne è nato un alterco. La cosa più bizzarra è stata il fatto che l’insegnante di italiano si ostinasse a sostenere che leggere a video non è leggere. A video si può leggere solo un’istruzione o vedere un’immagine. Bizzarro davvero come concetto di lettura. Di certo leggere il cartaceo è più comodo, più naturale e meno stancante. I pc di oggi non permettono ancora di prendere a video le note a margine, di certo una bella seccatura. Però permette di fruire di un documento ipermediale, cosa irrealizzabile per la carta.
Mentre la prof lanciava questi strali ho cominciato a giocare in modo provocatorio con le cose che tenevo nello zaino. La prima cosa ad apparire è stato bertrand, il mio aspirone. Colpetto di gomito al vicepreside seduto alla mia sinistra e commento sarcastico: “con quello che gli costano i libri al terzo anno si possono comprare un aggeggietto come questo”.
” … e poi anche a farli stampare a loro costa una cifra…”
“Certamente, se usi una stampante ink jet anziché una laser!”
“… Poi si dimenticano di portarseli appresso…”
Io comincio a giocare con la mia usb card da 4 GB. Ruota serena attaccata al suo laccetto. Troppo complicato spiegare che i file si possono copiare in un attimo.
Eccoli i nostri prof del futuro. Gente esperta di nuove tecnologie. Gente che sicuramente si sa adattare alla nuova società telematica. Gente che non riesce nemmeno a trovare una versione stampabile della divina commedia in rete, stante il fatto che i diritti d’autore di Dante sono scaduti giusto da qualche secolo.
Vai gelmina. Pensaci tu!!
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