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Non è un paese per vecchi

Stamane ho incrociato il prototipo del vecchiaccio, bavoso e stronzo, dei nostri tempi. Egli, o forse meglio esso, aveva parcheggiato davanti all’ingresso del fiocchi la sua merdosa fabia con le 4 frecce, lasciando una sorta di pertugio per passare.

Il tutto per stare 5 metri più lontano a chiacchierare con un vecchiaccio par suo davanti all’edicola di via besonda. Entro dal cancello e borbotto nella loro direzione: non ho la certezza che sia uno di loro il proprietario, ma ne avevo un forte sospetto. Parto e mi metto davanti alla fabia. Clacksono per un po’, ma questo “manco pu’ cazz’”!

E be’, io devo andare al lavoro però! E se no chi la paga la pensione a ’sto vecchiaccio di merda? Scendo e comincio a urlargli appresso se la macchina fosse loro.

“Perchè non ci passi?”

“O vecchiaccio! Non è questione di passarci o meno! La questione è che questo è un passo carraio e la macchina con le 4 frecce se la può infilare su per il sedere!! L’emergenza cos’è? Leggere sulla locandina chi è morto oggi? Purtroppo pare che il suo nome non compaia…. Ma per domani c’è sempre speranza!”

Inutile prendersela con gli adolescenti se tengono cotanti nonni a scarrozzarli appresso. Inutile prendersela con i politici, quando l’italiano medio è così bifolco e sprezzante delle regole e dei diritti altrui.

E gli paghiamo pure la pensione…. Per rompere i coglioni!

E’ vero. Non è un paese per vecchi. E’ un paese di vecchiacci!

Ha ddà murì!

Marzo 11, 2008 - Pubblicato da tt | cimice cinica, muro del pianto | | No Comments Yet

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