election day 2008
rompo il silenzio politico. è da un po’ che non esprimo il mio pensiero sulla vicenda politica italiana, anche se credo nessuno ne avrà sentito la mancanza. dopotutto, è solo il pensiero di una piccola mancina senza arte nè parte, e soprattutto senza i titoloni da sociologo del bip che scrive sulla pagine di affari (libero) pensando di avere grande sapienza e conoscenza di tutti i perchè del mondo. e allora rispondo, citando il politico per eccellenza, cetto la qualunque, ‘int’u cul’ i sociologi e le loro analisi del kaiser sulla svolta leghista del popolo di sinistra, con apologia finale dei “bellissimi e azzeccatissimi” manifesti indiani. una sinistra affossata, scomparsa dal parlamento italiano molto più per via dell’astenzionismo dovuto alla politica fiscale del vecchio governo prodi e all’idea di voto utile verso il pd che all’inversione di marcia dell’elettore di sinistra. mi rifiuto di credere che un qualsiasi elettore di media capacità intellettiva non sia stato in grado di analizzare il mega flop della lega nel quinquennio berlusca, quando comodamente seduti a montecitorio i ministri leghisti si son ben guardati dal fare il minimo accenno ad una qualsivoglia riforma federalista. e ‘int’u cul’ alla riforma, l’importante era tenersi stretto il sediolino magico sotto il culetto e al massimo santificare biagi per la merdosa riforma del mondo del lavoro che aveva partorito, quella stessa riforma in virtù della quale oggi le statistiche parlano di una drastica diminuzione della disoccupazione (senza citare però quanti sono coloro i quali lavorano saltuariamente con contratti a termine, quelli per capirci che fanno solo numero ma a casa portano 700 euro se e quando tutto va bene). si è capito che sono un po’ incazzata? un po’ delusa?
leggevo stamattina un articolo di ida dominijanni intitolato, senza tanti giri di parole, “per la razza e il portafoglio” (se volete leggerlo per intero, cliccate qui ); un’analisi spietata del risultato delle elezioni, con qualche domanda importante sul futuro dell’italia, o meglio su ciò che gli italiani si potrebbero aspettare da un governo, forse un po’ apocalittica come visione, visto chi scrive, ma senz’altro indovinata sotto tanti punti di vista. nell’analisi del tappo malefico e del suo entourage di eroici stallieri, per esempio, o nella profetica riforma ’stravolgente’ della costituzione italiana. o più semplicemente nella scelta del titolo, che allude alla coalizione bossi-berlusca a difesa del portafogli e della razza padana, doc come il parmigiano reggiano!
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Cri, non ti dimenticare che le riforme sono state fatte. Abbiamo anche indetto un referendum per confermarle! Referendum che ha visto una vittoria schiacciante dei NO, dove il tappo malefico aveva lasciato libertà di voto ai suoi accoliti forzisti, mentre gli altri due alleati (AN e udc) avevna detto chiaramente NO. Strano che fini sia ancora alleato a bossi nonostante quello (in realtà è strana l’alleanza alla viceversa). Ma noi non dimentichiamo. Tanti minchioni invece sì.
Cccchiù foshforo pe’ tutti!!
le riforme….quali? la riforma moratti? la legge biagi? il referendum? non dimentico, certo che no! anzi ricordo fin troppo bene, ma le riforme fantasma a cui mi riferivo erano ovviamente quelle che la lega non ha mai neanche portato come discussione in parlamento.
Cri rifletti. A che referendum siamo andati a votare no? Davvero non ti ricordi?
ripeto…il mio commento era destinato all’azione in toto della lega; permettimi di dire che se 5 anni di politica leghista si esauriscono in un referendum al quale l’italia ha detto no (grazia anche al mancato appoggio dei partiti dell’allora casa delle libertà), mi sembra che si sia lavorato poco e male.