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Sgraduatorie

Il funzionamento e il reclutamento del personale non di ruolo nella scuola italiana è una… merda.

Ci sono graduatorie da cui attingere questo personale. Le graduatorie permanenti (per gli insegnanti) e quelle permanenti ATA (per Amministrativi Tecnici e Bidelli con almeno 24 mesi di servizio attivo in quella mansione) vengono usate a fine agosto per i contratti annuali o per turare i buchi rimasti. Queste graduatorie sono valide a livello provinciale.

Esaurite anche queste, però, bisogna ricorrere alle graduatorie d’istituto. Quelle di terza fascia sono probabilmente le più problematiche. Per un docente basta la laurea in una scienza affine alla classe di concorso per cui si immette in graduatoria. Per un ATA una qualifica, fino all’anno scorso, o un diploma. Inoltre esaurita la fase provinciale a carica dell’USP (ufficio scolastico provinciale), i buchi rimasti in ogni scuola di qualsiasi tipo sono cazzi della scuola. Esse, scorrendo le graduatorie di prima fascia ovvero le provinciali e una volta esaurite quelle passando alla graduatorie di istituto, cercano qualcuno che si muova a compassione e accetti il posto proposto. Le scuole sono tenute a fare di tutto per contattare queste persone. Al telefono e se proprio non ci riescono, via telegramma. Tutte queste spese sono a carico dell’Istituto e tutto sommato non ci sono alternative.

Quello che è stupido, e dannoso, è arrivare all’inizio dell’anno scolastico senza le graduatorie pronte.

Quest’anno poi anche le graduatorie provinciali sono state un disastro. Per esempio a Varese, per via di vari errori, orrori e dimenticanze, varie classi di concorso sono dovute essere riconvocate perché c’era un vizio nella procedura di reclutamento. Tutto a carico dei cittadini e nessuno, al solito, ha pagato per questi disguidi ed inefficienze.

Per la prima volta in 10 anni le graduatorie di terza fascia insegnanti non sono state riaperte invece. E questo ha portato, per la prima volta in 10 anni che faccio questo lavoro, ad avere già un posto fino al 30 giugno già a metà settembre. Già, perché se le graduatorie non sono chiuse, il posto è solo “fino ad avente diritto”. Una frase che significa: ti do il posto sulle graduatorie vecchie; poi con le nuove le scorriamo di nuovo e se di nuovo arriva il tuo turno ti riconfermiamo, sennò ti attacchi e tiri.

Il lettore sagace si chiederà:

  1. E quanto ci vuole a compilare queste benedette graduatorie?
  2. E anche se ci volessero dei mesi, non basterebbe chiudere il termine, che ne so, al 30 giugno per averle disponibili al 1 settembre?

Quest’anno il casino sono le graduatorie di terza fascia ATA. Sono state riaperte con il termine di presentazione delle domande al 31 luglio. Da notare che le domande di terza fascia vengono presentate direttamente alle scuole. LE scuole, le loro segreterie, le vagliano e le inseriscono nel sistema informatico dell’USP (per questo si chiamano graduatorie di istituto). In genere ad agosto non c’è molto personale nelle scuole, come si può facilmente immaginare. Inoltre quest’anno c’erano gli esami e scrutini a fine agosto e tutta la procedura di iscrizione dei ragazzi da fare entro il primo settembre, ergo non si poteva sapere nemmeno quante classi ci sarebbero state.

Il termine fissato per l’inserimento delle domande era posto al 30 di settembre. Da allora a oggi le graduatorie non sono ancora uscite, a Lecco. Sì, perché sia a Sondrio che a Varese invece sono state pubblicate, sub judice, il 26 ottobre. A Como sono state ritirate per errori materiali. A Lecco non se ne sa più nulla. Mi spiego. Per non smerdarsi il sito dell’USP non ne parla. Solo che davanti all’ingresso della scuola dove lavoro troneggia un messaggio: “Per via della mail ricevuta il … da… le graduatorie previste per il 4 novembre c.a. sono revocate fino a data da destinarsi.”

Laconico. Inoltre queste graduatorie sono solo provvisorie. Ovvero le persone hanno ancora dieci giorni per farci reclamo, passeranno almeno 2 settimane per valutare i reclami e solo allora avremo le graduatorie definitive su cui fare le nomine degli aventi diritto. A Sondrio e Varese andranno a fine novembre. A Lecco non si sa.

Questo è quello che accade(va) tutti gli anni anche per gli insegnanti. Ma se proprio proprio non si vogliono fare le graduatorie chiuse e riaprirle solo ogni tre anni, perché allora non si fissa il termine il 31 maggio o in modo tale da avere il tempo per prepararle entro settembre?

Peggio: come mai non sono bastati 2 mesi per verificare ’ste, cazzo!, di graduatorie? E chi ha sbagliato? E perché non paga?

Le solite, inutili, domande. Ma verrà un giorno in cui avranno una risposta. E un giorno in cui qualcuno che dovrebbe andare a zappare la terra andrà a racattare i pomodori sotto il sole di ferragosto…

Novembre 13, 2008 - Pubblicato da tt | E io pago!, U.C.A.S., cimice cinica, economia, malattia mentale, muro del pianto | | 1 Commento

1 Commento »

  1. Interessante il sistema che descrivi. anche nella progredita Albania di Henver Hoxa le scuole funzionavano così. E non è casuale che abbiamo dei politicanti che con gli Hoxa, i Ceausescu competono assai bene.
    luigi nonallineato

    Commento di nonallineato | Novembre 15, 2008


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