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La conoscenza è forza

Assemblea telekom!

Oggi sono andato all’assemblea dei soci telekom. Mi andava di vedere, almeno una volta, cosa succede in queste assemblee. Mi piaceva poi l’idea di Beppe Grillo di radunarsi in massa per vedere cosa sarebbe successo. Alla fine c’erano quasi 300 soci, di cui vari possessori di una sola azione, e oltre sessanta persone iscritte per poter parlare.

Giacche e cravatte si sprecavano. Non avevo bisogno di una maglietta, come l’amico che ho conosciuto lì portava, con scritto RESET per farmi finire nei “Grillo Boys”. Visto il caldo, che soffro
esageratamente, ero già in tenuta estiva: magliettina, bermuda e infradito. Un vecchio mi ha anche accusato pesantemente del fatto che non si viene a certi avvenimenti così conciati. Quando gli
ho chiesto “perchè?” ha dato in escandescenze e sono arrivati i bodyguard della telekom e levarmelo di torno…
Ripensandoci poi è stato davvero buffo, anche se mi sono ricordato la massima “la libertà di iascuno finisce dove comincia quella altrui”, e ripensanso a come il vecchietto si asciugava il sudore che gli imbrattava copiosamente la testa, resto dell’opinione che avevo ragione io a stare sbracciato. Meglio
sbracciato che sudato e puzzolente. Meglio a piedi scalzi che con le calze madide. Eppoi, se non gli piacevo come era vestito “poteva evitare di guardarmi!”.

Molti i “Grillo boys” e un fiume davvero notevole di gente stanca di questi personaggi. Incredibile con quale facilità si attaccasse bottone con chiunque. E tutti a dire le stesse cose: “ci fregano”; “comandano solo loro”; “siamo stanchi e anche un tantino schifati”; “ci dobbiamo organizzare e mandarli a casa”.
Anche un addetto al catering del lauto banchetto degno di un matrimonio che ci è stato approntato ci ha precisato a comunicarci la sua simpatia.

Il banchetto… Da solo valeva la spesa del viaggio! Davvero aveva poco da invidiare a un banchetto nuziale. Cibo a volontà (sia per gli “azionisti” che coloro che a qualsiasi titolo stavano lì dentro) e pietanze per tutti i gusti. Addirittura un intero cosciotto di Parma affettato con affetto per gli azionisti. Un’intera forma di grana pronta per essere sbranata. Di tutto di più, per davvero. Difficile quantificare, ma credo che alla fine il giochetto a Telekom sia costato almeno centomila €, con tanto di navette che ci hanno riportato fino in Centrale, personale addetto, hostess bellissime, bodyguards gonfissimi con i loro bravi auricolari. Almeno un centianio di addetti, più quelli alla reception.

Eccoci agli interventi. Apre un certo Lombardi di una sorta di associazione di consumatori. Poi interviene di peso una rappresentante sindacale: fa notare come lo scorporo degli immobili di Telekom sia disastroso sia per i dipendenti scorporati che per gli stessi immobili: Si pagano milioni per manutenzione che non vengono fatte o fatte male. A furor di popolo viene fatto parlare Beppe Grillo che è molto stanco e non riesce ad aspettare il suo turno, probabilemente schedulato a mezzanotte visto delle simpatie che gode. Vi rimando al suo blog www.beppegrillo.it per vedere i suoi interventi. Beppe è stanco e ha bisogno di un po’ di meritato riposo. Non riesce a restare calmo, e poi come si potrebbe?, e va giù anche pesante.
Mi hanno poi impressionato le parole dei fratelli Cusani. Sergio, che riprende quanto esposto nella puntata di Report del 25 marzo 2007 http://www.articolo21.info/editoriale.php?id=2286&table=editoriali
fa notare varie discrepanze del bilancio e pone 4 domande molto precise ed argute ai presenti. La più sagace è “perchè telekom ha venduto immobili del valore di 130 Milioni di € a Pirelli o simili per 100 e poi li ha retro affittati a prezzi principeschi?”. Ovvero perchè Tronchetti Provera, che si è
dato malato probabilemente un’allergia al polline che è male di stagione, ha venduto a Pirelli, cioè sé stesso, beni per poi riafittarseli? Lascio a voi la risposta.

Sergio Cusani, uno dei pochi che hanno pagato il proprio debito con la giustizia per lo scandalo enimont. Un professionista davvero. Preciso e competente. Peccato che non abbiano ripreso anche lui.

Più salace il fratello Dario, “pituur” (pittore). Ha comprato un’azione l’altro giorno. Fra spese e tutto gli è costata una decina d’euro, ma non si sente di mettere in croce gli amministratori, anzi li loda: per lui è stata un affarone, dato che ha goduto di un pranzo da almeno 30 Euro! Poi, da buon artista, mostra un suo disegno fatto al volo che rappresenta l’umore dell’assemblea: un grafico a gradini, che va sempre e solo verso il basso.

Per concludere, una riflessione su come è stata organizzata l’assemblea di telekom italia, l’azienda che dovrebbe essere leader in fatto di telecomunicazioni in italia. Per votare noi azionisti avevamo un bellissimo libricino, stile blocknotes, su cui mettere delle bellissime crocette! All’alba del 2007. Rubo le parole a Grillo, ma ha ragione. Da non credere. E ora, che sono le 21, quei poveracci saranno ancora là ad aspettare la fine degli interventi per aspettare di votare.

Quando tutti avrebbero potuto fare, e scrivere, i propri interventi la settimana scorsa, metterli su internet, studiarseli e poi votare da casa, con un sistema sicuro, senza spendere un soldo, senza
spostarsi, facendo risparmiare alla stessa telekom, e quindi a noi, almeno qualche decina di migliaia di Euro. Ma pazienza.

Come direbbe il babbo:

“Finchè ghe n’è: VIVA IL RE. Quan’ ke ghè n’è più: Crepa l’asen e ki ghe sta sù!”.

Per i non bilingue: “Finchè ce n’è (di trippa per gatti), viva il re. Quando non ce n’è più (la trippa è finita) muore l’asino e chi gli sta in groppa!”.

Aprile 16, 2007 - Pubblicato da tt | politica | | Ancora nessun commento.

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