Lider Massimo
Avverto l’ignaro e democratico lettore che il seguente post è molto lungo. Si tratta delle mie personali opinioni in merito a un sessantenne ex comunista che ha rilasciato un’intervista nel giorno del suo sessantesimo genetliaco. Vai pure avanti a leggere, ma armati di scetticismo e spirito critico.
voto sì, voto no
In attesa di decidere cosa fare per elezioni europee possiamo almeno cominciare a documentarci sui candidati, spesso davvero impresentabili, dei nostri cari partiti tradizionali. Per fare un estratto dell’ultimo passa parola di travaglio, ecco un rapido riassunto:
PD
- Luigi Berlinguer – ex ministro emerito della pubblica distruzione che non abbiamo mai dimenticato. Lui diede il la alle riforme, una peggio dell’altra. Non avesse fatto nulla sarebbe stato molto meno peggio. 76 anni suonati, da sempre in politica.
- Cofferati che aveva detto si ritirava a vita privata. Strana coerenza.
- Sergio D’Antoni camaleonte della pppolitica italiana.
- Paolo Costa, carneade della pol.it.
- Patrizia Toia, idem, non colpevole perché il fatto non è più reato.
- Leonardo Domenici, mai più in politica, tuonava.
- Andrea Losco della monnezza napuletana, ex compagno di merende di mastella.
- Montemarano.
Certo, Rita Borsellino sta davvero in ottima compagnia…
IDV
- Antonio Di Pietro, incompatibile perché già deputato
- Marusca Piredda, ex GF 2009 (visto che CAI l’ha cacciata, il berlusca non poteva candidarla).
Benché ci siano ottimi altri nominativi e sembra davvero che alcune scelte siano proprio pregevoli.
Fabrizio Corona, Storace
Lupus in fabulae.
- Lombardo, ottimo sindica di Catania…
UDC
- Sgarbi, cattolico praticante
- Taormina, già sfiduciato UDC
- Ciriaco De Mita, over 80 anni, pezzo da 90 di cui non si sentiva la mancanza. Ex PD (max 3 legislature) trombato 2008 per l’udc eccogli pronta la cadrega.
- Magdi Allam, bacia pile di ottima fattura
- Domenico Zinzi, condannato in primo grado.
- Saverio Romano, amicone di cuffaro
- Ugo Bergamo, calabrese integerrimo
- Pierluigi Mantini, e idv e poi ex margherita ora udc (prossimamente pdl?)
PDL
- MASTELLA
- POMICINO
- Aldo Patricello, esperto anche lui di terremoti
- Capezzone, noto voltagabbana
- Un numero imprecisato di velinonze,letteronze, stagiste ecc ecc dalle indubbie capacità:Barbara Matera, Angela Sozio, Camilla Ferranti, Eleonora Gaggioli.
Aspettiamo di vedere cosa proporrà la lega, ma credo prprio che un luminare come borghezio sarà prprio riconfermato.
fisco d’assalto
Questo governo ha davvero tante pecche. Eppure riesce a superare sé stesso alle volte. Dopo aver introdotto il bonus scuola nella passata legislatura, ovvero un contributo per le famglie che mandavano i propri figli alle scuole private (grazie a quel genio baciapile di formigoni, vergine sì ma per volontà altrui), ecco che scoprono che mandare i figli alle scuole private è da considerarsi un genere di lusso, come avere un’auto fuoriserie, una barca a vela (che ne dirà d’alema? Che l’ha già intestata a un prestanome o a una società offshore).
Il problema è però che in itaglia la maggior parte delle scuola private sono religiose, ovvero cattolica. Ergo sono intoccabili proprio come l’ora di religione (che è stata bocciata finanche a berlino con grande scorno di lady merkel). Certo gli istituti privati non collaboreranno: accampando fantasiose interpretazioni della priviacy diranno che non possono consegnare gli elenchi degli alunni alla finanza. E’ ovviamente tutto fumo negli occhi. Lo svaticano si lamenterà subito e questa norma non prenderà mai il volo, figuriamoci… Eppure non occorre essere un genio dell’informatica per dedurre che se è obbligatorio andare a scuola fino a 18 anni, gli studenti si possono partizionare in due categorie: quella degli iscritti nella scuola pubblica (i cui codici fiscali quindi sono già a disposizione del governo, ovvero del ministero della pubblica distruzione) e chi no. E visto che in sede di dichiarazione fiscale si indicano i codici fiscali dei figli a carico il gioco è fatto.
