Scienza, religione e politica
Ho sempre creduto, ingenuamente, che uno scienziato dovesse essere una persona scettica. Scevra allo stesso tempo da pregiudizi perché, guidata dalla logica e dalla matematica, capace di discernere vero dal falso o dal verosimile. Inoltre ho sempre creduto che un uomo di scienza, o presunto tale, dovesse essere anche modesto e sempre conscio dell’enormità delle cose che non conosce, anziché borioso e altezzoso delle 3 o 4 cosette in cui viene considerato uno specialista.
Forse saranno state le parole di Sherlock Holmes, o quelle di Bertrand Russell o ancora di Galilieo, ma la frase “osservo, rifletto e deduco” mi ha sempre colpito quanto la giuliana “Veni vidi vici”.
In realtà oggi anche la scienza è oscurantista, esattamente come le religioni rivelate (cristianesimo in primis con tutte le altre derivate o addirittura primieve). C’è una scienza ortodossa e ufficiale a cui gli eminenti scienziati si devono conformare (e professare). Una scienza eterodossa buona per i cialtroni o al più gli alchimisti.
Tutto questo per tornare su un mio vecchio cavallo da battaglia: la fusione fredda. E’ dal lontano 1989 che se ne parla. Male, in genere. Fleischmann e Pons sono stati tacciati di cialtronaggine, mentecattaggine, idiozia. Derisi, scherniti, messi in disparte e mandati a morire, da un punto di vista scientifico.
Questa è la scienza in cui io, dott. ing. prof. Tiziano Binda, non mi riconosco. Anzi! Schifo. Sta succedendo quello che successe all’inizio del secolo con Einstein e prima ancora, oramai 4 secoli fa, con Galilei. La scienza ufficiale non riconosce questa scoperta, non la comprende. Non la vuole comprendere perché l’ortodossia spinge in tutt’altra direzione (la fusione calda con MILIARDI di € di investimenti). E perché aprirebbe troppe domande a cui bisognerebbe trovare delle risposte. Per non parlare delle rovinose ricadute sull’economia mondiale oil-based e del monopolio dell’energia da parte dei governi. L’intera nostra economia non sarebbe in grado di assorbire questa rivoluzione. O almeno così credono. Di certo, secondo me, Madre Terra sarebbe ben felice se noi si facesse energia dall’acqua anziché continuare a bucarla come una meretrice per portare in superficie quello che ella, giustamente, ha nascosto.
Sono basito: ho sempre pensato che il lavoro di uno scienziato fosse cercare le risposte!
Ma qualcosa sta cambiando. Benché in rete le notizie siano datate a riguardo, il post su wikipedia è cambiato profondamente negli ultimi 12/18 mesi. Prima anch’esso si conformava parlando di cialtronate, ora invece apre alla possibilità che ci sia dell’arrosto. Rimane scettico, ma fornisce delle notizie particolareggiate, parla e linka al rapporto 41. Parla del lavoro di Giuliano Preparata. Ed è ricca di links. Vi assicuro che 12 mesi fa era un deserto dei tartari. Una sorta di apologia di Crusty il Clown Show per chi volesse anche solo pensare a questo fenomeno in chiave scientifica.
Come la Relatività nel 1915. Non la capivano, sembrava un “Ufficio complicazioni affari semplici”. E poi come credere a un fisico ebreo che metteva in discussione il lavoro di Sir Isaac Newton (Isaac… era ebreo anche lui?). Chi ha avuto ragione lo ben sappiamo, dottor Pivetta.
Eppur si muove!!
Vi lascio con le parole, a riguardo, di Emilio Del Giudice:
“Scherzosamente, quando era tra amici, Giuliano Preparata chiamava Nature ‘la Pravda’. E questo perche’ Nature si e’ assunta il compito di fornire non solo informazione scientifica ma anche ideologia scientifica. Loro dicono: ’siccome il fenomeno non è possibile noi non pubblichiamo’. Non so se si tratti di un atteggiamento aristotelico. E’ un atteggiamento che contraddice con quanto Shakespeare fa dire a Polonio, quando dice ‘non devi essere ne’ un credente ne’ un miscredente’. Uno scienziato non deve avere preconcetti. Ne’ positivi ne’ negativi“.