Uno potrebbe bluffare dicendo che suo figlio ha smesso di studiare. Bene, allora non gli si dà il diploma, dato che la commissione dell’esame di stato (ex maturità) è di nomina del ministero PI anche per le private, e per isciriversi all’esame bisogna pagare il bollettino e indicare il proprio codice fiscale. Quindi se uno non è dentro il sistema informativo come iscritto alle scuole private, niente esame di maturità, dato che diciamoci francamente, i privatisti con meno di 25 anni vengono tutti dalle private.
Diagonali
Due mesi or sono Andrea attirò la mia attenzione sulla proliferazione delle tv, e quindi monitor e schermi di ogni sorta, in sedici noni. Il buon vecchio formato 4 terzi sembra scomparso. Anche per i monitor per pc dove forse una forma più quadrata era più ergonomica. Risoluzioni come il 1024 per 768 o 1280 per 1024 sono oramai belle e dimenticate in favore di altre bislacche che non ho ancora memorizzato.
Detto questo, saranno solo questioni estetiche che hanno portato al pensionamento del formato 4 terzi ? Da ingegnere e scettico, la prima cosa da fare è quella di trovare un numero che sia davvero indicativo; in questo caso non tanto la diagonale ma chiaramente la superficie di visualizzazione utile dello schermo (ovvero il prodotto delle due risoluzioni, in termini di pixel).
Quello che ci si propone di dimostrare è la differenza di area fra uno schermo a 16 noni e uno a 4 terzi che abbiano la diagonale di identica lunghezza.
Il termine 16 noni significa che se il cateto corto fosse lungo 9 cm, allora quello lungo misurerebbe 16 cm. In un caso del genere la diagonale verrebbe radice di 81+256= sqrt(337). Per il 4 terzi il calcolo è semplice, dato che si ha a che fare con una terna pitagorica e la diagonale (ipotenusa) è lunga chiaramente 5 unità di lunghezza.
Proviamo allora a costruire sulla stessa ipotenusa, lunga radice di 337 cm, due triangoli: da una parte uno con i cateti 9 e 16 cm, dall’altra parte un altro che abbia i cateti in proprorzione 4 a 3. Detta 3x la lunghezza del cateto corto, l’ipotenusa sarebbe 5x=sqrt(337) cm. Il che porta a dire che il cateto corto sarà lungo 3*sqrt(337)/5 cm e il cateto lungo = 4*sqrt(337)/5 cm. Il rettangolo costruito su questo trinagolo ha chiaramente area pari a 12*337/25> 161 cm quadrati. Mentre il rettangolo di lati 16 e 9 ha area pari a 144 cm quadrati. Una semplice divisione porta a verificare che un monitor 4 terzi è del 12% più ampio (nel senso della superficie) di uno 16 noni. Invece ci si dice che uno 16 noni è più bello, più figo e così via. Così ci vendono a un prezzo superiore un prodotto che ha il 12% in meno di valore. questa sì che è economia di scala e soddisfazione dell’utente! Come vendere il latte scremato, con il 12% in meno di grassi che fanno molto male, più caro del latte intero. Per poi scoprire che quel 12% di grassi tolti sono stati usati per fare la panna e il burro.
Come si vede, a volte anche la matematica ha il suo perché! Anche quando basta un minimo di aritmetica e di geometria euclidea. Ecco smascherata la truffa del 16 noni!!
PS. Non posso resistere a porgere questo link… ecco chi ci governa. Il pagliaccio delle lupae…
cara gelmina ti riscrivo
In tu ‘u culo alla Siae, al canone e ai diritti d’autore vi invito prima a dare una lettura alla pagina tntvillage a corredo e poi a scaricare il filmato di report di domenica scorsa…
I controlli ministeriali non arrivano a scalfire la dirigenza quando è fiacca o incompetente. E’ difficile che un dirigente scolastico che commette delle irregolarità venga licenziato, i danni all’erario possono essere di 200mila euro all’anno, ma il dirigente viene solo trasferito. Ma allora perché paghiamo lo stipendio a 380 ispettori?
Qualità. Meritocrazia. Belle parole piene di niente.
Disinformati di oggi
Una volta di più il buon Stella ci suggerisce perché non dovremmo votare, alle prossime europee, per gentaglia che ha manifestato tanto sprezzo per quella seggiola. Dalla nipote del duce, al pluriinterecettato maestro di vela m. d’alema. Al momento sto ancora valutando cosa sia meglio fare sia sul fronte referendum che elezioni, dato che una risposta sembra più difficile del solito.
Nella seconda grottesca notizia di oggi verifichiamo come una volta di più i signori della lega nord tendenzialmente tengono segatura per vespasiani nella scatola cranica. Al motto “Tagliamoci la mano destra per far dispetto alla sinistra“, pur di porre limiti agli odiatissimi kebab che oramai hanno corrotto anche tanti, presunti, lombardi, ecco limitare il consumo per strada anche di gelati e pizze.
Con tutti i problemi che teniamo questo davvero meritava tutta l’attenzione di quei decerebrati che siedono al consiglio regionale. Posso capire le multe per chi sporca per terra (e che dire allora delle odiate vecchine che portano i vari Fufi a scagazzare per i marciapiedi?), ma un gelatino per strada facendo due passi è una nostra tradizione. Evidentemente a Bergamo è più importante porre freno ai kebab che lasciare i bergamaschi liberi di mangiarsi un gelato per strada. Ma dimenticavo a Bergamo bassa (de ‘otà!) non c’è un cazzo da vedere…
Chiudiamo con queste geniali parole della stacanovista marystar gelmina. Stacanovista della fossa bioligica, visto le antinomie in cui si dibatte. Cercando di adottare lo stile ufficiale del suo capo (pagliaccio), cerca di auto smentirsi nella stessa frase. Decisamente dà segno di aver imparato molto bene.
“Era stata prevista una manovra di riduzione dell’organico di circa 45 mila docenti, ma le cifre saranno ridimensionate perché ci sono molte richieste di pensionamento quindi la riduzione dovrebbe scendere a poco più di 30 mila . Lo stesso dicasi per il personale non docente: era previsto un taglio di 12 mila persone in organico, ora i tagli effettivi saranno 6 mila. Con i due miliardi risparmiati investiremo nella qualità del sistema scuola”
Io sono scemo e non capisco. L’idea era eliminare 45 mila docenti. Grazie a 30 mila che, vista la mala parata, hanno deciso di levarsi il più in fretta possibile si taglieranno solo 30 mila posti. Quindi dei 30 mila in pensione solo la metà saranno rimpiazzati, quindi 15 mila insegnanti di ruolo in meno in organico. Due miliardi risparmiati, probabilmente destinati all’abruzzo al posto della tassa sui ricchi, oppure per un mega centro commerciale commemorativo nei pressi di macherio.
La famigerata qualità… Resta solo una parola, una chimera, come in tutto il sistema itaglia (I taglia, io taglio ecco le linee guida del paglioccio tremonti). Non si sa quale sia questo piano qualità, quali siano gli obiettivi (fianli e intermedi), come valutarla e come incentivarla. Al solito una parola grondandante propaganda elettorale ma vuota di contenuti. Uno specchietto per le allodole. O per allocchi…
Parole, parole e parole. Buone solo per quei luminari che intervistati davanti a palazzo grazioli riescono a tessere l’apoteosi del capopagliaccio dicendo che è un uomo buono e operoso… Manco lo conoscessero davvero. Manco fossero pagati per farne la clacque. Manco avessero mai letto, anche solo in parte, l’odore dei soldi. Ma in un paese liberale con dei socialisti a fare il popolo delle libertà tutti hanno diritto di dire la propria. Anche quando è una stronzata tanto fetida da far cadere morte a terra le mosche nel raggio di 12 metri.
Testa vinco io
e croce perdono tutti gli altri!
Come si può non inchinarsi davanti a un tale genio della politca italiana. Di fronte a il capopagliaccio più comico, e pericoloso, che una sdemocrazia abbia mai conosciuto. Al capezzale di colui che riesce a dare dei vecchi rincoglioniti ai suoi pari età e a dirlo con il sorriso sulle labbra (con buona pace di lele confalonieri).
“sette schede, tutti sistemi di voto diversi uno dall’altro. Qualcuno che avesse la mia età si sarebbe trovato in difficoltà”
L’election day non si farà per colpa della lega e buona pace del comitato organizzatore. Altrimenti avrebbero fatto saltare il governo (e se fosse successo io personalmente mi sarei buttato a terra a piangere disperato sbattendo pugni e calci al pavimento, ma si sa che io sono un bambinone troppo poco cresciuto). Quindi questo sperpero di denaro è colpa della lega. Anche se comunque le cifre che girano non sono reali, sia ben chiaro. Ma comunque non è il governo ad aver ceduto a questo presupposto ricatto: berlusconi non cede mai, se il caso si fa convincere che è la cosa giusta da fare.
Berlusconi osserva inoltre, mentre è in visita in Abruzzo, che in un momento di crisi globale e mentre deve essere ricostruita un’intera provincia, “queste polemiche sono fuori luogo” e “non si poteva andare ad inseguire, facendo cadere la maggioranza”, il progetto del bipartitismo che, comunque, ricorda, è nel programma politico.
Finalmente un accenno al contenuto dei referendum: lui sa cosa andremo a votare, quanti altri italiani lo sanno?
“dal punto di vista costituzionale c’erano diverse perplessità”
Quelle indicate da calderoli? E quali sarebbero, mi si scusi? O basta che calderoli invochi vizi di incostituzionalità affinché sia così? O per la madonna, basta con tutto questo scetticismo! Chi sono io per criticare? Una funiculare senza currente?
La maggioranza è spaccata ed a questo punto è necessaria una verifica parlamentare
parola del capo gruppo dell’IdV alla camera. Credo che abbia capito poco di berlusconismo, da uno che per statuto e carta fondamentale crede nei valori cattolici (sì sì, non cristiani, ma cattolici! Che svista fenomenale! Ho scoperto che l’IdV è per statuto un partito bachettone e baciapile!)
L’articolo termina con un omaggio a beppe grillo: leggo male io o in effetti hanno scritto Verlusconi? Andate a controllare, non fidatevi del primo bigolo che trovate in rete!
E il rischio crisi di cui ha parlato il premier Verlusconi? E’ “la prima volta che sento una cosa del genere, non l’ha mai detta nessuno – ha replicato Alessandri -, forse Berlusconi vuole, politicamente, interpretare così la vicenda”.
Ah. Piove. Governo ladro.
Inutile spreco di carta
Referendum sì, referendum no
In questi giorni impazza la polemica, tanto per cambiare, fra l’accorpare o meno la tornata referendaria alle elezioni europee ed amministrative. L’argomentazione del risparmio di 400 Milioni di € che si avrebbe accorpando è molto solida e inequivocabile. Capopagliaccio ha fatto finta di tentennare inizialmente per poi dire che in effetti sarebbe meglio fare tutto insieme.
Prima era contrario per le pressioni della lega.
E’ chiaro che chi ha raccolto le firme per i referendum spinga affinché essi siano votati e raggiungano il quorum. Se il quorum si raggiunge, il referendum è valido, altrimenti amici come prima. Ma se il quorum si raggiunge, il comitato promotore ha anche diritto a un rimborso: non ricordo di preciso se un € per ogni firma depositata o un € per ogni voto valido (mi pare la prima però). E’ quindi ovvio che il comitato preme affinché l’affluenza sia alta. Meno chiaro il fatto che non pubblicizzi il contenuto di questi referendum. Ma di questo parlerò poi.
La lega nord ha cominciato un fuoco di sbarramento: non si possono, non si devono! Accorpare elezioni e referendum! L’ultima trovata di quel genio, quel fine oratore, quel premio nobel per la letteratura nonché laureato honoris causae in giurisprudenza per la sua vastissima conoscenza della costituzione italiana è del ministro calderoli. Accorpare le consultazioni è incostituzionale. Non cita quali articoli sarebbero in gioco, ma sentire usare la parola “incostituzionale” da chi ha prodotto la cosiddetta legge porcata elettorale non è solo buffo, è grottesco. Come il faccione di calderoli in preda ai fumi della grappa o del braulio.
Bene. Alla fine di tutte queste chiacchiere, di tutto questo fervore, vi giro la domanda chiave: Ma di che cazzo trattano ’sti referendum? Io, ingenuamente, pensavo che fossero quelli proposti da grillo & co contro la legge elettorale: reintroduzione del voto di preferenza e così via.
Invece, sfognazzando su internet, si arriva sul sito dei promotori del referendum. Persone integerrime che sono convinte che vincerà il sì e a larga maggioranza, tanto da avere come unico chiodo fisso quello del quorum anziché quello di comunicare alla gente il contenuto dei 3 quesiti referendari. Bene, dal sito apprendiamo le seguenti notizie.
Primi due quesiti:
In sintesi: la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento.
Ovvero chi ottiene la maggioranza relativa dei voti validi, qualsiasi partito esso sia, ha diritto alla maggioranza assoluta dei parlamentari. Ecco spiegato perché il pdl è nato, ed ecco spiegato perché il capo pagliaccio non frega niente dei referendum. E’ nella classica situazione “testa vinco io croce perdi tu!”. Se il sì passa e anche la lega lo facesse cadere, alle prossime elezioni avrebbe una maggioranza schiacciante, molto meglio di quella odierna lega dipendente, in parlamento. Pardossalmente potrebbe avere la maggioranza assoluta prendendo 13,6 milioni di voti su un bacino di 47 Milioni di elettori (fonte ministero dell’interno). Se tanto mi dà tanto, 13,6 / 47 = 29 %. Certo, governare con il pugno una nazione prendendo meno del 30% dei voti sarebbe davvero un passo avanti molto democratico per una nazione repubblicana e democratica come l’Itaglia.
Davvero un gran bel referendum. Con tutti i difetti che ha questa legge elettorale, questa trovata mi sembra davvero geniale. Un colpo da maestro. E sarebbe questo quesito costituzionale? Francamente mi sembra una gran merdata, e mi si scusi il termine.
Diverso discorso per il terzo quesito:
abrogazione delle candidature multiple e la cooptazione oligarchica della classe politica
Su questo posso anche essere d’accordo.
Per tornare al discorso iniziale: la lega ha paura, dato che con una legge del genere rischierebbe di non contare più un cazzo. Invece mi lascia perplesso, e molto, questa futura legge elettorale. Mi ripeto. In un caso come quello delle passate politiche, con l’80% di affluenza, diciamo un 75% di voti validi (rispetto all’intero bacino elettorale) e tre grandi coalizioni, a una coalizione basterebbero il 40% dei voti relativi per governare. E il 40% del 75% è esattamente il 30% degli aventi diritto.
Forse sarebbe meglio che questi referendum davvero non raggiungano il quorum.
Avevo consigliato di andare a votare per le europee e rifiutare la scheda delle elezioni in favore di quella per il referendum. Credo proprio che invece bisognerà rifiutare le prime due schede dei referendum e votare per l’idv… Ma c’è ancora tempo per essere scettici!
That’s the point
“I popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero aver paura dei popoli.”
That’s the point!
Questa citazione di Simon tratta da Die Hard III per spiegare per quali motivi la politica italiana, e non solo, di oggi sia così allo sfacelo. L’ultimo rigurgito di amor proprio che i cittadini italiani hanno avuto è successo a Roma, quindici e passa anni fa, di fronte all’hotel Raphael. In preda alla giusta rabbia, allo schifo e a un senso di tradimento diffuso, copersero di monetine e sputi quel santo socialista di sbettino crazzi, il simbolo stesso di tangentopoli.
Ben poco come sommossa popolare. Nell’Europa occidentale moderna non c’è traccia di una seria rivoluzione. Qualche lieve sommossa ma niente di che. Dalla guerra mondiale a oggi nessun politico è stato impiccato o imprigionato severamente. Nessun linciaggio. Il popolo pecorone risulta ampiamente sotto controllo grazie ai mass media (o anche mentecatti’s media). Troppo pochi poi si sentono di mettere in discussione la propria libertà e serenità per buttarsi a capo fitto in un progetto dai grandi ideali. I manganelli e i lacrimogeni della celere oggi sono un ottimo deterrente, uniti al fatto che loro sono intoccabili a norma di legge mentre il cittadino qualunque deve stare attento, altrimenti gli pignorano anche la casa, l’auto e la moglie.
Le rivoluzioni e le sommosse, credo, sono però un retaggio del passato. Di quando c’era gente che non aveva nulla da perdere e molto da guadagnare. Gente che era esausta e allora si coalizzava contro il potere e le sue manifestazioni al motto “tanto, peggio di così…”.
In una democrazia rappresentativa, in linea di principio, la sommossa non dovrebbe essere necessaria, dato che basterebbe revocare la fiducia ai propri governanti alle prossime elezioni. Questo in genere viene tradotto nella politica dell’alternanza, ovvero quando i due partiti maggiori si alternano al governo una volta per uno. Secondo l’idea che bisogna votare il meno peggio. La filosofia del male minore. Eppure cosa vieta a questi signori di farsi solo una guerra proforma e in realtà di puntare agli identici risultati? L’ultima campagna elettorale italiana ha mostrato, ampiamente, tutti i limiti di questo modo di fare politica. I due maggiori partiti con programmi quasi fotocopia e stile molto simile. Cosa scegliere? Mr belli capelli o mr serenamente/pacatamente?
La politica di oggi è una oligarchia. Una sorta di oligarchia in cui sempre e solo i soliti noti, tanto bene additati dal libro “la casta”, possono governare.
Come si vede l’attuale sistema ha grandi difetti. E’ una democrazia rappresentativa che, paradossalmente, è poco rappresentativa. Molto poco. I movimenti di opinione sono spesso di nicchia e male organizzati. Basta vedere i movimenti nati in rete che stentano però a concretizzare qualcosa (l’esempio più eclatante è quello del movimenti di beppe grillo: ottime idee, discreta visibilità ma risultati scarsi. Dal fallimento della raccolta per le firme, allo scarso successo alle amministrative.
Il modello vincente si è dimostrato essere quello berlusconiano copiato, in qualche misura, anche da di pietro: il partito padronale accentratore che punta direttamente ai parlamenti romani. Da lì, poi, si può scendere alle amministrazioni locali. Il modello opposto, quello della lega, ha possibilità di realizzarsi solo su tempi più lunghi e con una forte presenza sul territorio. I grillini, diciamocelo, non dispongono né di uno né dell’altro. Sono un sistema a metà fra l’idv e la lega: padronale perché il capo padrone resta beppe grillo anche quando dice cose discutibili (ma che mai si mette in discussione), ma con una scarsa concentrazione a livello locale, perché troppo distribuiti su tutto il territorio.
Allo stato attuale mi sembra evidente che la scelta che influenzi di più la politica non sia quella del non voto, ma la coesione (l’aggregazione! Quella spinta che è mancata a tutta la sinistra italiana da sempre) verso un partito, non troppo grosso magari.
Inoltre sarebbe consigliabile raggrupparsi attorno a un partitino già esistente, sia per fagocitare i voti di cui già gode, sia per recuperarne la struttura. Il voto sarebbe poi solo il primo passo: una volta individuato il soggetto politico più vicino per idee e struttura alle nostre bisognerà passare al movimento attivo: munirsi di tessere e andare a far pesare la propria opinione sia a livello provinciale che regionale. Proprio in vista di questa idea il partito da cui partire non deve essere uno dei big nazionali, in cui la struttura è già troppo grande e il numero di tesserati pure.
La scelta pare ovvia: o l’idv o uno dei più grandi partiti della sinistra estrema… Ma questo è materiale per un altro post.
The asylum
Come diceva Wonko the Sane,
He lives in an inside-out house overlooking the Pacific Ocean. That is, to visit you park on the carpet. There’s a sign on the wall that reads, “Come Outside.” He considers the rest of the world to be “The Asylum,” because it seemed to him that any civilization that had so far lost its head as to need to include a set of detailed instructions for use in a package of toothpicks was no longer a civilization in which he could live and stay sane.
In questi giorni di messe sotto le tende, ecco un gadget davvero pasquale che tutti dovrebbero tenere in casa:
Il monaco elettrico
“Il monaco elettrico è un dispositivo per evitare di lavorare, come una lavastoviglie o un videoregistratore. … I monaci elettrici credono alle cose al posto dei proprietari, liberandoli così del compito sempre più oneroso”
-
Archivi
- Novembre 2009 (4)
- Ottobre 2009 (12)
- Settembre 2009 (12)
- Agosto 2009 (5)
- Luglio 2009 (2)
- Giugno 2009 (14)
- Maggio 2009 (15)
- Aprile 2009 (13)
- Marzo 2009 (18)
- Febbraio 2009 (20)
- Gennaio 2009 (15)
- Dicembre 2008 (24)
-
Categorie
- amarene sciroppate
- berlusconate
- buffo!
- cimice cinica
- Comunicati stampa
- disproporzioni
- E io pago!
- economia
- filosofia
- foto
- gnu-linux
- idioms at work
- io non dimentico
- Lingua italiana cercasi
- malattia mentale
- matematica
- muro del pianto
- papà
- politica
- rassegna stampa
- recensioni
- Senza Categoria
- speranza
- tarlo del dubbio
- turpiloquio
- U.C.A.S.
- vita in condominio
-
RSS
Ingressi RSS
Commenti RSS
